bandi e bande. IL CONCORSO CON L’AUTORIBASSO

Abbiamo registrato con curiosa soddisfazione i due bandi emanati dal policlinico di Bari per l’assunzione di quattro giornalisti, iscritti all’Ordine professionale, mentre ci ha colpito quello dell’Ordine dei Medici di Pistoia, con clausola al “ribasso di compenso”. Globalizzazione o vessazione? 

 

Il Vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Michele Taddei

PISTOIA. Il policlinico di Bari procede a indire un bando pubblico per l’assunzione di quatto addetti stampa e la Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) ha bene segnalato il positivo elemento caratteristico e innovativo: i candidati, dovranno essere iscritti agli Ordini professionali dei giornalisti. L’inquadramento degli stessi è indicato come “Categoria D” e di conseguenza lo stipendio è fissato dai Contratti Collettivi nazionali di lavoro: i bandi non specificano infatti la classe e l’importo dell’emolumento, assumendo che questo è predeterminato per legge.

La notizia non potrà che compiacerci, vista la crisi generale in cui versa la categoria dei giornalisti (si capisca i pubblicisti, cioè quelli che stanno in trincea a prendersi le sberle, non i professionisti con i master), vessati da editori sempre più arroganti e autoritari che, consapevoli della grande offerta di mercato indotta dalla crisi dei giornali stampati, la fanno davvero da padrone.

La previsione di un requisito così cogente che “restringe l’accesso a giornalisti iscritti”, permetterà sicuramente di elevare il livello di competenza media dell’addetto stampa e ridurre – seppur in modo trascurabile in senso numerico – la platea dei colleghi che vivono nella precarietà più solida.

Giornalisti sempre richiamati al rispetto dei Codici deontologici

È solo da richiamare il fatto che il plauso pervenuto dal comunicato della Fnsi è tanto condivisibile, quanto è anche ovvio e scontato: se ci “serve del pesce”, lo compreremo dal pescivendolo e non fruttivendolo, anche se – fino ad oggi e dappertutto – non è stato affatto così nella Pubblica Amministrazione e sopratutto nelle aziende sanitarie.

Servirà anche qui una disposizione normativa per stabilire una – sì chiara e univoca – evidenza di comprensibile corrispondenza “logica” e deontologica, decisiva per eliminare una cattiva consuetudine che ha probabilmente visto la sua causa originaria nella ricerca di assunzioni “preferenziali”. What else?

Diversamente a Pistoia, ci ha colpito il bando aperto presso l’Ordine dei Medici provinciale che ha indetto un bando per l’assunzione a altro e più sciagurato “addetto stampa” che per dodici mesi sarà sì contraddistinto dalla cogenza del medesimo requisito di iscrizione all’Ordine professionale, ma che vede apposta nel bando una pesante ipoteca sulla remunerazione del professionista in via di candidatura, certamente innovativa e particolare: il “compenso a ribasso”.

Il presidente dell’Ordine Medici Beppino Montalti e il Consigliere Bagnoni

Dopo la diffusa abitudine delle aggiudicazioni di gare di appalto per opere pubbliche con “ribasso sull’offerta di base” ecco dunque varata la nuova metodologia di assunzione, quella con il ribasso del proprio compenso: una sforbiciata allo stipendio, in proprio assegnata (così non ci potremmo lamentare se aumentasse il lavoro…).

La prescrizione del bando è velatamente coercitiva per restringere il “valore economico della prestazione”: Il soggetto candidato dovrà fornire uno o più preventivi dove si ipotizzano i vari costi relativi; il corrispettivo verrà corrisposto con cadenza mensile, in 12 rate.

Leggete bene: il soggetto candidato, dovrà (lui medesimo) “…fornire uno o più preventivi, dove si ipotizzano i vari costi relativi,…”. Colpisce che i preventivi potranno essere “più di uno” e non uno solo.

Questo ci impegna nella seguente deduzione: se questa proposta vi sembra troppo cara, ne propongo queste altre a ribasso “graduato”. Insomma, svendiamoci!

Quindi, il povero collega che si andrà a proporre, dovrà spingere al ribasso il valore del (ancora una volta, del lui medesimo) compenso economico, ovvero il valore di corrispettivo per il suo lavoro.

Un dettaglio ulteriore, merita di essere evidenziato: l’Ordine dei Medici, chiede di “ipotizzare i vari costi relativi”, cambiando la categoria del valore economico del compenso; da remunerazione (per il lavoro professionalmente richiesto) a costo economico sic et simpliciter dell’Ente che, vogliamo ricordare è un organismo di diritto pubblico, parastatale.

Ma insomma, va davvero tutto bene così? Il nostro vicepresindente dell’Odg Toscana Michele Taddei non ha davvero trovato niente da osservare sulla implicita clasuola di bando che – a nostro modo di vedere il mondo (forse troppo barocco?) – è chiaramente vessatoria, per esprimere addirittura un ringraziamento all’Ordine dei Medici di Pistoia guidato da Beppino Montalti?

L’Ordine dei Giornalisti della Toscana ha verificato se il bando è in contrasto con la dignità rivendicata nel Codice deontologico (lettere H e I), dopo che è stata specificamente approvata – e ora reggetevi forte – la Carta di Firenze sulla dignità dei giornalisti, sempre rammentata e osannata a ogni evento, corso di formazione o semplice seminario?

E la Fnsi, non ha davvero niente da dire?

[alessandroromiti@linealibera.info]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email