bella boccia! PORTAVOCE O PORTAPENA? O LA PIETRA, LE “QUESTIONI PERSONALI” PERCHÉ, QUANDO ESCI, NON LE LASCI A CASINA TUA?

L’infelicissima uscita di un maggiorente di FdI che gestisce il partito della Giorgia come una sua proprietà e che sembra spargere veleni per screditare la propria avversaria, la professoressa Elena Bardelli

 

«A casa mia da un partito si espelle solo chi viola le regole del partito stesso: quindi le ragioni devono essere politiche e non personali. Ma il senatore La Pietra gestisce FdI come se fosse suo (e speriamo non con gli stessi criteri delle sue aziende in fallimento – qui, diritto di critica, signori del tribunale!)»

 

SE GESTISCI IL PARTITO IN QUESTO MODO

È CHIARO A TUTTI PERCHÉ NON TI LODO!

 


 

 

PAOLA FORTUNATI, che si è occupata ieri del caso Bardelli-La Pietra sul Giornale di Pistoia, scomoda – come lei stessa dice – Tolstoj per introdurre il discorso del malessere nelle famiglie come nei partiti.

Molto più umilmente, da buon italiano provinciale di Lecceto-Montorio-Lucciano, e forse anche un po’ scemo (come sembra che in molti mi considerino, senatore La Pietra compreso), io volo terra-terra citando, a proposito di questa anomalia tutta pistoiese e malgestita, un titolo di uno scrittore minore: Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille.

È da lì che viene fuori, pare, anche la novella di Cenerentola, che ben s’attaglia alla professoressa Bardelli, piccola, coperta di polvere del camino di FdI, spregiata e buttata via come un resto di chela di un bell’astice ciucciabile dalla [s]politica pistoiese: verso la quale tutti gli organi locali d’informazione (ma quale, di grazia?) nutrono un’evidente sindrome del vassallo.

Una volta, quando alla Rai Toscana c’era il famoso Grillo Canterino con Wanda Pasquini & C., uno dei personaggi più famosi era Gano iddùro di San Frediano, che in qualche modo rammenta il senatore, sempre pieno di sé e fin troppo sicuro in ciò che dice e fa.

Se non sbaglio – perché un po’ vecchio sono, ma forse non ancora del tutto rincoglionito, nonostante quello che pensano molti sindaci, e non solo, della Piana… – Gano finiva sempre col prendere uno squasso di legnate per le sue capitanfracassate. E ben gli stava.

Non mi interessa un fico secco delle questioni personali che legano e impacchettano, come i fichi secchi Zeus dei supermercati, il senatore alla Bardelli; ma due cose mi sono certe, pur nella mia stupidità di giornalista agli arresti domiciliari solo perché ha osato rompere il cazzo a qualcuno su questioni che sono di evidenza solare:

  1. non avrei mai detto di essermi disfatto di una correligionaria di partito per questioni personali che, se rivelate, potrebbero nuocere alla Bardelli e alla sua professione

  2. non avrei mai scritto – da cronista – un’allusione così pesantemente diffamatoria nei confronti, non dico della Bardelli, ma di nessuno che mi giri intorno ai piedi – mi stesse pure sui coglioni

Dunque cazzate megagalattiche che rivelano il quoziente intellettivo di un rappresentante del popolo italiano (se i senatori sono così e così parlano, viva Incitatus, il cavallo di Caligola fatto senatore a spregio e dileggio della classe senatoria); un uomo a cui sono affidate – e si vede bene come, dai risultati – le sorti della gente.

Forse Incitatus, il famoso cavallo di Caligola fatto senatore, avrebbe saputo fare meglio… [da civico 20-torino]
A casa mia da un partito si espelle solo chi viola le regole del partito stesso: quindi le ragioni devono essere politiche e non personali. Ma il senatore La Pietra gestisce FdI come se fosse suo (e speriamo non con gli stessi criteri delle sue aziende in fallimento – qui, diritto di critica, signori del tribunale!).

E lo dimostra lo stesso aver messo in consiglio comunale a Serravalle la sorella Patrizia: l’Italia – destra, sinistra o centro non cambia nulla – è lo stato delle famiglie in politica, nell’amministrazione, nella sanità, nell’università e persino nelle Coop nate per gestire l’invasione nera e il business dell’accoglienza.

Sotto il profilo giornalistico, dare risonanza a una allusione pesante come quella del senatore di Pietra, non so valutare quanto sia corretto: ci sarebbe la commissione di disciplina dell’Ordine, che dovrebbe interessarsene. Ma non c’è dubbio che anch’essa adotta più pesi e più misure nel dare i propri illuminati giudizi: se uno conta, o ha un peso di color rosso, rischia molto meno di chi è un irriducibile bastian contrario come me. E nessun venga a rompere, perché c’ho (roba da [c]Azzolina!) le carte per dimostrarlo e a pubblicarle ci metto men che a sputare in terra!

Personalmente, amici cari, io non guardo in faccia a nessuno e non porto più rispetto – come diceva Socrate – a un uomo piuttosto che alla verità.

In greco “ipocrita” significa attore e l’attore non è mai il personaggio che rappresenta sulla scena…

Hai sbagliato, senatore! E fai la figura che meriti, perché con certe allusioni denigratorie dài una sorta di misura di te stesso. E ha sbagliato il Giornale di Pistoia a pubblicare allusioni capaci di generare dubbi infamanti che, seppur fossero veri, dovrebbero essere valutati non in termini di espulsione da un partito, ma in sede giudiziaria.

Quel che frega l’Italia è – da sempre – l’oscena commistione di cattolicesimo e comunismo. Tradotto in soldoni: l’ambiguità schifosa e ipocrita dei moralisti che predicano la dottrina di Cristo, ma poi inculano i bambini in confessionale (per i Pm che non sanno l’italiano: è una metafora).

E ora arrestatemi anche per avere espresso un’opinione nell’àmbito dell’articolo 21 della Costituzione, con continenza, pertinenza e verità, o geni & cromosomi del politicamente corretto dei nostri stivali!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

Bellini, omologati, tutti uguali e felici & contenti

 

Quant’è bello il conformismo
che protegge la mi’ zia.
Chi vuol esser lieto sia
ma a me pare stalinismo!


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