BERTINELLI, OVVERO DELLA “GIUNTA STOP AND GO”

Il Tirreno, 26 luglio 2015
Il Tirreno, 26 luglio 2015

PISTOIA. Contrariamente ai filosofi (e la Giunta Bertinelli ne ha due in Sindaco e Vice), i filologi adoperano le parole non come i famosi numeri in colore con cui il Sindaco ha imparato l’aritmetica ai tempi delle sue elementari (allora andavano di moda): le usano stando attenti al loro significante e al loro significato; le analizzano per quello che sono e che effettivamente vogliono dire, finanche nel pensiero sotteso ad esse.

È per questo che stamattina ci siamo soffermati con estrema attenzione su un capoverso del collega Calamati del Tirreno; un passaggio che indica ben altro che non un semplice fatto in sé e per sé. Rileggiamolo insieme:

«Ma torniamo alle scelte dell’amministrazione in materia di imposte – scrive Calamati –. La più rilevante riguarda la Tasi, l’imposta sui “servizi indivisibili”. Qui la scelta è stata di applicare l’aliquota dello 0,25% anche alle abitazioni principali di categoria A/4 e A/5, cioè quelle più popolari, almeno secondo le classificazioni catastali. Lo scorso anno la giunta Bertinelli scelse di esentarle, per tutelare i redditi in difficoltà, sollevando diverse perplessità nella sua stessa maggioranza. Quest’anno ci si è ripensato, ma l’assessore Belliti ha specificato che le condizioni globali sono diverse e che, rispetto al 2014, la giunta è in possesso di una relazione sulla corrispondenza tra redditi degli occupanti delle case A/4 e A/5 e rendite catastali. Documento che evidentemente ha convinto che gli abitanti di quegli alloggi poi poi così poco abbienti non debbano essere. Dal ritocco Tasi arrivano comunque 500.000 euro».

Il Sindaco Bertinelli durante l'incontro con la stampa
Il Sindaco Bertinelli

Evidenziamo subito due osservazioni della Belliti che non possono tornare in alcun modo perché chiaramente illogiche:

  • le condizioni globali sono diverse rispetto al 2014
  • la giunta è in possesso di una relazione sulla corrispondenza tra redditi degli occupanti delle case A/4 e A/5 e rendite catastali

Il filosofo – per usare un verbo che nel Medioevo e nel latino medievale indica la parola del capro del gregge – “blatera”; il filologo, al contrario, riflette e si pone domande. E precisamente:

  • da quali elementi oggettivi si può asserire che «le condizioni globali sono diverse rispetto al 2014»? Dalle dichiarazioni, forse, del Bomba(rda) che ogni giorno ci ricorda – magari mentre visita i siti archeologici con le manine piantate in tasca come un povero bòcia – che l’Italia (la sua certo sì) è fuori-pericolo recessione? È ripesa, forse, l’occupazione e si sono riaperti due milioni di posti di lavoro?
  • e chi è mai che ha stilato una relazione così probante e certa «sulla corrispondenza tra redditi degli occupanti delle case A/4 e A/5 e rendite catastali», cosa che significa, in primo luogo, essersi letti e ripassati i redditi non di 50 o 100 famiglie, ma di tante famiglie da far scappare fuori una massa di 500mila euro di possibili entrate? È credibile tutto questo? E se non lo è, l’affermazione è illogica; e allora è il caso di sperare che a nessuno dei lettori sfugga che la sparata della Belliti è solo una sparata o – se preferite che vi citiamo quanto Gramsci diceva dei Promessi Sposi – una soluzione “edificatoria” per tranquillizzare la coscienza del popolo (ovviamente quello dei paganti).
Con le manine in tasca, a Pompei.
Renzi con le manine in tasca, a Pompei, stupito. Ha scoperto cose che non credeva potessero esistere…

Ciò premesso, signori Consiglieri che domani, 27 luglio, tornerete a votare il bilancio 2015 a pezzi; ma anche elettori pistoiesi, tornate un passo indietro a rileggere la storia della Giunta Bertinelli da un’altra prospettiva: quella di un continuo stop and go, senza remissione e senza speranza.

Se volete tre o quattro esempi, èccoli:

  • non adopreremo mai gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti
  • non permetteremo mai che la Breda venga venduta allo straniero
  • il centro raccolta rifiuti lo piazzeremo dinanzi a Panorama
  • realizzeremo le casse di espansione ai Laghi Primavera (ma sembra che anche a Roma non la pensino proprio come a Pistoia)
  • non faremo pagare ai poveri – ma ora ci abbiamo ripensato…

Fermiamoci qui che basta. Quando Renzi fu autorizzato a disfare l’Italia per editto di re Giorgio, scrivemmo – e lo vogliamo ricordare – che lui e il suo governo non sapevano né cosa fare, né come farlo. Vi basta, per esempio probante, la soppressione delle Province o la dis-forma della scuola?

Palomar logoCMYK
Resurrexit!

Lo stesso valga per Bertinelli e per il suo team a corrente alternata (ora sì ora no: è questa la maggioranza di Pistoia). Non sa cosa fare, il Sindaco, e non sa come farlo: si dia pure tutte le arie serio/seriose che vuole.

Perché Sindaco non si crea solo perché ha fatto il consigliere o è laureato o perché non c’è altro in tavola, come del resto riaccadrà con il suo secondo mandato, per il quale – lo avete visto in questi giorni – ruote, rotoni, rotelle e bilancieri si stanno già rimovendo con quell’affare da poco riesumato che si chiama Palomar

Pistoia è già a secco fino al 2044. Bertinelli e la sua Giunta non sanno che fare e non sanno come farlo: anche perché, per poter fare, sarebbe necessario scrollarsi dal groppone il Pd e il tandem Merkel-Hollande – ma nessuno di quelli che governano lo vuole o altrimenti dovrebbero rinunciare a stipendi mensili che oscillano dai 10mila euro nelle Regioni, ai 50 mila e passa più in su.

Quando un’auto stantuffa, lo sanno anche i cani, significa che il carburatore non va. E qui, il carburatore, è la Giunta Bertinelli, altro che Giostra dell’Orso!

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento