bertinelli & san[t]ità. BRESCHI: «O FATE QUALCOSA O LASCIO LA MAGGIORANZA!»

Sant’Agata
Sant’Agata

PISTOIA. Sant’Agata protegge contro le ragadi e, più in generale, contro tutte le eruzioni e i pericoli.

La Sant’Agata che in religioso silenzio sovrintende ai lavori del Consiglio comunale ci protegga se ha ascoltato la comunicazione contro lo stato attuale della nostra sanità, pronunciata questo pomeriggio dalla dottoressa Breschi, medico, consigliere di maggioranza, donna di sinistra.

Per essere il più possibile chiari ed evitare fraintesi si riportano alla lettera le parole, o almeno ampi brani, del discorso della dottoressa Breschi.

Dopo la premessa che l’intervento è stato condiviso dalla maggioranza dei medici e infermieri dell’ospedale, che si rammaricavano di non poter essere presenti in consiglio perché impegnati nei loro obblighi professionali, ecco il quanto:

Cari colleghi consiglieri, giunta e sindaco, ho preso spunto per questo mio intervento dagli ultimi eventi sulla sanità Pistoiese, in particolare quello organizzato dalla Cgil alla biblioteca San Giorgio di alcuni giorni fa (vedi qui e vedi qui).

Critici gli interventi di Minnella, portavoce del direttivo pensionistico della Cgil che ha riferito il giudizio del S. Anna sulla Asl 3 evidenziando una performance negativa, per la prima volta (che io ricordi); e poi il dott. Catalani, responsabile medico della Cgil che ha parlato dell’incremento della mortalità Toscana, + 15% (dati Neodemos), non spiegabile con un incremento delle morti per vecchiaia ma comprendente la cosiddetta mortalità evitabile, che non è distribuita a caso ma aumenta via via che ci allontaniamo dai grandi ospedali e ci troviamo nella più debole periferia o in zone disagiate (vedi la difesa della velineria ufficiale Asl e il nostro commento).

Il rappresentante della Rsu, Tosi, concordando con Catalani, ha evidenziato la situazione anche di dislivello economico che è un retaggio ormai atavico e che speriamo l’Area Vasta risolva, visto che nessun politico ci ha aiutato.

Si è poi soffermato sulla tragica situazione di congestione dell’ospedale cosiddetto per acuti, sottodimensionato, con organico insufficiente dove la disperazione di medici e infermieri è palpabile, tutti costretti a tour de force massacranti, anche a causa delle ultime direttive Europee sui turni (vedi).

I pazienti acuti vengono dimessi, ovviamente anche con problemi sanitari e sociali e tre giorni dopo sono di nuovo al Pronto Soccorso (fenomeno del ping-pong). Non ci stupisce tutto questo, San Marcello è un Piot (che non vuol dire Pacchetto Integrato di Offerta Turistica, ma Presidio Integrato Ospedale Territorio – n.d.r.) e in montagna non ci sono più punti di riferimento per cui spesso la gente rinuncia a curarsi o muore durante il trasporto a valle; l’ospedale di Pescia viene depotenziato ogni giorno, dato che niente di nuovo è accaduto per creare letti sociali, ma specialmente sanitari di bassa complessità assistenziale. La dott.ssa Paola Davide in rappresentanza dell’Ordine dei Medici ha confermato che il mestiere di medico di base sta diventando impossibile per l’eccesso di burocrazia che mina anche il rapporto di fiducia medico-paziente.

Non mi soffermo – sono sempre parole della Breschi – sull’intervento dell’Assessore regionale Saccardi, molto politico è molto più “ottimistico sui dati della mortalità”, non avevamo dubbi.

Mentre il sindaco che aveva anche lui dati forse un po’ annacquati sulla mortalità, ha cercato giustamente di battere cassa per il progetto del Ceppo (cittadella della salute area ex ospedale del Ceppo – n.d.r.) dove dovrebbero sorgere letti di media complessità assistenziale (noi lo avevamo già detto undici mesi fa: vedi).

Ma quando, Sindaco, nel 2020? Dato che prima delle ultime elezioni i soldi erano già in cassa (come più volte ha ripetuto) già utilizzabili, adesso non più? Quando poi ha parlato il dott. Mannelli, sua diretta emanazione, ho potuto ammirare che vengono fatte tante cose positive, centri diurni per non autosufficienti, potenziamento dell’assistenza domiciliare infermieristica etc., e se ne monitorizza anche la qualità (vedi)!

Carla Breschi
Carla Breschi

Peccato però che nessuno di questi interventi abbia minimamente inciso sull’affollamento dei ricoveri ospedalieri al San Jacopo dove tutte le mattine i colleghi, medici e infermieri, sono costretti a fare salti mortali per 30/40 appoggi nell’area chirurgica, con successivo rallentamento degli interventi programmati: e spesso si tratta di malati seri, provenienti in larga misura anche dalla Montagna o dal bacino di Pescia!

Quando poi, Sindaco, ho aperto il giornale del sabato mattina, sono rimasta di sasso leggendo della volontà della società della salute di riorganizzare (leggi: diminuire) gli ambulatori dei medici di base nei paesini sperduti! Ebbene sì, Sindaco, leviamogli tutto ai montanari, anime semplici, per risparmiare quelle poche lire che certo non copriranno i buchi dello Scarafuggi.

Davanti a ciò mi sono chiesta cosa ci sto a fare io su questi banchi; proprio l’altra sera in commissione sanità c’era anche il Dottor Mannelli e nessuno ha parlato di questa proposta che definirei a dire poco indecente… Mi sarei aspettata che Lei, signor Sindaco, e il dott. Mannelli aveste fatto qualcosa a breve anche per decongestionare l’ospedale, per esempio riesumare l’ospedale Caselli, oppure creare un modulo di venti trenta letti al Villone, magari gestiti dalle Cooperative…

Niente di tutto questo. Veda, Sindaco, ho imparato che in politica l’arma migliore è il ricatto (che il premier Renzi opera tutti i giorni); allora io anche se conto ben poco, le prometto che se entro quattro mesi non si sarà mosso nulla in tal senso, la mia funzione in maggioranza si esaurirà, pur essendomi comportata e continuando a comportarmi da donna di sinistra, per il bene comune mi alzerò e andrò a sedermi nel gruppo misto, alla destra del padre.

Standing ovation per la Consigliera Breschi, anche da parte nostra, perché la salute è una cosa estremamente seria e anche se i dati sulla mortalità devono essere consolidati cioè meglio definiti e ragionati, non lasciano tranquilli tutti i rilievi fatti all’organizzazione, al sovraffollamento del presidio ospedaliero cittadino contro il totale abbandono delle popolazioni della montagna.

E non è che intanto che il prelievo fiscale sia diminuito, anzi!

Il Sindaco dal canto suo ha riconosciuto che la Consigliera aveva ragione – ma la ragione, dice un saggio adagio campagnolo, si dà ai bischeri… – e si è impegnato a portare avanti tutto il progetto della cittadella della salute come promesso.

Quanto ai dati sulla mortalità, che il Comune ha fornito in controtendenza rispetto a quelli citati, si dovrà ragionare ancora e ancora… Ma vediamo di non rifinirsi in leccature!

Paola Fortunati

 

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MA LA PESTE NON C’È

 

storia-colonna-infameVE LO RICORDATE il Manzoni della peste di Milano? E i politici che concludevano che la peste non esiste, ve li ricordate?

E a forza di non esistere, rileggetevi le scene del Lazzeretto, dove il Manzoni – anche se vi sta sui corbelli – fa splendide descrizioni quasi giornalistiche sugli effetti del male che non c’era. E poi ci regala anche un reportage straordinario nella Storia della Colonna Infame: processo politico contro gli untori, gli spargitori di peste. Presunti.

Oggi gli spargitori di peste siamo noi: noi della libera stampa che da un paio d’anni a questa parte stiamo dicendo ciò che Carla Breschi e Corrado Catalani e Tosi della Rsu e l’Intersindacale Medica del San Jacopo e il Fials e altri dicono compattamente, ma che i politici e i loro lacchè non vogliono ascoltare: perché la peste non esiste.

colonna infameMa non ce ne può importar di meno. Abbiamo scelto questo mestiere per dire ciò che vedevamo, non per inchinarci a Rossi-Marroni-Saccardi e, magari, baciare loro la pantofola o – come certi uffici stampa dell’Asl – perfino il loro sedere. Tanto la verità è quella che è e alla fine esce fuori, hai voglia a strizzarla!

Allora emergono le menzogne e le responsabilità di chi ci racconta balle su balle e di chi, per proteggere i politici e i dirigenti del Ciocco, anche fra noi giornalisti, rinuncia alla propria dignità professionale, pur di farsi belli dinanzi al tribunale del P[opolo] D[ei buoi].

Ve lo abbiamo promesso: prima o poi vi racconteremo una bella storia. E credeteci: vi divertirete un sacco. Specie quando andrete a votare e piazzerete una bella croce sul Pd (ma, con essa, e ancor prima, sul vostro stesso gruppone)!

Edoardo Bianchini

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One thought on “bertinelli & san[t]ità. BRESCHI: «O FATE QUALCOSA O LASCIO LA MAGGIORANZA!»

  1. Bravissima Carla!! Era ora! Queste sono le dichiarazioni, le uscite allo scoperto che ci vogliono e che sono più incisive. Quelle che vengono dall’interno, quindi più difficili da ammortizzare e da edulcorare da parte dell’apparato di potere; quelle di cui non si può dire, con superficialità e noncuranza, che sono frutto di demagogia o di populismo, o che strumentalizzano o sfruttano a scopo elettorale una certa situazione, o altre amenità varie tipiche del politichese. E’ vivamente auspicabile, a questo punto, che quanto da te detto spinga davvero tanti operatori del settore sanitario a portare allo scoperto le loro critiche e la loro contestazione, senza timori reverenziali per il lavoro e la carriera, e che questa performance arrivi anche all’orecchio della sig.ra Saccardi, facendole capire che non tutti possono essere presi in giro con un po’ di parlantina sciolta e di meri giochi di prestigio utili solo a nascondere, per un po’, la polvere sotto il tappeto.
    Piero Giovannelli

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