bini-fanucci metà mandato. BENE I DISCORSI, MA IN CONCRETO?

Gli Onn. Bini e Fanucci
Gli Onn. Bini e Fanucci

PISTOIA. Recentemente gli Onorevoli Bini e Fanucci hanno messo in piedi un tour nei vari circoli territoriali del Pd per presentare una sorta di bilancio di metà mandato dell’attività parlamentare. Sono stati pubblicati anche qui comunicati e degli incontri tra i due eletti e gli elettori democratici.

Il Parlamento costituisce, almeno in teoria, l’organo deputato all’azione legislativa: in realtà si è ridotto, nel tempo ed in un contesto di oggettiva contiguità tra potere legislativo ed esecutivo (entrambi espressione dello stesso schieramento partitico o coalizione), a ratificare provvedimenti e leggi del Governo. Tra le non poche questioni concrete che premono all’opinione pubblica, e che dovrebbero costituire oggetto di chiarezza da parte dei parlamentari pistoiesi, ce ne sono almeno due, sempre di attualità: la ripubblicizzazione dell’acqua e la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Presa Diretta è stata l’ultima trasmissione, in ordine di tempo, a ricordare che il referendum del 2011 aveva indirettamente indicato alla politica un mandato chiaro: legiferare sul monopolio naturale del sistema idrico integrato. Un monopolio naturale, come la giustizia e la difesa, che si caratterizza, in Italia, per una gestione fallimentare, avvalorata da numerose procedure d’infrazione comminate dall’Europa.

Il discorso non è semplice, ovviamente a tutti i livelli ci sono responsabilità enormi. Ad esempio, per la nostra realtà sappiamo che Publiacqua è una società fuori controllo e il comune di Pistoia avrebbe dovuto e dovrebbe pretendere la rendicontazione degli investimenti milionari non eseguiti (ma caricati in bolletta) anche rivolgendosi alla Corte dei Conti e aprendo cause penali nei confronti della sua partecipata.

Agorà: Salvini e Fanucci . Cencio e Straccio?
Agorà: Salvini e Fanucci. Cencio e Straccio?

Tuttavia, come giustamente ha ricordato il Sindaco Bertinelli, spetta al Parlamento dare un riferimento giuridico alla gestione del monopolio acqua. C’è una proposta di legge già pronta in Parlamento, presentata dal Forum Nazionale dell’Acqua e firmata da parlamentari del M5s e Sel: si può almeno sapere dai nostri rappresentanti Bini e Fanucci cosa si aspetta a legiferare sull’acqua?

Perché non creare il contesto normativo per replicare le esperienze virtuose di Saracena e di tutte le rare situazioni in cui le tariffe idriche servono solo a coprire il servizio (gestione e investimenti) anziché la divisione di utili? Non è un controsenso che tante aziende dividano trai soci (comuni proprietari e gruppi privati) utili milionari ma non facciano investimenti in fogne e acquedotti (da cui le sanzioni che tutti dobbiamo pagare)? Rivedere Publiacqua e Pd? Vadano a lezione dal sindaco di SaracenaDue anni di acqua pubblica a Parigi: risparmiati 70 milioni e bollette più basse e L’acqua cambia verso: nel mondo tornano le società pubbliche per le reti idriche.

Stessa ragionamento per i rifiuti solidi urbani, che ricordiamo costituire solo un 20 % circa del totale dei rifiuti nazionali; la parte del leone la fanno quelli speciali, prodotti dalle attività produttive. L’Italia è l’unico paese che si è posto obiettivi (neanche rispettati) di percentuali di raccolta differenziata, mentre l’Europa chiedeva obiettivi di riciclo effettivo della materia. Da anni si parla della gerarchia del ciclo dei rifiuti, in base a cui si deve dar priorità alla riduzione e al riciclo: perché il Parlamento non legifera? Prevedendo obiettivi di riduzioni, sanzioni per chi aumenta gli imballaggi e incentivi per l’utente che differenzia correttamente.

Quando si parla di riciclo si parla di politica industriale, cioè di futuro, green economy, manifattura e posti di lavoro: perché immobilizzare le potenzialità di tante aziende? È evidente che “il problema non sta nelle cose ma nel sistema delle persone”, per dirla con Valerio Caramassi, già anima e cuore pulsante delle toscane Revet e Revet Recycling, oggi a Rimateria (rifiuti industriali siderurgici della Val di Cornia): almeno per gli urbani gli ostacoli alla gestione corretta dei rifiuti sono la volontà e la relativa capacità di organizzare comportamenti virtuosi in combinazione con il mercato. Bini e Fanucci, battete un colpo per cortesia, questi sono i gli argomenti seri che riguardano la vita di una comunità!

Gli F35 dell'involontariamnete comico Francesco Boccia (Pd)
Gli F35 dell’involontariamnete comico Francesco Boccia (Pd)

Per i discorsi ci sono già le agorà televisive. Tra l’altro proprio nei giorni scorsi, su Agorà di Rai3, Edoardo Fanucci si è reso protagonista di una di quelle circostanze involontariamente comiche e tipiche dei renziani: battibeccando con Salvini, lo ha definito “penoso”, rimproverandolo – in tema di immigrazione – di volere lo scontro, la guerra e in sostanza i morti. È infatti qualcosa di palesemente ridicolo sentire simili parole da un parlamentare a cui abbiamo chiesto pubblicamente (vedi) una posizione sui cacciabombardieri F35 senza averne avuto risposta alcuna.

Non si tratta di velivoli antincendio, come credeva il collega di Fanucci e parlamentare dem Francesco Boccia: si tratta di una fornitura, da diversi miliardi di euro, di cacciabombardieri tecnicamente difettosi al punto che altri paesi che l’avevano sottoscritta si sono tirati fuori. In altre parole l’Italia rischia immotivatamente di sprecare tante risorse, quando ancora non esiste una politica di difesa ed estera condivisa a livello europeo e, dal punto di vista bellico, gli F35 sono un pacco.

L’On. Fanucci si guardi l’approfondimento di Presa Diretta (qui), con testimonianze di generali anche americani e si convinca: poi, eventualmente, prima di alimentare i pollai televisivi con Salvini ci faccia sapere perché il Pd insiste con gli F35 e se questi cacciabombardieri siano coerenti con la politica degli armamenti.

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