BENTIVEGNA (LEGA): «I MIGRANTI? VENGONO QUI PER MOTIVI ECONOMICI»

Il responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione-Lega Nord di Pistoia: «Vengono da noi perché questo Stato irresponsabile paga a costoro colazione, pranzo e cena, soggiorno in hotel e agriturismi e gli accessoria di tutto punto»
Immigrati allo sbarco
Migranti e/o profughi allo sbarco

MONTECATINI. È notizia di questi giorni, che sono in arrivo 30 immigrati sul suolo Termale e ne sono “previsti” un numero non precisato, che potrebbe arrivare a 100-200.

Al che mi sono posto alcune semplici domande: Chi sono queste persone? Da che Nazione arrivano? E soprattutto perché sono qui?

In tanti risponderanno: sono persone che fuggono dalle guerre. Va bene, sono d’accordo, che chi fugge da una guerra abbia il diritto di essere aiutato, però, non mi pare che ci sia una guerra, in questi giorni, in una Nazione confinante con l’Italia (ad eccezione forse della Libia che proprio confinante con noi non è).

Cosa c’entrano i confini mi chiederanno in molti? Prendendo spunto da un intervista fatta a Claudio Borghi, mi pare normale che chi fugge da una guerra si rifugi nella Nazione confinante più vicina, dove avrà assistenza e dove attenderà la fine del conflitto in modo da poter rientrare, un domani, nel Paese di origine. Ma non è così!

Vi faccio un esempio: domani mattina scoppia la guerra in Sud Africa e la gente fugge dal conflitto, chiaramente prima di arrivare in Italia queste persone passeranno in una decina di Nazioni dove non ci sono conflitti e dove la loro vita non è in pericolo. Allora perché invece che fermarsi in quelle nazioni, in attesa della fine del conflitto arrivano da noi?

Francesco Bentivegna (Lega Nord)
Francesco Bentivegna (Lega Nord)

Beh, è molto semplice, arrivano da noi, non perché fuggono dalla guerra, ma arrivano solo ed esclusivamente per motivi economici.

Vengono in Italia in cerca di una vita migliore (che noi non possiamo garantire). Vengono da noi perché questo Stato irresponsabile paga a costoro colazione, pranzo e cena, soggiorno in hotel e agriturismi e gli accessoria di tutto punto. Dimenticandosi però dei nostri pensionati, dei nostri esodati e dei nostri indigenti.

Per me, invece, le cose dovrebbero andare in modo diverso. Scappi da una guerra? Va bene, ti rifugi nel Paese confinante e attendi che finisca il conflitto, una volta che dal Paese confinante ti rechi in Italia non hai più diritto allo stato di “rifugiato” ma sei soltanto un clandestino.

E poi, scusate, esiste una legge internazionale che dice che chi fugge da una guerra può recarsi nel Paese che più gli aggrada? Non mi pare proprio! E adesso fatevi voi queste tre domande: Chi sono queste persone? Da che Nazione arrivano? Perché sono qui?

Francesco Bentivegna “Lega Nord”
Responsabile Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Provincia di Pistoia

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3 thoughts on “BENTIVEGNA (LEGA): «I MIGRANTI? VENGONO QUI PER MOTIVI ECONOMICI»

  1. Buona sera Sig Francesco, premetto che in questa melassa boldrinesca che è l’Italia avete il merito di tenere vivo un dibattito da posizioni “urticanti” ma che stimolano la discussione. Posto che è dal 1991, anno del primo sbarco di massa degli albanesi a Bari che l’Italia vive “l’emergenza” immigrazione. Posto che un paese come la Germania accoglie ogni anno il doppio degli immigrati senza che se ne veda uno ai semafori, o a chiedere l’elemosina o a vendere merce contraffatta o a dormire nei tubi delle fogne, e questo perchè a differenza nostra lì l’emergenza dura lo spazio di un mattino. Mi sembra che l’approccio leghista sia molto semplicistico: sicuramente vi sarà noto che lo Stato italiano nel bilancio costi/ricavi, dagli immigrati ricava un surplus di 2 miliardi annui, fatto delle tasse pagate dagli immigrati, inizialmente irregolari e poi regolarizzati, che lavorano e crescono qui i loro figli. In pratica, anche loro pagano le pensioni degli italiani. Detto questo, in un paese normale, ci sarebbe ormai un’organizzazione tale, che oltre ad impedire al grosso dei delinquenti di stare da noi, eviterebbe gli scempi di questi giorni tipo Stazione Centrale di Milano. Per quanto riguarda l’assioma che ogni immigrato è di natura economica è un falso. Ci sono quelli che fuggono da paesi come Libia, Siria, Iraq, Nigeria, Sud Sudan, che cioè fuggono da guerre spaventose dichiarate o meno e che, confinando tra loro non permettono ai disperati di fermarsi lì come Lei auspicherebbe. Gli altri paesi che li circondano, seppure in pace, non permettono loro di varcare i confini e, in ogni caso, mettendomi nei loro panni, se fuggo da una guerra, visto che lascio il paese dove sono nato e cresciuto tanto vale andare in posti dove almeno la mia incolumità è garantita e dove con un po di fortuna posso rifarmi una vita…mi pare che “loro” possano essere capiti…chi non può essere oggetto della nostra comprensione sono i nostri governi e i nostri politici che come sempre non pensano ad una soluzione di buon senso, ma a trarre vantaggio in termini elettorali, facendo leva sulle paure o sui buoni sentimenti della gente. Ci sono poi emigranti economici che vengono da nuove rotte che partono dall’Africa dell’Ovest, ma anche quà quando vediamo che non c’è uno straccio di accordo a livello europeo mi spiega a cosa serve abbaiare alla luna? Personalmente penso sia inutile e forse anche sbagliato e alla luce del nostro passato di emigranti, ingiusto, cercare di bloccare tutto e tutti. E’ giusto dare un taglio al lassismo buonista e mettersi nella testa che, dopo 24 anni bisogna passare dall’emergenza ad un’accoglienza organizzata dei doveri oltre che dei diritti. Per finire le consiglio la lettura di un bellissimo e documentatissimo libro: “L’orda- quando gli albanesi eravamo noi” di Gian Antonio Stella, dove vengono sfatati tutti i miti degli italiani emigranti brava gente….dormivamo in 20 in una stanza lurida (le ricorda nulla…qualcosa tipo occhi a mandorla?)…mandavamo le nostre donne a prostituirsi…abbiamo impestato con la mafia mezzo mondo…ma se ci avessero buttato a mare come voi vorreste fare con gli africani, probabilmente non avremmo conosciuto il boom economico degli anni 60, avviato anche grazie alle rimesse degli italiani emigrati e i paesi che ci hanno ospitato non avrebbero ricevuto contributi fondamentali da parte di molti geniacci nostrani, oltre probabilmente a non poter mandare avanti le loro fabbriche: ci pensi, i nostri ragazzini in fabbrica per lo più non ci vogliono andare e, per esempio, il distretto tessile pratese va avanti perchè le tintorie sono piene di arabi, pakistani, indiani che ci lavorano…i nostri cari figlioli preferiscono spesso e volentieri l’Iphone regalato senza merito alcuno da mamma e babbo, nelle scuole i bambini cinesi primeggiano perchè sono molto disciplinati e saranno loro, probabilmente, a contribuire al futuro progresso tecnologico del nostro paese. Ci vuole un punto d’equilibrio, e per trovarlo la questione non può essere affrontata se non razionalmente e con un minimo di pietas che a tutti è dovuta. In fondo se io e lei fossimo nati in Iraq, non saremmo altro che irakeni, che ragionano da irakeni.
    Cordialmente
    Massimo Scalas

  2. Allora, si. Bentivegna? E’ diventato muto? Niente da rispondere quando un cittadino-lettore fa osservazioni stringenti, intelligenti, di merito, e dimostra di conoscere anche un po’ di Storia? Va bene solo quando, voi leghisti e dintorni, potete sparare i vostri insulsi e qualunquistici slogan da soli e senza contraddittorio? Troppo facile…
    Piero.

  3. Piero…io e Lei prima o dopo dovremo bere un caffè insieme…comunque se ci fa caso sti politici si somigliano tutti: se si tratta di fare il discorsino messo giù senza contraddittorio, dove tutto gli torna bene ok…altrimenti si squagliano…letteralmente….

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