BARDELLI (FDI-AN) RIBATTE A RIFONDAZIONE COMUNISTA

«Non ho mai proposto di “tagliare pesantemente la quota del sociale” ma, come si evince dalle osservazioni fatte, di utilizzarla in maniera diversa»
Elena Bardelli
Elena Bardelli

SERRAVALLE. I nostri “amici” di Rifondazione Comunista o in Consiglio si sono distratti oppure ci attribuiscono critiche inventate. La sottoscritta, durante la discussione del Bilancio Preventivo 2015, non ha criticato la somma destinata al sostegno sociale, bensì l’organizzazione del progetto sperimentale di inclusione lavorativa a favore dei disoccupati, che pur prefiggendosi un buon obiettivo, è servito quasi esclusivamente a pagare personale esterno al Comune.

Il progetto, a cui l’anno passato erano stati destinati 10.000 euro, era stato ritenuto da me maggiormente rispettoso della dignità personale che non i contributi sociali: questi ultimi sono espressione di un atteggiamento assistenzialistico, mentre l’avviamento e l’accompagnamento al lavoro manifestano la reale volontà dell’Amministrazione di aiutare i cittadini disoccupati, secondo il principio di sussidiarietà, a trovare un impiego stabile in maniera tale che possano poi provvedere in maniera autonoma al sostentamento della propria famiglia.

Ma dalla rendicontazione delle spese del progetto è risultato che circa la metà della cifra totale (4.600 euro) è servita per coprire i costi relativi alle attività di orientamento, coordinamento e tutoraggio svolte dal personale specializzato delle agenzie di formazione coinvolte; ai beneficiari (nove in tutto) sono andati 3.600 euro di sostegno economico e solo 1.380 sono stati impiegati per la loro formazione!

La maggior parte della somma finanziata avrebbe dovuto logicamente essere spesa in azioni a favore dei beneficiari e non certo per finire nelle casse dei centri di formazione. Inoltre sembra che il progetto non abbia prodotto risultati concreti, poiché nessuno dei disoccupati partecipanti è stato inserito nel mondo lavorativo.

La formazione di Rifondazione al Congresso dell’ottobre 2013
La formazione di Rifondazione al Congresso dell’ottobre 2013

Per questo ho criticato il potenziamento di tale progetto, per il quale nel 2015 sono stati stanziati 26.000 euro: ho affermato che, se questi devono essere gli esiti, la modalità di svolgimento e la distribuzione dei costi, allora preferisco che l’intera somma sia destinata a retribuire cittadini impiegati dal Comune per svolgere lavori socialmente utili.

Tengo in ultimo a precisare che la sottoscritta non ha mai proposto di “tagliare pesantemente la quota del sociale” ma, come si evince dalle osservazioni fatte, di utilizzarla in maniera diversa.

Riguardo alla pressione fiscale, sempre la sottoscritta ha fatto proposte molto concrete per abbassare le tasse comunali: per esempio quello di utilizzare parte della considerevole somma di avanzo di esercizio 2014 per ovviare alle minori entrate da tributi, come ha deliberato recentemente il Comune di Abetone.

Visto poi che siamo in argomento, mi risulta di rappresentare per ora l’unica forza politica che è intervenuta pubblicamente in merito all’ingiustificato conguaglio della Tares 2014, che sta oltremodo penalizzando le aziende e le imprese del nostro territorio comunale.

Se gli “amici” di Rifondazione desiderano informare l’opinione pubblica, almeno lo facciano correttamente!

Elena Bardelli (Fdi-An)

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6 thoughts on “BARDELLI (FDI-AN) RIBATTE A RIFONDAZIONE COMUNISTA

  1. Nell’articolo è pubblicata una foto de “La formazione di Rifondazione al Congresso dell’ottobre 2013”.

    Fra i vari “compagni” della foto vorrei segnalare quello che si trova alla sinistra di Roberto Daghini. Si tratta di Alessandro Leoni.

    Al link che segue è possibile leggere una notizia di non molto tempo fa che lo riguarda da vicino

    https://vicinoriente.wordpress.com/2012/10/24/a-firenze-nuova-manifestazione-bifascist-con-compagno-del-prc/

    Fra i partecipanti a quella manifestazione oggetto di quell’articolo segnalato, viene citato, fra gli altri personaggi un po’ equivoci, anche il camerata Gianantonio Valli. Alcune notizie su questo nazi-fascista dichiarato si possono trovare a questo link:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/07/14/news/varese_lo_studio_del_medico_neonazista_col_busto_di_hitler_e_i_volumi_antisemiti-62880567/

    Viste le compagnie che frequenta, questo Alessandro Leoni mi sembra un “comunista” quantomeno un po’ anomalo, usando un eufemismo. Credo che una delle peculiarità che dovrebbero contraddistinguere i comunisti sia proprio l’antifascismo militante e non quello, o non solo quello, delle cerimonie ufficiali.

    Forse Roberto Daghini non la pensa così, visto che lo invita anche ai dibattiti in quel di Cantagrillo.

    Mah!

  2. vedi Mario oramai ROBERTO LIDO non sa distinguere un rospo da una rane ,pensa solamente al prossimo girino di giostra con il partito democratico magari assessore alla cultura.

  3. Scusami Mario ,mi dimenticavo di Gianfranco miracolato Sel lui mira a fare il vicesindaco si muove già per cercare consensi ,non certo sotto il mochi ,la sua speranza è solo papà Eugenio.

  4. I commenti di Castruccio91 stimolano in me la voglia e il bisogno di fare alcune considerazioni supplementari.

    Per prima cosa però vorrei chiedere scusa alla consigliera Elena Bardelli (dalla quale peraltro sono politicamente agli antipodi) per la mia entrata a gamba tesa in un suo spazio, oltretuto con argomentazioni che niente hanno a che vedere con la questione da lei sollevata. Ma l’occasione mi è sembrata ghiotta per sottolineare ancora una volta come la politica “istituzionale” si possa molte volte prostituire alle esigenze di visibilità. E come la coerenza rappresenti sempre più spesso un qualcosa di estraneo a molti protagonisti della politique politicienne.

    Da ormai diversi anni i miei rapporti politici con Roberto Daghini sono abbastanza conflittuali. Siamo stati molti anni “compagni” all’interno di Rifondazione Comunista, ma, per la verità, possiamo dire che la nostra coesistenza politica è stata vissuta come dei “separati in casa”. Troppo diverse erano le opzioni politico/stretegiche.
    Sintetizzando molto, il Daghini, e con lui tutto il gruppo dirigente del PRC pistoiese, si sono anche schierati all’opposizione nei confronti della linea politica “bertinottiana” maggioritaria per molti anni a livello nazionale. Tale opposizione si palesò in maniera piuttosto evidente al VI Congresso del Partito che si svolse a Venezia nel 2005. Dove le “opposizioni” congressuali a Bertinotti raggiunsero la ragguardevole percentuale di oltre il 40%. L’area che faceva capo a Marco Ferrando (Progetto Comunista, alla quale rivendico con orgoglio la mia appartenenza), propose un’alleanza tattica fra le varie opposizione per sconfiggere quella linea bertinottiana che poi si è rivelata, come da noi previsto, catastrofica e fallimentare. (Le successive metamorfosi politiche del PRC – Arcobaleno, Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile con Ingroia, per finire ora con L’altra Europa con Tsipras – , non hanno fatto altro che confermare la scelleratezza di quelle scelte e accellerare, conseguentemente, quella ormai sua latente morte politica).
    Peccato che, dunque, al di là delle proclamazioni più o meno battagliere, quella consistente area di opposizione congressuale (Essere Comunisti) facente capo a Grassi non si concretizzò in azioni politiche conseguenti, e anzi, ben presto si adeguò alla linea maggioritaria; e, pragmaticamente, continuò a perseguire e praticare quella sua peculiare caratteristica politica di “collaborazione” con le altre forze di centro-sinistra. Dove per “collaborazione” si intende una affannosa e spasmodica ricerca di poltrone, seggiole, strapuntini, in ogni occasione e ad ogni livello. Dove e quando si sono trovati all’opposizione, raramente è avvenuto per libera scelta politica. Il più delle volte è avvenuto perchè scaricati dalle varie maggioranze per il rispetto di una sorta di “equilibrio” politico (Leggi Manuale Cencelli).

    Non c’è niente da fare, ce l’hanno nel sangue questa bramosia “Istituzionale”. Non per niente i loro riferimenti politico/strategici sono quei Togliatti e Berlinguer che hanno fondato la loro azione politica in funzione di una diretta partecipazione alla gestione della politica istituzionale di stampo borghese. Alla faccia di quell’anticapitalismo, di quella lotta di classe, che dovrebbe costituire l’anima e il fulcro di ogni battaglia politica dei comunisti nella prospettiva della costruzione di una società socialista.

    Il microcosmo politico in cui opera Roberto Daghini rappresenta tutto questo. E in questo contesto e in questa dimensione politica è ammesso tutto e il contrario di tutto. A qualunque livello e in qualunque “istituzione democratica” (sic).

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