BANDABARDÒ, ZION TRAIN E LEE SCRATCH PERRY: UNA SERATA “STUPEFACENTE”

Lee Scratch Perry
Lee Scratch Perry

PISTOIA. Siamo un po’ preoccupati, per domani sera, o quanto meno in apprensione. Un po’ per i cani della narcotici, meravigliosi esemplari che riescono a fiutare, con precisione chirurgica, la benché minima traccia di sostanze stupefacenti, un po’ per il pubblico che immaginiamo accorra, in piazza del Duomo, per assistere alla terza serata del Festival Blues.

Sul palco della manifestazione infatti, domani, non sappiamo in quale ordine, ma è del tutto superfluo, saliranno la sgangheratissima Bandabardò, gli Zion Train e uno dei padri spirituali del reggae, Lee Scretch Perry, il papà di Shaggy, forse, che alla soglia degli 80 anni non ha ancora perso la voglia di produrre, arrangiare, suonare, cantare ed esibirsi.

I lineamenti sintomatici dello spettatore medio di queste tre formazioni è facilmente, anche se approssimativamente, tratteggiabile: per l’orchestra fiorentina, che oscilla tra un impegno casareccio, il folk, il pop e una buona dose di risate, si può ipotizzare un personaggio di età media, con una scolarizzazione sopra la mortificante media nazionale e che tutto sommato non ha ancora smesso di illudersi; un po’ incanutiti, un po’ intellettuali, gli spettatori della Bandabardò sono animali che non attaccano più, perché abituati da tempo a sopportare.

Con gli Zion Train e Lee Scretch Perry e i suoi innumerevoli pseudonimi invece l’identikit è ancor più facile: la marijuana è una componente culturale, musicale e quotidiana di questi artisti; chi accorre ai loro concerti, o ne ha fatto uso, o ne vuol fare durante, o si è lasciato convincere ad iniziare a farne.

Quanti cani occorrerebbero per controllare tutti...?
Quanti cani occorrerebbero per controllare tutti…?

Giovedì e venerdì, nelle prime due serate del Festival, i labrador e altri quattro zampe strettissimi collaboratori degli agenti della Finanza, non hanno dovuto fare gli straordinari: pochi e mirati interventi, ma tutto nella norma. Domani sera, invece, il controllo dovrà essere sicuramente più massiccio del solito perché non è da escludere che in contemporanea, dai cancelli, si appropinquino alla piazza uno stuolo di probabili consumatori e che gli animali a disposizione non siano sufficienti.

Sarebbe carino, domani sera, lasciare i cani della narcotici nelle loro cucce a Firenze; o recapitarne altri sparsi nel circondario per rafforzarne l’operazione. Nella seconda delle ipotesi, a patto che, però, in piazza almeno, sempre domani sera, si vieti la somministrazione di birra, che ha gli stessi effetti.

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