basta favole. LILIANA SEGRE, I FASCISTI, IL NEONAZISMO E IL TERRORISMO ANTISALVINI: POVERA ITALIA!

«Non sto aggredendo la Segre né la sto offendendo: ma una domanda, come quella di chi la ha offesa davvero senza ragione, me la pongo, perché voglio espressamente pormela. Ed è: cosa ha fatto la Segre per meritare di essere cooptata come senatrice a vita? Questo mi sfugge proprio». L'odio si elimina solo con la giustizia sociale
Le scarpe dei bambini ad Auschwitz

«GUERRA È SEMPRE»

P. Levi, La tregua


Liliana Segre

 

NON VOGLIO sentir parlare di antifascismo né di antisemitismo. Sono solo allarmismi da sinistra radical chic che non ha altro a cui pensare. E parla uno che non vota Salvini.

Se anche mi ricoprirete di insulti, me li scuoto di dosso come la forfora da una spallina: ho amici veri in Israele, a Tel Aviv e a Haifa. In casa mia, in quella dei miei nonni, intendo dire, a Montorio di Quarrata, via di Lecceto, dove i fiorentini e gli abruzzesi che hanno comprato casa, hanno rotto le scatole a tutti disfacendo mezzo monte, chiudendo strade interpoderali e vicinali e servitù secolari, rendendo impossibile la vita a chi ci sta, mia madre, allora ragazza, accompagnava dal dentista a Pistoia, a piedi, una bimba ebrea – non ricordo bene se si chiamava Daisy o Desy – facendo finta di essere una sua parente. E quella famiglia di ebrei, mangiava e beveva, spesso e volentieri, in casa del mio nonno materno, Dante Lapini.

Per questi motivi guardate di non parlare da stupidi, come spesso fate, e state zitti. Ma tutta la storia della Liliana Segre, montata a neve come un chiaro d’uovo, altro non è (è mia opinione e quindi è sacra come tutte le opinioni e tutto il libero pensiero che non offende nessuno) che una delle solite favole messe insieme per screditare Salvini e la sua destra, cosa che sembra l’unico interesse della sinistra ad-destrata (= diventata più destrosia dei fascisti), aggressiva e cieca pur di non cedere le leve del potere.

Credo che la Segre dovrebbe ringraziare il suo Dio, diverso da quello europeo occidentale perché “dio degli eserciti e della vendetta” del Vecchio Testamento, e superato da quello dell’amore messo in onda da Cristo con il Vangelo. Credo che la Segre dovrebbe ringraziare il suo Dio per averla risparmiata: ma la invito anche a rileggere con attenzione il vangelo di Auschwitz, Se questo è un uomo, del suo connazionale Primo Levi. Di ripassare le pagine della «selezione» e quelle, scritte da Levi (che conosco e amo, essendomene occupato in un libro scritto per Mursia), riguardanti la posizione dell’ebreo torinese che dal Pci prese le dovute distanze dopo essersi accorto che qualcosa non andava in quel partito.

Con ciò non sto aggredendo la Segre né la sto offendendo: ma una domanda, come quella di chi la ha offesa davvero senza ragione, me la pongo, perché voglio espressamente pormela. Ed è: cosa ha fatto la Segre per meritare di essere cooptata come senatrice a vita? Questo mi sfugge proprio.

Sol Cittone a 17 anni

Voglio ricordare a tutti che i fascisti di Serravalle Pistoiese – gente che, probabilmente, il giorno dopo la disfatta, diventarono rossi come i papaveri di De André – denunciarono e fecero deportare in Polonia anche la famiglia Cittone, sfollata da Livorno (mi pare), l’unica cui superstite fu Sol, che oggi, quasi novantenne, vive in Israele. Era ebrea italiana anche Sol, ma forse non di famiglia nobile o tanto nobile da poter aspirare al senato napoletanico-matterelliano.

Perché è morto il Pci? Perché la Russia ha dato forfait e la Cina si è messa a defecare su Mao? Mai, come oggi, quell’idea di agognata salvezza per tutti, sarebbe più necessaria e salutare contro l’acquattrinamento delle post-sinistre europeo-obamiane.

Non possono salvarci, dalla miseria che sta per arrivare e per investirci in pieno, i proclami della Segre, ma solo una vera politica di sinistra di una sinistra davvero riformista che non pensasse soltanto a chi ha i quattrini come la Lilli Gruber, quanto piuttosto a chi non ce li ha, come ai poveri, gli esodati, i vecchi abbandonati a 400 € di assegno sociale, che hanno perso tutto e dormono in strada.

Galia, Edoardo Bianchini, Sol Cittone e Dana Biro a Villa Parri. 2914

Approfitto, qui, per ricordare e salutare Sol Cittone, che ho avuto l’onore, grazie alla mia allieva Dana Biro, di rintracciare e di riportare a Serravalle con la figlia Galia: una Serravalle del Sindaco Mungai che non pensò neppure per un attimo di dire «Grazie, Bianchini, e grazie Dana Biro, che avete ritrovato una vittima dei fascisti di qui, oltre che di Mengele».

Forse non ci ringraziarono perché – e voglio pensare male alla Andreotti – i Pd, discendenti del Pci, gli ebrei non li hanno mai amati davvero. Né li amò Stalin, né molti altri li amarono.

I Pd se amano gli ebrei, amano forse quelli ricchi e nobili e potenti e delle élites: i contadini di Israele lasciano che vadano tranquillamente a morire ammazzati laggiù, nella terra dannata più che santa; e sfilano in corteo o espongono in chiesa, vicino all’altare se non sopra, la bandiera della Palestina di Arafat, a cui hanno perfino fatto dare (perché non vomitare?) il Nobel per la pace 1994!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
L’odio non si elimina per legge
e neppure la povertà, come pensa Di Maio


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