BENVENUTI A PISTOIA, CITTÀ CADUTA IN BASSO

«E l’energia elettrica e l’acqua che vengono a mancare senza preavviso? E una tangenziale che prima finiva in una strettoia, a Porta San Marco, e che adesso vien fatta passare da stradine di campagna?»
Piscione en plein aire
Piscione en plein aire

PISTOIA. Quante volte avete ascoltato o letto “Pistoia? Incantevole, peccato che…”? Non vi dà un po’ fastidio? A noi molto. C’è sempre qualcosa che non va e non si può non riconoscere, con un briciolo di obiettività, che hanno quasi sempre ragione loro. Loro che parlano o scrivono di Pistoia implicitamente come della città metafora dello scadimento dell’odierna società.

Perché la città di Giano, ahinoi, è proprio scaduta, anzi meglio caduta in basso (che Laura Antonelli non si sarebbe potuta immaginare). Colpa in primis nostra (inteso come collettività).

Un sacerdote amico, qualche tempo fa, ci ricordava che andrebbe riportato il Vangelo nelle famiglie, principalmente italiane, che sono diventate simili alla parodia della Casa delle Libertà fatta da Corrado Guzzanti: ognuno fa un po’ quel che gli pare, allegramente, in libertà (o presunta tale) appunto.

Tra vicini di casa ci si accoltella per futili motivi, oppure non si finisce di discutere su chi debba raccogliere le foglie portate dal vento davanti al proprio garage (salvo non accorgersi di quelle che stanno anni ai lati delle strade, mai spazzate da chi è pagato per farlo o peggio ancora in mezzo alle piste ciclabili, facendo cadere un ciclista ogni due. Oddio piste ciclabili: a Pistoia?).

Cammini tra le viuzze del centro storico e non puoi non respirare effluvi di piscio a ogni angolo: non puntate l’indice accusatore contro i nostri amici a quattro zampe, perché sovente e beatamente il colpevole sta in una vasta gamma di residenti, dall’anziano al monello. Tutti col pistolino in bella mostra a spegner le cicche, gettate in terra da altri maleducati.

Che guaio trascurare l’educazione nelle famiglie (chi aveva tempo?) e l’educazione civica nelle scuole, la materia più importante considerata alla stregua di una bischerata. Ora dobbiamo fare i conti con amanti della bicicletta in contromano in percorsi piccoli e stretti, che s’arrabbiano pure se li guardi storto, ma anche coi furbetti del quartierino, intesi come automobilisti in controsenso nelle vie a cui è stato cambiato recentemente il senso di marcia.

Rifiuti selvaggi in San Bartolomeo
Rifiuti selvaggi in San Bartolomeo

Prendete via Boldini: tutti nascosti per vedere che non ci siano vigili urbani nei paraggi e poi a correre controsenso per risparmiarsi 500 metri di tragitto in più (anche il genio che ha cambiato la viabilità di Sant’Agostino… ).

E l’asfalto sconnesso? Ragazzini e ragazzotti che bevono e fumano come non avessero domani e rimettono davanti a tutti sulle porte delle chiese o sui nostri monumenti? Ma un tempo non si rigettava nel proprio bagno, vergognandosene anche un po’?

E l’energia elettrica e l’acqua che vengono a mancare senza preavviso? E una tangenziale che prima finiva in una strettoia, a Porta San Marco, e che adesso vien fatta passare da stradine di campagna? E la moltiplicazione delle antenne di telefonia mobile laddove un tempo e pure oggi ci sono vincoli paesaggistici (prendete il ripetitore di Candeglia).

Si fa tutto per il Dio Denaro, anche se spesso si filosofeggia d’altro. Ah, il popolo che ha troppi filosofi ai posti di comando! I filosofi dovrebbero essere fini e lievi come il nostro grande professor Carlo Lapucci, un geniale fiorentino che ai tempi del Liceo Forteguerri, il Classico vero, sapeva essere concreto e utopistico allo stesso tempo.

Ancora l’omertà, peggiore di quella siciliana. Il vivaio tal dei tali brucia gli scarti verdi a tutte le ore? Se avverti chi di dovere, ti troverai dinnanzi a un muro di gomma, ma sta’ certo che ti chiederanno le generalità come fossi il responsabile del misfatto. Così quando accade qualcosa sotto ai nostri occhi: guai ad avvertire le Forze dell’Ordine per timore di chissà chi, di chissà che.

Infine attenti a parlar chiaro, a dire le cose come stanno che l’altro, spesso, mica è umile da recepire. Starà chiuso nelle segrete stanze, probabilmente a trastullarsi prima di prendere decisioni con la monetina e a decretare pollice verso nei nostri confronti.

[Gianluca Barni]

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4 thoughts on “BENVENUTI A PISTOIA, CITTÀ CADUTA IN BASSO

  1. Buon giorno!….io sono un “forestiero” e ho il ruolo antipatico di grillo parlante in casa altrui. Però questa ormai è la mia casa e mi spiace quanto e più che a voi “indigeni” di vedere certe cose. E mi spiace e m’indigna, perchè non sono cose che piovono dal cielo, scherzi del destino o simili…sono piccole cazzate che messe tutte insieme danno l’idea precisa di un ciabattume diffuso, che per esempio non si riscontra a Lucca, 40km di distanza. Perchè? Perchè pur bastando poco per tenere la città decorosamente l’Homo Pistoiensis (me lo sono inventato) lascia che tutto sia come sia? Perchè in centro l’Amministrazione deve organizzare e mettere in pratica una raccolta differenziata da trogloditi, dove interi vicoletti sono ingombri di cassonetti di rifiuti maleodoranti?….(senza andare lontano bastava rivolgersi al Sindaco di Capannori per capire come si fa…). perchè la gente è capace di abituarsi a carte, cartacce, fogliame, plastica davanti al proprio portone e non sentire il bisogno di toglierle?
    E l’omertà? Si è vero, la si vive tutti i giorni e a volte pare di essere a Gela invece che nel cuore dell’Italia. gente che se c’è da straparlare, vociare e indignarsi è in prima fila…ma se poi c’è da mettere il tutto per scritto e firmare, invertono rapidamente a U e si dileguano.
    Mah!…ora passo a farvi gli auguri e si organizza sta cena!
    Un abbraccio!

  2. Purtroppo, perché chi ama Pistoia scrive con la morte nel cuore (e cerca, se possibile, di essere d’aiuto a chi, chissà come chissà perché, non vede), chi è abituato a girare un po’ per l’Italia o il resto del mondo ben comprende come siamo messi. Tutto giusto, Massimo: e facciamola sì questa cena, che altrimenti s’invecchia troppo!

    1. Un abbraccio: passo ad inizio settimana e ricordati che a questa città gli voglio bene. Ha tutto per essere un piccolo paradiso, dimensioni, architettura, arte, verde (intorno intendiamoci…la città ha un verde ridicolo)….poi purtroppo ci sono i filosofi,gli ex belli quaglioni e gli statisti con la S maiuscola… E la gente che se ne fotte.

  3. Bravo! Ci autoproclamiamo capitale del verde e il verde in città scarseggia. Ma girare per il mondo non insegna nulla ai nostri… cervelli? E dire che ci vanno… anche in gruppi numerosi… P.S. fammi chiamare dal prof, che ci incontriamo.

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