beati misericordes PERCHÉ OTTERRANNO MISERICORDIA. MA ALLA MAIC DI LUIGI EGIDIO BARDELLI DI TVL QUESTA MASSIMA EVANGELICA FUNZIONA O NO? VEDIAMOLO IN SOLDONI…

Lorenzo Lurci (in arte Bracco) è stato, tempo fa, licenziato misericordiosamente da Luigi Egidio Bardelli: giornalista, uomo politico pistoiese, benefattore dei disabili, che dalla fine degli anni 60 (guardate attentamente e ascoltate bene il video), si pone e si presenta come un risolutore dei problemi di chi li ha – salvo, a volte, crearne ad altri che non ne hanno

 

IN MEZZO SCORRE IL LURCI. Ha sbagliato, Bracco. Si è ammalato troppo, ha fatto dei pasticci ma, proprio perché san Luigi Egidio Bardelli lo aveva visto e trattato come un figliolo (lo dichiarò a Marzio Dolfi di ReportPistoia), evangelicamente don Manone, piuttosto che parlare tanto del papa e dei papi, di dio e dei santi, della morale cattolica e dell’immoralità di tutti noi peccatori, suoi potenziali telespettatori da addottorare nella vera fede, forse avrebbe fatto meglio a ricordarsi della parabola, semplice ma chiara, del figliol prodigo…

 

IL VITELLO BELLO GRASSO?

ME LO TENGO, ’UN TE LO PASSO!

 


 

Bracco & Loppa. Guardali bene, Pistoia!

 

IERI SERA, mentre ero in poltrona nella noia dei miei discutibili arresti domiciliari, una telefonata mi sveglia dal torpore assonnato; e una persona, dall’altro capo della linea, inizia a parlarmi così: «Direttore, qui c’è bisogno del tuo intervento. Sei l’unico che ha la sensibilità e il coraggio di farlo…».

E inizia la storia. Una storia che rientra negli squallori di questa città-sarcofago che è Pistoia, dominata dall’ipocrisia più pura di eterni Vanni Fucci che si perpetuano di secolo in secolo. E non di rado in nome di dio.

La persona che mi parla aggiunge: «Siamo qui a tavola, a cena. Accanto a noi c’è Lorenzo Lurci, che tu conosci meglio come Bracco. Mangia e piange, piange e mangia e non sa che pesci pigliare perché è povero in canna da quando è stato licenziato da Luigi Bardelli. È senza lavoro, senza pane e senza soldi per poter pagare l’affitto di casa e le bollette. Perfino il suo gatto muore di fame e interveniamo noi acquistandogli e regalandogli scatolette per il micio, e crocchette per la povera bestiola ridotta a pelle e ossa».

Lorenzo Lurci (in arte Bracco) è stato, tempo fa, licenziato misericordiosamente da Luigi Egidio Bardelli: giornalista, uomo politico pistoiese, benefattore dei disabili, che dalla fine degli anni 60 (guardate attentamente e ascoltate bene il video), si pone e si presenta come un risolutore dei problemi di chi li ha – salvo, a volte, crearne ad altri che non ne hanno.

Lo so che, forse, per queste mie affermazioni di libera critica potrò trovare un solerte Pm pistoiese – magari amico del Bardelli – che mi tratterà da stalker e che, sommando 1+1, mi farà lievitare il periodo degli arresti domiciliari che sto già subendo: ma se stessi zitto, se rinunciassi “a dare voce a chi non ce l’ha” (come scrisse Alberto Vivarelli quando aprì il suo ReportPistoia); se non aiutassi un caso umano ed emblematico, indicativo di certa ipocrisia pistoiese equamente divisa tra ostie e bestemmie (sto alludendo a don Piergiorgio Baronti, censore degli altri – me compreso, sembra…) non farei il mio dovere di giornalista – anche se a Pistoia i giornalisti hanno un solo dovere, quello che è anche dei carabinieri «usi a obbedir tacendo e tacendo morir» dando sempre e comunque ragione al podere locale, che oggi coincide, per sovrapposizione, a tutta quella schiera di ex-democristiani cresciuti, come Bardelli, all’ombra del campanile; che a quell’ombra si sono rinforzati ed hanno vissuto, e che, da quell’ombra, escono con nuovi colori sulla casacca, pur di continuare a vivere facendo esclusivamente il bene dei più deboli, dei più umili e dei più indifesi (secondo loro, s’intende).

 

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Per far capire meglio, chiarisco. Bardelli si distinse, tempo fa, per una bella operazione di ristrutturazione dell’Aias, che trasformò in Apr e che poi ha trasformato in Fondazione Maria Assunta in Cielo. Non sto a ricordare tutti i passaggi, perché tutti sanno perfettamente tutto.

L’operazione non fu né indolore né – visti certi esiti tribunalizi, anche recenti, a cui, purtroppo, non è stato dato séguito – perfettamente limpida e, forse, legale. Ma è così perché a Pistoia nessuno vede niente di chi conta; e tutti sono girati da altre parti e distratti. Ci si muove solo con chi – come ad esempio chi scrive – fa il San Tommaso e infila le dita non solo nelle ferite, ma addirittura negli occhi di Cristo.

Don Bardelli – che, dal 60 in poi, in nome di dio, della solidarietà e della misericordia – ha potuto fare ciò che ha voluto mentre la procura volgeva il guardo altrove (ricordate lo scandalo sollevato dal Consorzio Sociosanitario, a cui Bardelli prelevava corrispettivi per prestazioni riabilitative eseguite su defunti? Chiedete a Giampaolo Pagliai, anche se vi sta sui corbelli) –; quel Bardelli lì, nel passaggio Apr-Maic decise di alleggerire lo Zeppelin, da lui diretto, di certa zavorra e, primo step, licenziò Massimo Bianchi (più noto come Loppa), partner di Lorenzo Lurci (Bracco), mettendolo in mezzo a una strada all’ultimo chilometro prima della pensione. Per Massimone furono momenti grigi.

Se non ci fosse stata, pur con tutti i suoi limiti e censurabili criticità, la Misericordia di Pistoia che lo assumeva, oggi avremmo avuto un sacrificato in più in giro e senza pensione grazie, appunto, al giornalista Bardelli.

Loppa era elemento di equilibrio per Bracco: faceva coppia con lui. E poiché Bracco apparteneva a categoria protetta (almeno da quanto si può sapere), il Lurci – con la perdita della vicinanza di Loppa – ha inevitabilmente perso, una volta separato dal suo “correttore”, gran parte della sua stabilità.

Il Bardelli se l’era affigliolato… [da ReportPistoia – articolo di Marzio Dolfi]
Risultato: ha sbagliato, Bracco. Si è ammalato troppo, ha fatto dei pasticci ma, proprio perché san Luigi Egidio Bardelli lo aveva visto e trattato come un figliolo (lo dichiarò a Marzio Dolfi di ReportPistoia), evangelicamente don Manone, piuttosto che parlare tanto del papa e dei papi, di dio e dei santi, della morale cattolica e dell’immoralità di tutti noi peccatori, suoi potenziali telespettatori da addottorare nella vera fede, forse avrebbe fatto meglio a ricordarsi della parabola, semplice ma chiara, del figliol prodigo. Ma i vitelli più grassi la Maic li scanna principalmente per sé e per la sua, di se stessa, conservazione.

Luigi Egidio no. Ispirato dagli alti spiriti amorosi e proteso verso l’umanità sofferente in quanto formato dallo spirito di carità e misericordia che aleggia nella “candida rosa” dantesca, laddove ha sede l’Eterno, l’abate di Tvl rilasciò un’intervista in cui “sputtanò” senza ritegno Lorenzo Lurci. Non voglio scrivere di più. Chi ha voglia e tempo si rilegga quel che scrivemmo all’epoca: lo troverà segnalato in fondo a questo intervento che mi costerà altri mesi di carcere.

Oggi Lorenzo Lurci, Bracco, è un barbone lasciato a se stesso per strada. Per mangiare deve rivolgersi alla Caritas. Si recò a un patronato – ma ne riparleremo in séguito – per ottenere l’assegno di disoccupazione. E tuttavia, stando a ciò che ci racconta, non ha visto, dall’Inps, l’ombra di un euro, anche perché qualcosa è andato storto nella pratica (ma ci torneremo sopra).

Ha perfino il gatto che gli muore di fame e ha provato – dice – a telefonare quattro volte a san Luigi Egidio Bardelli di Tvl: ma l’uomo del destino non lo ha mai considerato, non gli ha mai risposto – nemmeno per finta.

Permettetemi, allora, o pistoiesi doc e cattocomunisti che frequentate assiduamente la santa chiesa cattolica apostolica romana, di avere forti e fondati dubbi sul discorso della Misericordina di Bergoglio (e pregiudizio); sull’esistenza di dio e sulla serietà di tanti “cherubini terrestri” che bruciano dell’amor per Jaweh!

E Bracco fu licenziato… Così vinse l’amor per i diseredati di questa terra

Permettetemi di essere un convinto non-credente e di non condividere questa «visione eugenetica» del mondo, propagandata da Tvl e dal Bardelli, in cui si confonde la Misericordia di dio con il gesto plateale di andare a tener prediche di salvezza alle prostitute sulle rotonde di questo mondo, a notte, per salvare le loro anime dalle pene dell’inferno.

Io sono e resto un convinto laico cinico che crede che il mondo non abbia bisogno di prediche per accogliere migranti a 1.350 € al mese per le cooperative biancorosse, ma lasciando per strada chi, come Lorenzo Lurci, ha tutti i vizi e i difetti di questo mondo, ivi compreso il vizio di fornicare con le prostitute da salvare sulle rotonde, ma ha comunque il diritto, in quanto persona, di non dover essere appallato come un vecchio giornale, e buttato in un bidone della indifferenziata.

Queste cose sono un clamoroso disonore per tutta piazza del Duomo, intesa come ciò che lì c’era e in parte è rimasto: la Chiesa, il Comune, la Prefettura (ora scaraventata alla stazione) e il Tribunale.

Mi darete altri mesi di arresti domiciliari? Pazienza. I veri resistenti (non i giornalisti e i politically correct di qua) in galera ci sono sempre stati di casa. chiedetelo a Pertini e a Craxi!

Buona domenica, buona misericordia a tutti – e che dio (che non c’è) possa perdonarvi.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

La giustizia italiana odia la satira
perché teme di essere presa in giro

 

 

Quando è l’ora di alzare la voce, la voce va alzata: costi quel che costi. Non si può e non si deve fare come Pietro prima che il gallo canti.
E se le istituzioni non capiscono l’italiano, l’ironia, la satira, la critica, il commento, chiediamoci prima di tutto come hanno fatto certi individui a raggiungere una laurea e a vincere un concorso di massimo livello nella struttura della repubblica sfasciata.
Lì sta il “baco Gigi” d’Italia.

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LA “MISERICORDINA”
DA LOPPA A BRACCO

  1. https://www.linealibera.info/loppa-e-il-licenziamento-che-dio-ce-la-mandi-buona/
  2. https://www.linealibera.info/bardelli-maic-licenziamento-bracco-quando-la-misericordia-supera-perfino-la-fantasia-piu-sfrenata/
  3. https://www.linealibera.info/dar-da-mangiare-agli-affamati-maic-maria-assunta-in-cielo-ma-operante-in-terra-caro-bracco-levati-dai-corbelli/

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