«BERTINELLI, STA’ ATTENTO… TI STIACCIANO!»

Una volta i filosofi, come Talete, guardavano le stelle e finivano nel pozzo: oggi rischiano di finire sotto un’auto…?
Via Pacini, attraversamento Sindaci
Via Pacini: Attraversamento Sindaci

PISTOIA. Ore 15:15. Sto percorrendo in auto via Filippo Pacini. Sto andando in redazione, a Palazzo Balì.

Come sapete, dal lato destro sfociano nella strada le viuzze che discendono da piazza Duomo-Comune.

Per una di queste stradicciole (ripa della Comunità), tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sul pomeriggio del giorno 27 agosto dell’anno 2015, Samuele Bertinelli, sindaco del Comune accennato di sopra… Bertinelli diceva tranquillamente il suo ufizio al telefonino, appoggiato sul lato orecchio sinistro della capoccia, tappandosi la visione delle auto che gli fosser venute, con rischio d’incarto, dalla sinistra, fra l’altro anche sua parte politica d’elezione: né si schiodava da quella posa né alzava lo sguardo mai, ma tirava a diritto com’è suo vezzo…

Avendolo da lontano intravisto pressappoco dove segnalato dalla frecciona gialla, e temendo di investirlo, ma soprattutto certo che non si sarebbe preoccupato di guardare chi stesse sopraggiungendo, ho alquanto rallentato ben al di sotto dei 20 km all’ora: e infatti don Abb… scusate!, Samuele Bertinelli, è passato oltre il camioncino che lo nascondeva e gli nascondeva la vista senza minimamente preoccuparsi di alzare la testa e lo sguardo com’era suo dovere: sempre a capo chino, volto serio e da filosofo, ha attraversato come una meteora le strisce bianche e ha proseguito il suo cammino senz’essersi nemmeno accorto di nulla.

Ringrazio il cielo – a cui peraltro non cretoh – di non averlo preso in pieno sulle strisce: anche pecché – direbbe il meraviglioso Razzi di Crozza – essendo stato stravotato dai suoi elettori, avrei loro impedito di bere il calice amaro del Getsemani fino in fondo al quinquennio.

E non sarebbe stato giusto…

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3 thoughts on “«BERTINELLI, STA’ ATTENTO… TI STIACCIANO!»

  1. Bello questo riferimento, ottimamente adattato, all’episodio che precede l’incontro di don Abbondio con i bravi. Ogni tanto un po’ di ironia alleggerisce le tensioni quotidiane…
    Per riprendere il discorso in maniera più seria, neanche il nostro intelligentissimo e coltissimo sindaco sembra essere esente dalla psicodipendenza maniacale compulsiva da cellulare, così come ormai la maggior parte delle persone; una dipendenza senza distinzioni di età, razza, sesso, estrazione sociale.
    Piero

  2. Buongiorno Piero…mi permetto di continuare….
    …e infatti poi che succede?Succede che il ditino parte molto prima del cervello e cellulari altrui e social vari si riempiono di un sacco di ca…gate…ed è per questo che io, non avendo tempo da perdere uso un cell da 15 euro e, evito con cura l’iscrizione a FB (confesso…lo ero ma poi sono riuscito a smettere….grazie Muccioli….) e a cipcip (twitter).
    Massimo Scalas
    PS. al cellulare rispondo se mi va e se ho tempo e il fine settimana tutto spento…vuoi mettere la libertà del non esserci, rispetto alla costrizione dell’esserci sempre e comunque? (oltretutto chi ti nota se ci sei sempre?)

  3. Bravo Massimo!
    Non avevo dubbi. Io vado addirittura oltre (anche se so che non faccio bene ad arrivare a questi limiti, e prima o poi dovrò “convertirmi”). Non ho mai avuto neppure il cellulare e credo che in Italia siamo rimasti non più di tre ad essere in questa condizione. Eppure questo non mi impedisce di fare tutto ciò che voglio, compreso il fatto di muovermi con estrema tranquillità sui sentieri di montagna, oppure, in passato, di salire sul treno, dove tutti sono sempre e comunque ipercollegati, andarmene a Roma o altrove per riunioni ministeriali ed altro ancora, senza avvertire il minimo disagio.
    Piero

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