barbiana-pistoia. “QUOD NON FECERUNT BARBARI, FECERUNT… PRETINI”

Locuzione latina (ma con Barberini al posto di Pretini), che, tradotta letteralmente, significa «quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini!» cioè papa Urbano VIII Barberini e i membri della sua famiglia. E anche a Pistoia di Barberini/Pretini non ne sono mancati…
La Nazione, 16 Luglio 2016 - Il Forteto
La Nazione, 16 Luglio 2016 – Il Forteto

FIRENZE. Quella di cui andiamo a parlare è una partenogenesi di natura parrocchiale e politica, cioè nata e formatasi nelle cellule comuniste e in parrocchia, tutta “roba” post-conciliare, i cui frutti anche la stampa regionale è costretta a porre all’attenzione ei lettori (vedi La Nazione), ma che fra pochi giorni scomparirà come per incanto dalle cronache perché questa “storiella” rappresenta il necrologio di un’associazione indefinibile (nei suoi vertici) che si chiamava Pci e che poi si è riciclata nelle sigle che tutti conoscono.

Poiché è “roba loro”, è opportuno che l’oblìo scenda quanto prima sulla vicenda: così, tanto pe rinsantare il tutto, come una volta si faceva con le donne che avevano partorito e dovevano essere ripurificate per poter entrare in chiesa.

È un significativo esempio di via gramsciana al potere, quel metodo che, esclusa la via armata, dentro il potere medesimo si è insinuato occupando silenziosamente la Scuola, l’Università, la Magistratura (da Togliatti in giù) e i gangli vitali della vita quotidiana di ciascuno di noi a cominciare dalla sanità – per la quale Rossi ha dato il suo meglio.

Con il colpevole assenso di tanti, troppi preti.

Ma i loro figli balordi sono rimasti: uno di questi si chiama “Il Forteto”, una emanazione catto-comunista che trae la sua ispirazione, e non solo, da un prete di Barbiana che nutriva un amore incondizionato per i bambini che non conosceva limiti; a tal punto che i suoi emuli ne hanno fatto una ragione di vita, non trascurando, ma anzi prevenendo, il bomba-Renzi e il suo amico Manes, responsabile nazionale del terzo settore, secondo il quale anche la carità deve produrre utile perché prima dell’amore, della carità e quant’altro, c’è il (Dio)denaro.

Ne hanno fatto una tale missione di vita, quelli del Forteto, da beccarsi svariati anni di carcere, che con questa Giustizia non faranno per “meritorie”, reiterate e continuate attività di carattere pedofilo.

Erano già stati condannati anni or sono, difesi da una certa qual pubblica opinione e con l’appoggio e il consenso del giudice del Tribunale dei minori, Meucci, defunto, ma non per questo intoccabile. Si resta quello che si è anche da morti e, come dice il famoso proverbio napoletano, “è inutile a mettere ’o rum, nu’ strunz nun addeventa babbà”.

Il Forteto [da repubblica]
Il Forteto [da repubblica]
Dalla concezione di “carità” del Forteto si dipana, a cascata, una generazione di brave persone che Pistoia ha partorito: da un prete defunto ai suoi accoliti e alla progenie che ne è scaturita.

Ultimo, in termini temporali, il dottor Luca bozzelli, che al più famoso compagno-prete ufficialmente si richiama per svolgere il suo mandato di Presidente della Fondazione Caript (vedi) e che, come primo atto, se corrisponde al vero, propone un aumento del gettone di Presenza al suo Consiglio (vedi) e assieme a lui, marpioni cattolici, cattolicissimi, cattocomunisti che si sono mangiate anche le azioni devolute da altri in buona fede a enti benefici e pappate dallo “strusciamani di turno”.

Lo “strusciamani” è quello che generalmente ha le mani umide, che più o meno inconsciamente si sente e vuole emulare un prete, si sente un unto del Signore e portavoce ufficiale della Verità, uno che parla bene e razzola male. Se ti capita di stringergli la mano, è umida e moscia e lo riconosci all’istante.

Il Forteto nasce come casa di accoglienza per minori disagiati e, con l’andare del tempo, si trasforma in Fondazione e Cooperativa agricola rigorosamente agganciata alle Coop rosse: denari sonanti, carne fresca e indifesa, e abominio metodico e costante che già alcuni anni or sono era costato ai suoi fondatori, che si chiamano Fiesoli e Goffredi, alcuni anni di carcere, mai scontati, per abusi su minori.

Un vecchio ritaglio sul Forteto
Un vecchio ritaglio sul Forteto

Nonostante ciò, il Tribunale dei minori di Firenze continuava ad affidare loro questa “carne fresca”, ma poi, se qualcuno dice che certa magistratura fa schifo, si prende anche una denuncia.

Ma quando una cosa fa schifo, fa schifo e basta.

I cattocomunisti che governano Pistoia ai vari livelli e che manipolano la buona coscienza di persone semplici e in buona fede, sono colpevoli senza appello, per la loro parte, dello sfacelo morale e civile che attanaglia questa città.

E ci regalano buonismo a buon mercato, sentenze morali divulgate dai mezzi di informazione in loro possesso che impegnano gli altri, ma non loro stessi, che sulla malattia e sul male altrui campano alla grande e sbarcano più che decorosamente il lunario.

Fine della prima parte. In séguito entreremo nei dettagli perché pensiamo che l’argomento lo meriti.

Nel frattempo, se ne avrete voglia, andate sul sito della Regione Toscana e leggetevi la relazione sul caso Forteto e sui discepoli di don Milani.

[Felice De Matteis]

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