BANCA ALTA TOSCANA CHIUDE IL BILANCIO 2018 CON UN UTILE DI OLTRE 1,7 MILIONI

Nell’assemblea dei soci del 19 maggio si voterà anche per il rinnovo del consiglio di amministrazione
La Banca Alta Toscana di Vignole

QUARRATA. Si è chiuso con un utile netto di oltre 1,7 milioni di euro il bilancio 2018 di Banca Alta Toscana credito cooperativo, il soggetto nato il 1 luglio 2017 dalla fusione di Bcc Vignole e Montagna Pistoiese e Banca di Masiano. Il bilancio sarà sottoposto all’assemblea degli 8.400 soci, che è indetta, in seconda convocazione, domenica 19 maggio alle ore 9,30 presso la “Cattedrale ex Breda” di via Pertini a Pistoia.

All’ordine del giorno ci saranno anche le elezioni dei consiglieri di amministrazione della Banca, dei componenti del Collegio sindacale e del Collegio dei probiviri. Dopo 24 anni di presidenza, Giancarlo Gori ha deciso di non ricandidarsi al consiglio di amministrazione; secondo lo Statuto della Banca, il nuovo presidente sarà individuato dal nuovo cda al proprio interno.

I dati di bilancio

Se l’attivo è leggermente superiore a quello realizzato nell’esercizio 2017 (le cui dinamiche furono influenzate dall’acquisizione di attività e passività della Bcc Masiano), anche gli altri numeri del bilancio 2018 testimoniano la solidità dell’istituto di credito e il rinnovato supporto all’economia locale. Al 31 dicembre 2018 gli impieghi lordi in bonis (nei confronti di clienti ritenuti solvibili) si sono attestati a 700,8 milioni di euro, con un incremento di 0,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Gori con Squillantini

«Questa crescita, seppur moderata, registrata in un contesto di perdurante situazione economica negativa e di elevata incertezza sulle prospettive di ripresa, conferma la vicinanza della Banca alle famiglie e alle piccole e medie imprese del territorio» — affermano il presidente Giancarlo Gori e il direttore generale Elio Squillantini. Un altro dato significativo è il basso numero di richieste di fido respinte dalla Banca, che anche quest’anno si è attestato al di sotto del 2%.

Sempre sul fronte degli impieghi, sono stati ridotti notevolmente i crediti deteriorati, passati da 226,3 a 133,9 milioni di euro (-92,4 milioni, pari a -40,83%), grazie a due operazioni di dismissione di sofferenze realizzate lo scorso anno per complessivi 86,3 milioni. L’incidenza delle rettifiche di valore sulle esposizioni deteriorate è pari al 53,71%, in aumento rispetto al 51,94% di fine 2017: cresce dunque, in via prudenziale, il grado di copertura dei crediti deteriorati, superiore alla media nazionale (il valore medio delle Bcc italiane è attorno al 48%).

La raccolta complessiva da clientela si attesta a 1.274,3 milioni, in leggera diminuzione (-0,33%) rispetto al 2017 per effetto del calo della raccolta diretta rappresentata dai titoli di propria emissione a vantaggio della raccolta indiretta amministrata.

Il patrimonio netto della Banca al 31 dicembre 2018 è pari a 78,9 milioni di euro; rispetto a fine 2017 registra una diminuzione pari a 20,9 milioni, di cui 20,3 milioni per gli effetti patrimoniali al 1° gennaio 2018 dell’applicazione dei nuovi principi contabili IFRS 9.

Positivi gli indici di solidità patrimoniale: CET1 capital ratio, TIER 1 capital ratio e Total capital ratio sono pari al 14,915%, ampiamente superiori ai limiti previsti dalla normativa di vigilanza.

«Banca Alta Toscana è entrata a far parte del Gruppo Bancario Iccrea con tutti i numeri a posto e ha tutte le carte in regola per continuare a fare ciò che ha fatto finora, con la massima autonomia decisionale, purché continui ad essere virtuosa come adesso — afferma il presidente Giancarlo Gori —. Attraverso il nuovo Gruppo Iccrea, il nostro istituto di credito avrà la possibilità di operare in maniera ancora più concreta mettendo a disposizione di soci e clienti nuovi servizi e ulteriori garanzie, e mantenendo i vantaggi che ci provengono dalla vicinanza e conoscenza del territorio».

dati Banca Alta Toscana presidenza Giancarlo Gori

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