ASL E LISTE D’ATTESA: 650 MILA EURO E UN PIANO PER RIDURLE

Abati: «Auspichiamo miglioramenti». Si punta anche su un maggiore impegno e una diversa organizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri e su azioni specifiche, già in corso di realizzazione, alle quali sono state destinate risorse per 246,790 euro

TACPISTOIA. È stato presentato allo specifico incontro in Regione il piano straordinario della Ausl3 per l’abbattimento delle liste d’attesa. Alcuni degli interventi, per migliorare i tempi di accesso alle prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale, sono già in fase di attuazione ma ora, con la recente delibera regionale dello scorso 4 agosto (la numero 694), le azioni previste possono contare anche sullo specifico finanziamento previsto dalla giunta regionale (in totale dieci milioni di euro distribuiti tra tutte le aziende sanitarie della Toscana).

Per la Asl3 il contributo relativo al 2014 ammonta esattamente a 261,275 euro. Nei successivi due anni, sempre dalla Regione, arriveranno altri 400,000 euro. In totale la Asl3, per ridurre le liste d’attesa, in tre anni, riceverà complessivamente oltre 650,000 euro

Per quanto riguarda il 2014 i criteri a cui si è fatto riferimento per stabilire l’entità della quota regionale per ogni azienda sanitaria sono stati tre: una quota fissa uguale per tutte le aziende di 120 mila euro; una quota stimata sulla base del numero delle prestazioni erogate nel 2013, che per l’Ausl3 sono state precisamente 507.610 che hanno generato un contributo di 63.436 euro; infine la quota calcolata sul numero dei residenti che per la Provincia di Pistoia è stata oltre 77,000 euro.

Sulla base del finanziamento, ogni Asl, ha elaborato una propria strategia finalizzata a ridurre in modo significativo le attuali criticità che “rallentano” l’erogazione di visite specialistiche ed esami con i relativi disagi per i cittadini.

“Una strategia che, per quanto ci riguarda, – spiega il direttore generale Roberto Abati – avevamo già impostato fin dall’inizio del 2014 perché la riduzione delle liste d’attesa, era già una priorità per la nostra azienda. Il progetto è stato, in questi giorni, illustrato al tavolo regionale del gruppo di monitoraggio istituito presso la direzione generale dell’assessorato alla salute, l’appuntamento previsto dalla delibera stessa per definire le modalità di accesso e dell’offerta clinica e diagnostica”.

Il dottor Daniele Mannelli, che coordina il gruppo aziendale che si occupa di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale, aggiunge che per il momento per dare una risposta immediata ci si è concentrati sull’aumento di un gruppo di prestazioni che sono risultate particolarmente critiche e con tempi di attesa al di sopra degli standard regionali in particolare: visita cardiologica con elettrocardiogramma, ecocolordoppler cardiaco, visita oculistica ed ecografie. Prestazioni che sono state anche oggetto di numerose segnalazioni presso i Cup e di reclami all’Urp (ufficio relazioni con il pubblico) da parte dell’utenza.

Nel 2014, la Asl3 ha stimato di offrire circa 110 mila di queste specifiche prestazioni (nel 2013 erano state 90.000).

Si punta su un maggiore impegno ed una diversa organizzazione dei servizi territoriali ed ospedalieri e su azioni specifiche, già in corso di realizzazione, alle quali sono state destinate risorse per 246,790 euro.

Con il finanziamento regionale assegnato saranno infatti erogate ulteriori 20 mila prestazioni dagli istituti privati accreditati provinciali.

diagnostica strumentaleIn anticipo rispetto alla delibera regionale l’Azienda ha proceduto da alcune settimane all’apertura dei nuovi calendari per visita cardiologica con elettrocardiogramma, ecocolordoppler cardiaco, visita oculistica ed ecografie.

“Nonostante il progetto sia sostenuto da importanti finanziamenti purtroppo la quantità delle prestazioni non riesce ancora a soddisfare, in termini di volumi, le richiesta e le aspettative dei cittadini ad oggi –fa sapere il direttore generale – per molte prestazioni gli appuntamenti sono prenotabili al 2015, fatto questo che richiederà un ulteriore riflessione sull’appropriatezza fermo restando che visite ed esami a carattere clinico urgente sono sempre abbinati a dei codici di priorità ed hanno un’accettazione dedicata”.

Gli esami e le visite prenotabili al Cup sono, infatti classificati, come “differibili (D)”, in relazione alla definizione delle classi di priorità di accesso che sono state introdotte, ormai da tempo, da normative nazionali e regionali per graduare la domanda. Si ricorda che nell’articolazione dell’offerta delle prestazioni sono stabiliti i seguenti gradi di priorità clinica: la visita urgente (U), è erogata attraverso il pronto soccorso o attraverso i poliambulatori ospedalieri e consente di dare una risposta tempestiva alle patologie non risolvibili dal medico di famiglia. Le visite, le richieste di prestazioni diagnostico strumentali di primo accesso hanno invece tempi certi e stabiliti per quanto riguarda le prescrizioni di priorità “breve” (B), in coerenza con il bisogno rilevato.

L’Azienda si è riservata di non utilizzare tutto il finanziamento. Gli importi residui, pari a circa 15 mila euro, e non ancora impegnati, saranno infatti utilizzati in un momento successivo e nelle aree a maggiore criticità.

[scritto da daniela ponticelli, venerdì 26 settembre 2014 – ore 12:00]

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