benedizioni pasquali. E FRANCESCO COSA NE PENSERÀ?

Papa Francesco

ROMA.  Chi rivive ha nostalgia del rigore dei banchi di scuola degli anni ’60: il grembiule nero col il fiocco celeste, la preghierina all’ora di religione, l’alzata in piedi alla vista del direttore scolastico e l’evento liturgico dell’anno, ovvero la benedizione impartita dal parrroco (in rigorosa tonaca nera e colletto bianco) nel periodo pasquale?

Altri tempi: basta con i romanticismi e la retorica, oggi la scuola è laica e costituzionale, ma la benedizione dei locali non è un atto illegittimo, tutt’altro. La polemica ha avuto origine nella rossa Bologna dove si era incardinato un braccio di ferro tra la Curia e un gruppo di maestri e genitori di bambini schierati a difesa della laicità della scuola pubblica.

La sentenza ribalta e annulla (in mancanza di una ricorso alla Corte Europea di Giustizia per l’Uomo che forse sarà promosso) le istanze laiciste degli atei e degli agnostici, affermando che queste attività religiose sono certamente consentite e non si potrà impedirne la loro effettuazione.

I giudici spiegano infatti che “…per un elementare principio di non discriminazione, non può attribuirsi alla natura religiosa di un’attività, una valenza negativa tale da renderla vietata o intollerabile unicamente perché espressione di una fede religiosa mentre, se non avesse tale carattere, sarebbe ritenuta ammissibile e legittima”.

Questa notizia è stata subito salutata con comprensibile soddisfazione dai Vescovi della Cei (Confederazione Episcopale Italiana) e dunque siamo fiduciosi che lo sarà ancora di più dal Papa demolitore, il Francesco che sembra non voler vedere, giudicare, comprendere, ma tollerare, rinviare e molte volte usare molte sospensioni, evitando ogni determinazione dottrinale.

Attendiamo fiduciosi il prossimo Angelus o saremo informati sulla questione da un comunicato della Santa Sede che preciserà di non poter giudicare?

Ci sentiremo dire che provvederà ancora una volta la Misericordia a “sanificare” l’insalubre?

[Alessandro Romiti]

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