BERTINELLI: «FIAT BUIUS». ET BUIUS FACTUS EST!

Lo spegnimento dei lampioni porterà gran risparmio dato che ora spendiamo 1 milione e 900 mila euro di Enel: appena 100mila in più del costo accertato dei caffè consumati nel Senato della Repubblica…
Il Consiglio Comunale in seduta
Il Consiglio Comunale in seduta

PISTOIA. In molti ci siamo chiesti se la recente decisione del Sindaco Bertinelli di dimezzare l’illuminazione stradale anche nel centro storico fosse una misura sperimentale, quanto risparmio potesse generare o quali fini diretti e indiretti intendesse perseguire.

Oggi in Consiglio Comunale, di fronte alla comunicazione della Consigliera Celesti relativa alla riqualificazione  del centro storico e con cui si chiedeva conto, tra le altre cose, della scelta relativa allo spegnimento dei lampioni, il Sindaco Bertinelli ha motivato dicendo che l’illuminazione pubblica (11.000 pali in tutto) ci costa 1.900.000 euro e non ce lo possiamo permettere. Quindi è una scelta di austerity perché, sempre nelle parole del sindaco, tenere accese tutte le luci è troppo costoso e anche immorale se si considera che se non si risparmia sulle cose bisogna risparmiare sulle persone.

E volesse il cielo – lasciatecelo dire – che anche al Senato della Repubblica (la notizia ce l’ha data Crozza l’altra sera) smettessero di prendere tutti quei caffè, che diventano fin troppo nervosi e spendono – anche loro – appena 100mila euro in meno del Bertinelli: 1milione e 800mila €. Roba da comperarci un’intera piantagione in Brasile!

Bartolomei (Pistoia Futura) sottolinea l’importanza di illuminare la città non solo perché è opportuno vedere dove si mettono i piedi… ma anche perché la luce rende bella la città, la rende gradevole, fruibile, apprezzabile e ciò è indispensabile se si vuole attrarre turismo e far vivere le nostre imprese.

Capecchi (Pdl) fa notare che l’eventuale risparmio potrebbe facilmente essere vanificato dal verificarsi di incidenti che potrebbero occorrere alle persone a causa dell’oscurità e che dovrebbero conseguentemente essere risarciti dal Comune.

Il Sindaco ha poi richiamato il piano che prevede l’acquisto di molte panchine e numerosi cestini per i rifiuti, poi rastrelliere per le biciclette ed altri arredi in grado di migliorare l’estetica e la fruibilità della città; è in corso il bando per la riedizione di piazza dello Spirito Santo che prevede una spesa di 600.000 euro. In questo ci sembra di cogliere una contraddizione con l’austerità sopra citata, ma tant’è.

Il Consiglio ha poi affrontato il problema del parcheggio del San Jacopo  che finisce per costare un euro l’ora, fino a 5 euro massimi al giorno, anche per i dipendenti oltreché per i visitatori.

A fronte di tale gabella il Sindaco ha assunto una posizione nettamente contraria ed anzi dichiara di aver richiesto un incontro con la società di gestione del parcheggio anche per garantire una serie di posti macchina agli addetti delle ditte di pulizia.

Il Consigliere Rossi del Movimento 5 Stelle ha fatto notare che il gestore privato ha diritto a pretendere una resa dal suo investimento e che tutto ciò era ben noto al momento in cui si scelse di procedere con la costruzione del nuovo ospedale con il sistema del project financing  e quindi sarebbe del tutto proditorio o almeno velleitario andare ora a lamentarsi. Ovviamente la battuta di Rossi era fortemente polemica…

L’amministrazione comunale intende invece trattare la questione con i gestori privati a tutela degli utenti e degli operatori dell’Ospedale che risultano penalizzati (specialmente se si considera che quel parcheggio serve, oltre al San Jacopo, il nulla).

Ci troviamo in una terra di mezzo tra il vecchio ed il nuovo, tra l’austerità e gli agi a cui eravamo ormai abituati. Non basta pagare (Ici, Imu, Tares, Irpef o Irap)  si deve invece imparare a fare il conto con l’oscurità della notte o con la luce fredda dei led, oppure pagare una tassa per andare all’ospedale a trovare un ammalato (non si può lasciare la macchina lì vicino, come si faceva al tempo del Ceppo, parcheggiando in viale Italia o sul viale Malta, perché lì, vicino, c’è solo la superstrada).

La nottata è lunga: ha da passare. E con i lampioni dimezzati. Del resto, però, se si pensa bene, è forse meglio restare al buio: così non si vede niente! Comunque la decisione del Sindaco danneggerà gli innamorati che, anziché cantare con Battisti «È troppo grande la città per due che come noi non sperano però si stan cercando», dovranno, d’ora in poi, correggere il tiro in: è troppo “buia” la città.

paolafortunati@linealibera.info

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