troppi bassi profili. INCENERITORE DI MONTALE, L’ARCHIVIAZIONE AMBIENTALE ARRIVA DOPO 7 ANNI. MA PER LA PROCURA VA BENE COSÌ

Patrizia Rocchetti, past President del comitato antinceneritorista di Montale

 

Dopo 6 anni (la data di proposta di archiviazione è del 15 gennaio 2020) il sostituto procuratore Leonardo De Gaudio propone l’archiviazione dell’esposto con una comunicazione alle parti offese che verrà notificata dopo ulteriori 15 mesi solo al Comitato Antinceneritorista

 


 

PISTOIA. Ci scrivono due comitati ambientalisti, Legambiente Pistoia e il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, che hanno ricevuto, da pochi giorni, la richiesta di archiviazione di un esposto che venne da loro presentato 7 o 8 anni fa,relativo (molto probabilmente, perché l’avviso non specifica l’argomento ma riporta solo i numeri di registrazione) alla vicenda della discarica di ceneri sepolte sotto l’inceneritore di via Tobagi. 

Adesso dovranno andare all’ufficio preposto per le copie e capire e ricostruire i fatti: sette anni non sono pochi, anche per i più determinati che avranno solo 20 giorni di tempo dalla notifica per fare eventuali opposizioni. La Procura ha impiegato 8 anni dalla pubblicazione del primo articolo e le parti offese avranno — i paradossi della giustizia — solo 20 giorni!

La vicenda venne riaperta dall’impresario Paolo Vagnozzi nel 2013, che portò alla luce le immagini degli scavi che vennero pubblicate sul nostro giornale sgradito al potere, ricevendo anche una formale attenzione di Asl Toscana Centro e Arpat con un finale tutto va ben madama la Marchesa. Anche l’allora consigliere di opposizione Benesperi, era molto allarmato e strillava chiedendo indagini accurate: oggi, invece, il sindaco liberale, che farà? Bacerà la pantofola della procura?

Intestazione avviso di archiviazione a Sessa e Rocchetti quali Presidenti di due Comitati

Il fascicolo è successivo a un altro che ottenne l’archiviazione senza indagini da parte del procuratore capo Renzo Dell’Anno e del sostituto Emiliano Raganella: lo potete rivedere in questo link.

Dell’Anno spiegava che i fatti denunciati dal Vagnozzi si erano rivelati inesistenti (poi, sull’inceneritore e relative, parlerà in modo eloquente Egisto Bagnoni, quale presidente dell’Ordine dei Medici) e che comunque non sarebbero stati determinabili nella loro natura senza una adeguata consulenza.E allora? Se questo era vero, perché non fu stata fatta a suo tempo?

Avviso di archiviazione definito dopo 6 anni e notificato dopo 15 mesi. Va bene così?

La questione ha una forte e innegabile ricaduta ambientale.E infatti è stata trattata in modo ripetuto e con molte interrogazioni, anche al Parlamento europeo, come si può vedere quì: nessuno ha però detto qualcosa di determinato o rassicurante.

Ci fermiamo osservando che oggi, dopo 6 anni (la data di proposta di archiviazione è del 15 gennaio 2020) il sostituto procuratore Leonardo De Gaudio propone l’archiviazione dell’esposto, con una formale comunicazione alle parti offese (i due Comitati) che verrà notificata dopo ulteriori 15 mesi (da gennaio 2020 al maggio 2021, sono 15!) e solo al Comitato antinceneritorista (ancora deve essere notificata a Legambiente Pistoia: Antonio Sessa dice di non aver avuto notizia alcuna.

Antonio Sessa, Legambiente Pistoia, non è sorpreso dell’archiviazione, ricordando che è l’ennesima

I due presidenti dei comitati non sono sorpresi dell’esito della loro denuncia e si ricordano di altri esposti pendenti in parte archiviati: quello sui pestidici del cavo Briganti, quello della discarica del Cassero, quello sul cloruro di vinile nei pozzi di Casale sui quali non vi è stato alcun impulso – o almeno così appare – permettendoci di aprire almeno delle perplessità, con molte domande alle quali non è stata data risposta.

Va tutto bene così?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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