AVVOCATI: «MA VIAREGGIO E PISTOIA SONO SULLO STESSO PIANETA?»

Giuseppe Alibrandi, Presidente dell'Ordine degli Avvocati
Giuseppe Alibrandi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati

PISTOIA. Egregio Avvocato Alibrandi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati
se si ricorda il 2 maggio u.s. le ho inviato per p.e.c. (posta elettronica certificata) un quesito in merito all’opportunità o liceità che professionisti iscritti all’Albo degli Avvocati potessero avere, come parti contrapposte in giudizio, lo studio legale nello stesso fabbricato con, aggiungendo io, una comune sala di attesa.

Comprendo che lei ha molto da fare e che la mia richiesta sarebbe stata facilmente risolta se solo mi fossi preso lo scomodo di andarmi a leggere il codice deontologico della sua categoria.

L’ho fatto, anzi, l’avevo già fatto, ma volevo un’autorevole conferma, per la carica che lei ricopre. Riformulo la richiesta perché voglio una risposa da lei. E lo faccio non perché io sia un impudente, un petulante, un irriguardoso, ma perché alla mia richiesta avevo aggiunto, in caso di suo autorevole parere, il proposito di approfondire come talvolta, in procedimenti anche penali di rilievo pubblico perché attinenti alle nostre tasche – come la Comunità Montana – certe coincidenze possano generare leciti dubbi di carattere procedurale in ambito processuale.

Poiché la Provincia di Pistoia, per lo meno nelle cronache giudiziarie a rilevanza civica – a partire dagli Untochables e transitando dalla Comunità Montana all’A.P.R., ai Campionati del mondo di Ciclismo, ed altro ancora – può vantarsi di non essere seconda a nessuno (bel primato!), mi permetto di ricordarle che un certo Calamandrei, persona a me antipaticissima, a proposito dei giudici ebbe a dire che essi devono essere terzi, ma devono “anche apparire” terzi.

Ecco la ricevuta di ritorno in Pec dell'Ordine degli Avvocati di Pistoia
Ecco la ricevuta di ritorno in Pec dell’Ordine degli Avvocati di Pistoia

Insomma, la forma e la sostanza coincidono o quanto meno dovrebbero. Se questo vale per i giudici, non le sembra che debba valere anche per gli avvocati?

Senta, Avv. Alibrandi, riconoscere che l’art. 37 del codice di deontologia professionale che riguarda “l’obbligo di astensione” quando “le parti aventi interessi confliggenti si rivolgono ad avvocati che siano partecipi di una stessa società di avvocati o associazione professionale o che esercitino negli stessi locali” possa crearle difficoltà mi è di difficile comprensione.
Allora, in attesa che lei lo faccia con me (!), le riformulo la domanda e la invito, se posso permettermi, a richiedere ai suoi iscritti all’ordine una dichiarazione di osservanza dell’art. 37 sopra citato: e nel caso di inosservanza le motivazioni di questa devianza.
Scusi il disturbo, ma Pistoia, quella che pensa in proprio, conosce in proprio e valuta in proprio, certe domandine le deve pur porre.
Adesso se vuole rispondermi o ignorarmi, faccia lei. Le posso solo dire che a Viareggio due avvocati che non hanno rispettato questo articolo del “vostro” codice deontologico sono finiti nei guai.

Se vuole avere la cortesia di degnarsi e di dirmi che Pistoia è “un’altra cosa”, la ringrazio: però mi spieghi cos’è , eventualmente, “quest’altra cosa”.

Grazie e scusi il disturbo.

Vedi anche: http://linealibera.info/avvocato-alibrandi-vuole-gentilmente-rispondere/

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