benvenuta boldrini. NOI SIAMO DALLA PARTE DELLA LIBERTÀ, E VE LO DIMOSTRIAMO

«Noi siamo per istinto e per cultura dalla parte della libertà, e badate bene che non è un’affermazione da poco. Non lo è, prima di tutto, perché essere dalla parte delle censure facili e buone e giuste è sempre più comodo»
Laura Boldrini

PISTOIA. La signora Boldrini è la benvenuta qui, oggi, a Pistoia. È la benvenuta nonostante non ci stia simpatica. Lo è sebbene vada a sfilare da don Biancalani imbastendo un teatrino che farà ridere anche i più seriosi sostenitori del dovere morale di accogliere tutti a braccia e portafogli aperti (soprattutto se è quello altrui) e, contestualmente, di bastonare i dissidenti a suon di censure e querele.

Noi siamo diversi, sì, proprio diversi. Non geneticamente, come ebbe a dire quel simpaticone del grillino Toninelli rivolgendosi a Forza Italia, ma culturalmente. Noi siamo per istinto e per cultura dalla parte della libertà, e badate bene che non è un’affermazione da poco. Non lo è, prima di tutto, perché essere dalla parte delle censure facili e buone e giuste è sempre più comodo.

Tu sei un fascista: zitto! Tu sei un pericoloso razzista: imbavagliatelo! Tu sei, tu sei, tu sei… e chissà dove potremmo andare a finire, probabilmente chiudendo la bocca con lo scotch anche a quello che vediamo allo specchio nel caso non soddisfi a pieno la nostra sete di bontà. Non dubitiamo che tali censure vengano proposte coi migliori intenti, ma il punto è che i regimi dispotici più sanguinari della storia trucidavano e ledevano libertà in nome di valori alti.

Noi siamo più terra terra, perché la libertà è un concetto basilare, quasi banale – sebbene sia fondamentale -, la si può trovare annoverata all’inizio di carte costituzionali storicamente importanti tra quelli che vengono definiti diritti naturali presenti da sempre senza che nessuno li voglia o combatta per essi. Ci sono, punto, che piaccia o no.

Sapete, tendenzialmente chi si espone in questo senso, sbandierando senza se e senza ma il diritto alla libertà, è il primo a subire censure. Può far ridere ma è davvero così: più ti ostini a vivere da uomo libero, riconoscendo ai tuoi nemici lo stesso diritto, e più le milizie di un certo Politicamente Corretto ti fanno sentire il tintinnio delle manette. Dovremmo fare come con gli orsi: fingersi morti per poter vivere. Ma a noi non sta bene.

Non cambieremo mai la nostra natura, e la natura di questo giornale che è il giornale più bello del mondo, per poter dormire sonni tranquilli: preferiamo poterci guardare allo specchio senza inorridire, sebbene imbruttiti da occhiaie dovute all’assenza di ore di sonno. Noi non manifestiamo per la libertà, noi la pratichiamo ogni giorno della nostra vita, da uomini privati (studenti, lavoratori, nonni, padri e madri di famiglia) e da giornalisti.

Come? Partendo dal presupposto che per quanto una opinione possa starci sul gozzo, faremo di tutto affinché il nostro avversario possa esprimerla. Credeteci, si tratta di un’impresa ardua, perché è insita in ognuno di noi la voglia di prevalere sull’altro. Talvolta anche costi quel che costi. L’esercizio contrario, però, è salutare: imparare ad affrontare gli altri proponendo tesi migliori senza pretendere di sotterrare quelle altrui.

Coloro che si dichiarano falsamente dalla parte della libertà sono i primi a volerti imbavagliare: i meeting

Don Massimo Biancalani

come quello d’oggi a Vicofaro servono a questo. Partono dal presupposto che una certa opinione (la nostra) mini la generica libertà d’espressione (perché non hanno letto questo articolo), dunque si affannano affinché non la si possa esprimere. Fatto ciò, si premiamo tra di loro appendendosi al petto medaglie al valor militare rimembrando il nonno partigiano.

Don Biancalani ci conosce: non approviamo una virgola di quel che fa e di ciò che dice, ma mai oseremo impedirgli di esprimersi serenamente. È anche per questo motivo che oggi non saremo presenti al suo party a base di clandestini, censure e buoni sentimenti. La scaletta la conosciamo, inutile che provino a presentare questa festicciola come l’evento nuovo e migliore dell’anno.

Imparate la lezione, cari Biancalani e Boldrini: noi rimarremo a casa mettendo veramente in pratica il concetto di libertà che voi altri tirate per la giacchetta un giorno sì e l’altro anche. E lo faremo dandovi il benvenuto, aspettando poi il nostro turno per dirvi quanto stiate sbagliando,

Viva la libertà!

[Lorenzo Zuppini]

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