ASL3 IN PICCHIATA: AGOSTINIANI SI RISENTE E IL CREST RISPONDE A BOMBA

Rino Agostiniani
Rino Agostiniani

PISTOIA. Dispiace che il dottor Agostiniani abbia preso quasi come una critica personale la nostra lettera aperta ai Sindaci della provincia di Pistoia. Speravamo piuttosto di avere un supporto da parte sua perché immaginiamo non sia semplice dedicarsi al proprio lavoro con serenità quando si continua a parlare di tagli al Servizio Sanitario già al limite della sostenibilità.

L’intento del nostro intervento era e resta quello di mettere in evidenza un trend in peggioramento per molti indicatori importanti della Asl 3. Abbiamo anche sottolineato che poiché le valutazioni peggiorano dal 2013, anno della riorganizzazione del sistema sanitario toscano ad opera della prima giunta Rossi, è logico pensare che si tratti appunto di un problema di risorse e di organizzazione (“potenziamento” e “razionalizzazione” come è stato definito dalla Asl) e non di competenze o professionalità degli operatori.

La Nazione 1 luglio 2015
La Nazione, 1 luglio 2015

Il dottore ci accusa di non saper leggere gli indicatori. Noi crediamo di averli saputi analizzare benissimo, anche perché siamo supportati, come utenti, dall’esperienza quotidiana quando abbiamo bisogno di rivolgerci alla Sanità pubblica e ci siamo resi perfettamente conto che i tagli ci sono stati e sono stati consistenti. Le valutazioni dimostrano che quello che ha affermato il presidente Rossi in campagna elettore, cioè che si può fare meglio con meno, è pura demagogia.

Ci piacerebbe quindi che il dottor Agostiniani, ma soprattutto il direttore Abati, entrassero nel merito dei dati critici che abbiamo messo in evidenza e spiegassero ai Sindaci e ai cittadini per quale motivo, nel giro di pochi anni l’elenco di valutazioni negative scarse o molto scarse è incrementato così tanto. Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere la verità e se ci siamo sbagliati, lo spieghino con l’evidenza dei dati.

Vorremmo mettere un ulteriore tassello a completare la nostra analisi. Gli abbandoni dal Pronto Soccorso (vale a dire utenti che dopo lunghe attese se ne vanno senza avvertire il personale) vede l’ospedale Pediatrico Meyer con il dato peggiore in Toscana ed ha questo primato solo dal 2014.

1La nostra conclusione è una sola: con la “riorganizzazione” – che all’ospedale di Pescia, ad esempio, ha visto la chiusura del reparto di pediatria per concentrare le degenze al San Jacopo di Pistoia – si è rotto un equilibrio ed un sistema che sapeva rispondere alle esigenze dei territori.

Adesso che i territori periferici sono stati svuotati e si riversano nei centri specializzati (vedi Meyer), il sistema fatica ad accogliere. Pensiamo al caso emblematico della Val di Cecina. È stato chiuso il reparto di pediatria all’ospedale di Volterra dove è rimasto un ambulatorio ma nei notturni e nei festivi le famiglie devono rivolgersi a Pontedera, a oltre 40 chilometri perché il pediatra non è neppure reperibile. Il costo della reperibilità del pediatra è di solo 8.000 euro l’anno, costo che la Asl non vuole sostenere. Intanto nei mesi estivi a Pisa i posti letto pediatrici sono diminuiti da 10 a 6 dichiarando che in caso di bisogno i bambini saranno dirottati in altri ospedali. Ci chiediamo dove, se i posti letto pediatrici sono diventati rari come l’oro! Al Meyer?

La conseguenza naturale di questa “riorganizzazione” è l’intasamento del primo punto di riferimento regionale, il Meyer, il quale, però, non dovrebbe occuparsi dell’ordinario e per questo ne risente tutto il sistema (si veda la valutazione dell’appropriatezza medica [1]) .

L’ultima nota la vorremmo dedicare alla situazione di Pescia. Ai cittadini della Valdinievole è stato detto che la chiusura del reparto di Pediatria dell’ospedale SS Cosma e Damiano era dovuta a motivi di sicurezza e qualità.

2Grazie ad un accesso agli atti, abbiamo scovato la relazione del direttore generale al bilancio di previsione anno 2011 e pluriennale 2011-2013 in cui si dichiara:

Accorpamento attività degenza pediatrica presso un’unica sede (PO Pistoia): l’operazione consente di non procedere all’assunzione di un dirigente medico e di riutilizzare gli infermieri e gli OSS assegnati al reparto di Pescia in altri setting assistenziali.

Di cosa stiamo parlando quindi? Di diritti e tutele o di numeri e ragioneria?

Ecco, questo vorremmo che non accadesse più. Vorremmo che le cose fossero chiamate con il loro nome e se di tagli si tratta, si abbia il coraggio di parlare di tagli. E vorremmo che i Sindaci si facessero garanti della trasparenza nella comunicazione con i cittadini e soprattutto che lottassero per difendere il diritto a curarsi dei cittadini che amministrano nei loro territori.

3Il momento è estremamene delicato perché siamo in una nuova fase di riorganizzazione. Stavolta in gioco c’è la sopravvivenza del sistema. Il forte ammiccamento al privato o al volontariato (che volontariato non è), sostenuto da Sindaci, Consiglieri regionali e Direttori Asl nonché dal neo assessore Saccardi, non sarebbe condiviso dai toscani.

Investiamo in pubblico perché solo il pubblico può garantire tutti.

Intanto il “Comitato Promotore per il Referendum abrogativo Legge Regionale Toscana 28/2015” al quale aderisce il Crest ha depositato 4.700 firme per indire un referendum per abrogare la legge sul riordino delle Asl toscane.

Ci vediamo a settembre per la raccolta delle firme!

[crest pistoia]

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[1] – L’appropriatezza medica si verifica quando le prestazioni vengono erogate al momento giusto, secondo standard clinicamente riconosciuti e condivisi, in modo da aumentare la probabilità di ottenere i risultati desiderati. Tramite il set di indicatori che costituisce questo albero (tassi di ospedalizzazione per i Lea medici, ricoveri medici con finalità diagnostica, ricoveri medici brevi o troppo lunghi) si vuole delineare un quadro dell’appropriatezza delle prestazioni mediche erogate dalle strutture toscane.

l volontariato (che volontariato non è), sostenuto da Sindaci, Consiglieri regionali e Direttori Asl nonché dal neo assessore Saccardi, non sarebbe condiviso dai toscani.
Investiamo in pubblico perché solo il pubblico può garantire tutti.

Intanto il “Comitato Promotore per il Referendum abrogativo Legge Regionale Toscana 28/2015” al quale aderisce il Crest ha depositato 4.700 firme per indire un referendum per abrogare la legge sul riordino delle Asl toscane.

[crest pistoia]

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