beni ex-cm. UN FUTURO ANCORA DA DEFINIRE

«Se i Sindaci si fossero attenuti a quanto deliberato dai rispettivi Consigli Comunali, oggi i beni della ex-Comunità Montana, sarebbero ancora nella disponibilità della Montagna Pistoiese. Il loro destino è in mano a un ente estinto, la Provincia, e a uno che non funziona, l’Unione»
Quel che resta della Comunità Montana dell’Appennino Pistoiese
Quel che resta della Comunità Montana dell’Appennino Pistoiese

MONTAGNA. Il 15 marzo 2016 il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle della Regione Toscana, a firma di Gabriele Bianchi, presentò un’interrogazione a risposta scritta sul destino dei beni della ex-Comunità Montana Appennino Pistoiese (vedi: M5s. «Che fine faranno i beni della ex-Comunità Montana»).

Di seguito la risposta all’interrogazione da parte della Regione Toscana e la replica del M5s.

Il Consigliere Bianchi interroga la Giunta Regionale sulla destinazione dei beni dell’ex-Comunità Montana Appennino Pistoiese, in relazione al processo di riordino delle funzioni provinciali di cui alla L.r. 22/2015.

Si deve ricordare che l’ex Comunità Montana Appennino Pistoiese è stata estinta, ai sensi dell’articolo 78 bis della L.r. 68/2011, a decorrere dal 1 gennaio 2012, in quanto i comuni non ritennero di trasformare la Comunità Montana in unione (l’Unione Comuni Montani Appennino Pistoiese è nata successivamente).

Secondo le medesime disposizioni di legge, a decorrere dalla stessa data la Provincia di Pistoia è subentrata nella proprietà dei beni e nei rapporti dell’ente disciolto.

A norma del comma 5 del citato articolo 78 bis, la Provincia di Pistoia ha effettuato la ricognizione dei beni per i quali occorrevano le trascrizioni e la Regione, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, ha provveduto a prendere atto di detta ricognizione (decreti n. 216 del 21 dicembre 2012 e n. 183 del 18 novembre 2014).

La sede della ex-Comunità Montana
La sede della ex-Comunità Montana

Fermo restando l’assetto della proprietà dei beni, come definito a seguito delle citate norme di legge e dei provvedimenti ricognitivi successivi, per quanto attiene ai box e alla funivia sono in corso valutazioni, anche a seguito di ricorso al Tar del comune di Abetone, circa la destinazione finale di detti beni.

La Giunta Regionale è disponibile a intervenire affinché la destinazione finale corrisponda alla comune volontà degli enti interessati.

Quanto agli altri beni indicati nell’interrogazione, si ricorda che la destinazione dei beni della Provincia, connessi alle funzioni trasferite alla Regione (agricoltura) e all’Unione Comuni Montani Appennino Pistoiese (forestazione), segue le regole stabilite dalla L.r. 22/2015. In particolare:

  • ai sensi dell’articolo 10, commi 1 e 13, della L.r. 22/2015, la Regione e la Provincia di Pistoia individueranno, tramite accordo da formalizzare con deliberazione della Giunta Regionale, i beni della Provincia medesima, da trasferite in proprietà o in uso alla Regione, che risultano correlati o destinati all’esercizio della funzione conferita; l’individuazione di detti beni è fatta, come accennato, con accordo, e dunque le amministrazioni valuteranno congiuntamente i beni interessati al trasferimento.
    L’accordo sarà recepito con legge regionale (salvo che, in assenza di oneri che comportino ulteriori spese rispetto a quelle previste nel bilancio regionale, si valuti sufficiente la Dgr di formalizzazione dell’accordo).
    Sono in corso le attività tecniche propedeutiche alla definizione dell’accordo, che, una volta formalizzato, indicherà i beni trasferiti alla Regione; si ricorda che, a norma delle disposizioni citate, l’accordo dovrà intervenire entro il 10 gennaio 2017. E’ in ogni caso volontà della Giunta Regionale di pervenire alla individuazione dei beni (nelle forme previste dall’articolo 10, commi da 13 a 16 ter) in tempi più rapidi;
  • ai sensi dell’articolo 13, commi 3 e 9, della L.r. 22/2015 (che sostanzialmente riproducono il procedimento previsto per i rapporti tra Regione e Provincia), la Provincia di Pistoia e l’Unione Comuni Montani Appennino Pistoiese individueranno, tramite accordo, recepito con decreto del presidente della Provincia, i beni da trasferire all’Unione per l’esercizio della funzione dì forestazione.
    Da informazioni assunte per le vie brevi dalla Provincia di Pistoia, sono in corso le attività tecniche propedeutiche alla definizione dell’accordo, che, una volta formalizzato, indicherà i beni trasferiti all’Unione. La Regione non è parte di detto accordo.
L’Assessore all’agricoltura Marco Remaschi
L’Assessore all’agricoltura Marco Remaschi

Premesso quanto sopra, i beni del patrimonio agricolo forestale occupano una superficie totale 8.154 ettari e si articolano in quattro sezioni:

  • Abetone di 1.331,22 ettari nei comuni di Abetone, Piteglio e Cutigliano
  • Acquerino-Collina di 3.149,72 ettari nei comuni di Pistoia, Sambuca Pistoiese e Montale Maresca Teso di 2.224,56 ettari nei comuni di San Marcello Pistoiese e Pistoia
  • Melo di 1.448,72 ettari nei comuni di Cutigliano e San Marcello Pistoiese

11 complesso è prevalentemente coperto da boschi ed alle quote elevate da aree cacumenali prive di vegetazione arborea. Vi sono anche fabbricati che in buona parte sono dati in gestione a terzi mediante concessioni amministrative per le finalità di cui all’articolo 27 della legge forestale della Toscana (1.r.39/00).

Per quanto detto, nel processo di riordino in corso non rileva la provenienza dei beni dall’ex Comunità Montana (estinta dal 2012), ma solo la connessione con l’esercizio delle funzioni trasferite.

Solo a seguito della definizione dei beni effettivamente trasferiti alla Regione e all’Unione di comuni sarà possibile a chiunque (trattandosi di provvedimenti pubblici) verificare quali beni dell’ex-Comunità Montana sono rimasti alla Provincia.

Si richiama il fatto che l’eventuale permanenza di beni dell’ex-Comunità Montana in capo alla Provincia di Pistoia corrisponde al dettato di norme di Legge Regionale, e quindi non è in discussione il titolo legittimo della Provincia a mantenere la proprietà di detti beni “residui”.

Quanto al personale, è stato individuato con deliberazione della Giunta Regionale n. 1030/2015 il personale da trasferire dalla provincia all’Unione di Comuni per l’esercizio della funzione di forestazione trasferita.

Marco Remaschi – Vittorio Bugli

Gabriele Bianchi
Gabriele Bianchi

LA REPLICA DEL M5S

Ci sono voluti ben due mesi e mezzo affinché la Giunta Regionale Toscana, rispondesse ad una interrogazione scritta a firma del Consigliere Gabriele Bianchi del gruppo regionale 5 stelle.

Purtroppo, questa risposta, inizia con una bugia.

Ancora una volta si cerca di sviare la realtà per coprire un atto che riteniamo non conforme alle regole, e questa distorsione, ripetuta e voluta, di come è avvenuta l’estinzione e la seguente rinuncia al passaggio dell’unione dei comuni speciale ne è la conferma.

Infatti questa risposta inizia con la ferma volontà della Giunta di ricordare che la Comunità Montana è estinta il 1° gennaio 2012 e non si è trasformata in unione dei comuni in quanto: “i Comuni non ritennero di trasformare la comunità montana in unione”.

No! Signori e signore, la decisione di non proseguire con l’unione dei comuni speciale è stata dei soli Sindaci, nella fattispecie: Giampiero Danti, Carluccio Ceccarelli, Claudio Gaggini e la sig.ra Silvia Maria Cormio. I quali, senza interpellare i Consigli Comunali, che avevano precedentemente già votato a favore della trasformazione, quindi senza prima far annullare la delibera di Consiglio e far rivotare la nuova come previsto dal Testo Unico delle Autonomie Locali, hanno deliberatamente proseguito nel senso opposto.

Se nel 2012 i Sindaci avessero fatto quello che i Consigli Comunali, quindi i Comuni, avevano deliberato, oggi non saremo qua a disquisire sulle proprietà che sarebbero rimaste tutte in gestione e utilizzo alla Montagna Pistoiese.

Oggi la Regione ci risponde rimandando la trattativa relativa alla spartizione dei beni agli enti interessati quali: Provincia di Pistoia, in dismissione, ed a quell’Unione dei Comuni che si poi in seguito costituita e che però, ancora oggi, nello scarso interesse o incapacità dei sindaci non è in grado di gestire i compiti che dovrebbe assolvere e, da quello che ci è dato sapere, di garantire lavoro e sicurezza neanche ai dipendenti dell’ex-Comunità Montana.

Fatto sta che ad oggi, dopo oltre tre anni dall’estinzione della Comunità Montana gli organi politici ed amministrativi della Montagna Pistoiese, che sono della stessa famiglia di quelli regionali e provinciali, non sono in grado di definire un progetto di futuro perché, ancora oggi, non sanno come e cosa dovranno gestire e, considerando che tra pochi mesi i Comuni saranno commissariati ed a Maggio del 2016 ci saranno le nuove (speriamo) amministrazioni, dovremmo aspettare ancora del tempo per avere vere risposte.

Evidentemente non è una famiglia molto unita!

Meetup Montagna a 5 Stelle

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