bertinelli&tomasi. MODUS OPERANDI A CONFRONTO

Chi ha vissuto e chi vive a cavallo tra l’era bertinelliana e quella tomasiana della città di Pistoia, potrà in futuro affermare di aver conosciuto tutto e il contrario di tutto, con delle facce toste sullo sfondo a dir poco insopportabili
Installazione delle nuove telecamere

PISTOIA. Lord Enrico disse al suo amico Basilio, ne Il ritratto di Dorian Gray, che “chi è fedele conosce solo il lato elementare dell’amore, ma l’infedele ne conosce la tragedia”. Chi ha vissuto e chi vive a cavallo tra l’era bertinelliana e quella tomasiana della città di Pistoia, potrà in futuro affermare di aver conosciuto tutto e il contrario di tutto, con delle facce toste sullo sfondo a dir poco insopportabili.

Quarantadue nuovi dissuasori di velocità vennero installati nell’estate 2016 nella sola Pistoia, per una spesa totale di 150 mila euro, giustificando il tutto con l’abominevole scusa riguardante la sicurezza e il bene della cittadinanza. Facce toste. Ed anche per questo motivo l’amministrazione Bertinelli è stata punita con una labbrata elettorale che è entrata nella storia della Repubblica, e gli schiaffeggiati non hanno ancora fatto i conti con questa sconfitta. Le emozioni degli altri sono molto più interessanti delle loro idee.

Il Tomasi, che ha portato una fresca ventata di politically incorrect, dopo la mazzata elettorale inferta al Partito Democratico, nel delizioso silenzio di chi sa di avere l’appoggio dell’elettorato, ha rincarato la dose comandando l’installazione di centottanta nuove videocamere di sorveglianza in tutta la città: dal centro storico alla galleria nazionale, dalle Fornaci ai parchi pubblici.

Questo nuovo sistema di videosorveglianza, che sarà attivo e collegato con le forze dell’ordine da febbraio, andrà a sostituire i vecchi impianti obsoleti, a bassa definizione e nella maggior parte fuori uso. Ed è questo genere di silenzioso pragmatismo che traccia un lungo solco tra le due amministrazioni e il loro modus operandi.

C’è chi pensa di poter prendere per il naso l’elettorato con dei nonsense buonisti e dei sermoni degni di un incantatore di serpenti, e chi al contrario parla il linguaggio del popolo, senza che questo corrisponda ad ignoranza, intercetta i bisogni veri e propone soluzioni addirittura semplici senza che ciò scada nella tautologia.

C’è chi governa e chi vuole governare; c’è chi chiede fiducia e chi si opera affinché la fiducia non sia riposta nelle mani del

Un autovelox.

proprio avversario; c’è chi si prepara per anni ad affrontare un compito gravoso e importante e chi, invece, dall’alto di una supposta superiorità morale, concede a suo piacimento patenti di presentabilità.

Leggete, se avete tempo che vi avanza, quella sgangherata autobiografia scritta dal Renzi, e la confonderete per le lezioncine cui ci aveva abituati il giovane Samuele Bertinelli. Grandi fautori, entrambi, di una generica concretezza, ma incapaci di accorgersi che parlarne è la cosa più astratta che un amministratore possa fare.

Prima giravamo per strada nervosamente a causa dei dissuasori nascosti dietro l’angolo, da adesso in poi gireremo a piedi più tranquillamente grazie alle nuove videocamere di sorveglianza.

[Lorenzo Zuppini]

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