ballottaggio. CHE FORSE SI CAMBI CARROZZA…?

Alessandro Tomasi

PISTOIA. Una riflessione semplice, semplice.

Il ballottaggio fra Tomasi e Bertinelli ha scatenato un putiferio sui social, soprattutto da parte di chi si è permesso di constatare come il “Bertinullam”, con il niente che lo ha contraddistinto, debba essere magari modificato con un Tomasi-new.

In questa disputa, scatenata da semplici considerazioni politiche che l’ex (per sua scelta) consigliere Sforzi, ha pubblicato su f.b., sta tutta la debolezza del “potere” locale.

Senza entrare nel merito delle rilevazioni di Massimiliano Sforzi, entro, invece, in quelle di coloro che privilegiano l’appartenenza partitica alla libertà di pensiero e soprattutto dimostrano di non conoscere la Storia al di là degli stereotipi che coniugano sinistra con libertà e destra con regressione.

Su questo falso “distinguo” democristiani e comunisti hanno basato le loro soprattutto personali fortune e su queste categorie storiche, finite finalmente in vacca, si stanno costruendo le future architetture politiche che riguarderanno le prossime generazioni.

Si cercherà, da qui al 25 giugno, giorno del ballottaggio, di fare passare il messaggio che Bertinelli è sinistra e Tomasi è destra con le strumentali attribuzioni che, per troppo tempo ed in maniera insana, si è dato a una parte e si è tolto all’altra.

Il Bertinelli è politicamente fallito ma per non fare vincere la destra è necessario rivotarlo; come per dire che ci si taglia gli attributi per fare dispetto alla moglie. Bravi! Un ragionamento proprio sinistro e di sinistra!

Si rispolverano anche vecchi “contrordine compagni” ed amenità varie con le quali non voglio togliervi il sonno: dal ridere.

Come quel “memente” che ricorda come Tomasi provenga da un ambiente di destra e quindi fascista…

Come Giorgio Almirante, che Alessandro Tomasi non ha avuto il piacere di conoscere per motivi anagrafici, che dichiarava, e poteva ben sostenerlo, che “se difendiamo Dio, la Patria e la Famiglia, siamo sicuramente di destra; se difendiamo lo stato sociale (e non socialista – n.d.r.) ed i diritti dei lavoratori nessuno è più a sinistra di noi”.

Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia

Se qualche progressista a partire da Prodi e circuitando poi per i vari Monti, Letta, Renzi ed accozzaglia varia può permettersi di dimostrare storicamente il contrario, benvenuto fra noi!

L’antitesi destra-sinistra, nel caso specifico di queste elezioni a Pistoia, non ha senso; non ha senso perché sono morte le idee, purtroppo, e sono rimasti i maramaldi che, loro sì, sulla pancia degli elettori pensano ancora di fare presa.

Chiunque vinca a Pistoia non cambierà l’attuale e apparentemente irreversibile futuro di un mondo globalizzato, senza nerbo e senza prospettive che non siano quelle stabilite e decise dall’alta finanza e dai loro servitori; al di là della destra e della sinistra, se non opporremo un freno ai vari Soros, Draghi (voluto dal quel rincoglionito del Berlusca) e “politicazzoli” vari.

La disputa, però, è locale e tale ha da restare.

Ci sono cittadini che dopo tanti anni si sono riavvicinati al voto perché sono stanchi e stufi di questo mefitico andazzo che va sotto il nome di “regime” che nel 1989, il giorno 9 novembre, con la caduta del muro di Berlino, seppellì il comunismo ed i suoi crimini. Non a Pistoia, però.

Siamo italiani e siamo propositivi, nonostante tutto.

Pensate voi, una bella lista di persone “monde”, sincere e veramente disponibili al “bene comune”: da Ginevra Lombardi a Lorenzo Berti, da Roberto Bartoli ad Alessandro Sabella.

Con Alessandro Tomasi Sindaco; pronti a “sbudellarsi” nell’aula sorda e grigia del Consiglio Comunale di Pistoia dove oggi si vota per alzata di mano e un domani, ce lo auguriamo, per scelta di cervello…

Utopia? Pazzia? Forse, oggi certamente, ma qualche pazzo il primo passo dovrà pure farlo, che sia pure “un piro” ma non un La Pira.

La Storia, fortunatamente, ci dimostra che l’uomo propone e Dio dispone.

Se volete un “Bertinullam”, il piatto è pronto. Adesso tocca a voi cittadini elettori, “democraticamente”, s’intende!

[Felice De Matteis]

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