B.B. NICK

Nick Becattini e Cris Pacini
Nick Becattini e Cris Pacini

PISTOIA. E a Manlio Pepe. Nick Becattini, uno dei migliori chitarristi in circolazione, nella serata del Festival Blues dedicata a B.B. King, non si è voluto dimenticare di un amico, molto meno grande del leggendario chitarrista di Itta Bena, certo e nel suo straordinario repertorio di omaggi, un pezzo, eseguito con la solita profonda immersione culturale, lo ha voluto dedicare anche a lui, uno dei motivi che Manlio non perdeva occasione di proporre, nei suoi spettacoli.

Per capire che si trattasse di una celebrazione e che sul palco non ci fosse il vecchio B.B. King, sì, ma nei suoi anni migliori, qualcuno si è dovuto stropicciare gli occhi per focalizzare e dunque rendersi conto che sul palco galattico di piazza del Duomo, ieri sera, nella notte a cavallo tra il 17 e il 18 luglio, non fosse la Lucille, a cinguettare e che ad imbracciare quella sei corde che gli somigliava così incredibilmente, ci fosse B.B. Nick.

Ma procediamo con ordine, perché ieri, la quinta giornata del palinsesto del Festival Blues, l’unica gratuita di questa lunghissima rassegna, ha presentato, in scaletta, un bel mucchio di musicisti. Hanno iniziato i gruppi vincitori delle selezioni del Festival e poi, in scaletta, Angela Esmeralda e Sebastiano Lillo, la famiglia rockabilli Di Maggio, The Cyborgs, la Fantomatik Orchestra e la band metropolitana Bud Spencer Blues Explosion.

The Cyborgs
The Cyborgs

Nessuno di questo nugolo di artisti, nonostante facesse parte degli invitati alla giornata della memoria di una leggenda, si è voluto accostare al sound del festeggiato: ognuno di loro ha portato, come da accordi, del resto, il proprio manufatto.

La voce bellissima di Angela Esmeralda, l’immarcescibile rock presleyano dei fiorentini Di Maggio, quello tra i Doors e l’haevy metal dei Bud Spencer Blues Explosion, le sontuose rivisitazioni (bellissima quella degli Yes) anni 80 dell’Orchestra Fantomatica e, cosa parecchio gradita, The Cyborgs.

Si sono presentati con le maschere dei saldatori, il chitarrista e il batterista-tastierista: un po’ Z-Z Top, accenni new age e tanto groove, con quel pizzico di mistero scenografico che un palco multicolor come quello di piazza del Duomo meritava che qualcuno adottasse.

Poi, poco prima della mezzanotte, la Band: alla chitarra e alla direzione orchestrale, B.B Nick Becattini, con Enrico Cecconi alla batteria, Daniele Nesi al basso, Cris Pacini al sax, Pippo Guarnera all’Hammond, Maurizio Spampani alle tastiere e Donatella Pellegrini alla voce, con Cristina Salotti, amica inseparabile della rossa di Livorno, responsabile delle tre coriste arrivate direttamente dalle clinics delle Fornaci.

Un momento del concerto
Un momento del concerto

E una serie di amici del padrone del palco: l’armonica labronica di Mimmo Mollica, la voce, che viene dallo stesso porto, di Jonny Salani, la chitarra di Angelo Leadbelly Rossi e Paolo Bonfanti.

Ma torniamo al nucleo centrale, perché di cose da raccontare, di questa serata non debitamente apprezzata dal pubblico, che si è accalcato nella piazzetta attigua, quella della sala, dove se si salta l’obliterazione di un venerdì si perde, automaticamente, l’iscrizione all’albo dei montoni di Panurgo, ce ne sono un visibilio.

Ad iniziare dalla voce, nerissima, di Donatella Pellegrini, che si è cimentata nell’interpretazione e nella condivisione di una serie di brani cantati, tutti, dal mostro sacro onorevolmente ricordato, celebrato e festeggiato. La voce non ha sesso, verissimo, ma il diaframma si muove diversamente sul pentagramma, a seconda se a cantare sia un uomo e una donna.

Jonny Salani e Mimmo Mollica
Jonny Salani e Mimmo Mollica

Donatella è femmina nell’anima, ma è anche una bikers e quando si accendono i riflettori sul palco si dimentica tutto, fuorché divertirsi, divertire e soffrire.

Bisogna guardarla negli occhi, mentre canta e osservare i pugni distesi ad est e ovest, che si liberano nel palmo aperto, per provare a sentire, da spettatori, quello che lei sente da interprete.

Al ritmo complessivo della serata poi sono arrivati in soccorso i due battitori liberi, due amici d’infanzia, divisi solo dagli strumenti: Enrico Cecconi, da bambino, folgorato da Ginger Becker, si lasciò sedurre dalla batteria; Daniele Nesi invece, proprio per dividere e condividere le stesse aspettative artistiche dell’amichetto di strada, si cimentò nello studio del basso.

Cris Pacini, esuberante e incontenibile onemanshow, ieri sera è rimasto sospeso: era una serata di blues, purissimo, senza tagli; i fiati si sono accontentati di esserci.

Donatella Pellegrini
Donatella Pellegrini

Come Pippo Guarnera, una certezza e Maurizio Spampani, un amico, che hanno alimentato lo spessore di una notte indimenticabile, interrotta solo poco dopo le due, quando qualcuno ha pensato bene di staccare le amplificazioni che davano sulla piazza, per eccesso di rialzo sulla borsa della musica.

Forse hanno fatto bene, gli uomini della notte, a ricorrere alle vie così brutali e violente per zittire gli strumenti: la pozione magica però, ormai, si era già diffusa nell’aria e quei ragazzi, cresciuti nei paraggi di quella piazza con il sogno, da loro condiviso, di conquistarla, un giorno, sapevano di avercela ormai fatta.

Uno di questi è Nick Becattini, anzi, B.B. Nick, ma anche Nicola Becattini, riavvolgendo la pellicola della sua vita. Perché è così, con le sue originarie credenziali anagrafiche che si presentò, per la prima volta, se non ricordiamo male, al Festival Blues di Pistoia, come chitarrista della Model T. Boogie.

È stato un viaggio inesorabile il suo, un percorso di sola andata, impreziosito da un tatto e una sensibilità sonore che lo hanno di giorno in giorno elevato nell’olimpo delle chitarre, fino ad offrirgli lo scranno. Ieri sera, in una giornata per lui, i suoi colleghi di palco e molti spettatori giù da basso, semplicemente indimenticabile, Nick Becattini, B.B Nick, o Nicola Becattini – chiamatelo con il nome che credete più opportuno – ha deposto, sulla lapide di uno dei suoi maestri, B.B. King, il fiore che coltiva con scrupolo, passione e incoscienza, da quando è ragazzo, da quando ha capito che la sua vita sarebbe coincisa con quella della musica, con il blues.

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One thought on “B.B. NICK

  1. Bell’articolo.
    C’ero anche io… Roberto Belmonte chitarra ritmica. (in foto)
    E una grandissima performace alla batteria di Vince Vallicelli purtroppo iniziata poco prima delle 2.00

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