blimunda’s story 1. COME BALTASAR PERSE LA MANO SINISTRA E ALESSANDRO ANDREA IL SUO POSTO DI COMANDANTE DEI VIGILI DI AGLIANA

Primo episodio della storia raccontata per filo e per segno dalle stesse parole dell’ufficiale degradato sul campo e strenuamente difeso da una consorte onnipresente e invasiva sui social e sul Petting Club Montale. Dalla creazione del mondo al diluvio universale del Consiglio di Stato
È “diversamente singolare” come certe notizie vengano propalate nel mondo digitale per essere fatte osservare come una legge

 PAROLA DEL SIGNORE
PAROLA DI ‘LINEA LIBERA’
ATTO I – LA PIPPA
(attenti ai colori)


Effetto boomerang?

 

AGLIANA. «C’era una volta, nella Piana pistoiese, un reame inespugnabile, chiamato il Regno dell’Aglio, il cui sovrano PaDrone, un bel giorno, decise di dare un comandante stabile all’esercito e, per scegliere il Lancialotto giusto, decise di promulgare un bando per una giostra, nella quale i cavaglieri in gara, superarsi dovéano sinché solo un di loro rimanéssi in arción sanza cadere di cavallo…».

Ma non si può cominciare un articolo così. Specie oggi che nessuno sa più leggere, neppure – come viene evidenziato da più parti, anche da sinistra – i cosiddetti proff., reclutati non per quel che sanno, ma perché portano un voto alle casse dei democratici.

Vi stiamo per raccontare la storia vera della vicenda del dottor non Jekyll, ma Alessandro Andrea Nesti. E quanto sia vera ve lo mostreremo da ultimo per invogliarvi a leggere con attenzione questa stupefacente favola moderna.

Èccola qua: marrone Nesti, blu Bianchini.

Al fine di agevolare la comprensione della vicenda che ha originato l’interesse della testata (Linea Libera sul caso Nesti, il consorte della prof.ssa Milva Maria Ceppellini – n.d.r.) , si riassumono qui, in estrema sintesi, i fatti ai quali gli articoli menzionati (di Linea Liberan.d.r.) sono dedicati:

Nel 1999 il Comune di Agliana bandisce un concorso per Comandante della Polizia Municipale. Partecipo (sta parlando direttamente il dott. Andrea Alessandro Nesti – n.d.r.) e mi classifico al primo posto con uno scarto molto lieve dal secondo arrivato il quale, ritenendo di aver ricevuto una valutazione di titoli inferiore al dovuto, chiede copia degli atti per fare ricorso.

Durante la redazione del ricorso il ricorrente (dottor Mauro Goduto – n.d.r.) si avvede che nei verbali della Commissione il punteggio attribuito alla mia seconda prova scritta è una volta indicato come 23.50 e una seconda volta 25.50 (punteggio poi effettivamente assegnatomi) e quindi impugna la delibera di approvazione della graduatoria e gli atti connessi.

– e già qui abbiamo un’incongruenza di forma, di contenuto e di sostanza: e tutti sanno (tranne il dottor Nesti, sembra) che in diritto amministrativo ed atti della pubblica amministrazione, non possono esserci incrinature di sorta, come poi noterà, giustamente, il Tar della Toscana

Il Tar Firenze, investito del ricorso, ordina al Comune di Agliana di “chiarire l’equivoca situazione” e così viene convocata nuovamente la Commissione di concorso che, dato atto della correttezza del punteggio di 25.50, procedere ad una nuova verbalizzazione.

– se l’espressione “chiarire l’equivoca situazione” è tratta, da Nesti, da un atto ufficiale, già si profila e si intuisce il giudizio dei giudici amministrativi; se è sua (= del Nesti) è sin d’ora pacificamente evidente il fatto che, lui stesso, nutre dubbi sulla perfetta legittimità ed efficacia della graduatoria nella quale occupava il primo posto.

Il dottor Mauro Goduto, grande escluso

La Giunta approva di nuovo la graduatoria che il Dott. Goduto impugna nuovamente.

Nel 2010 il Tar decide il ricorso e annulla la delibera di approvazione della graduatoria in quanto, sostanzialmente, ritiene non corretta la modalità con cui la Commissione ha confermato il voto di 25.50 avendo a tal fine utilizzato un brogliaccio non facente parte dei verbali.

– la giunta aglianese, evidentemente dotata di un monolitico cervello di granito, riapprova la graduatoria, confermando il dottor Nesti al primo posto; ma il Tar è inflessibile e ritiene – scrive Nesti – «non corretta» la modalità con cui la commissione conferma il 25.50 che ha “laureato” il funzionario. Ma definirla «non corretta» è un eufemismo, per non dire di più e peggio, come vedrete da quello che segue:

In effetti, la Commissione ha allegato un appunto, che aveva redatto mano a mano che venivano attribuiti i punteggi delle prove scritte ai soli 4 concorrenti rimasti ma che, alla fine, non era stato incluso nel verbale delle operazioni del concorso.

– cosa ha fatto la commissione per ri-confermare la graduatoria che aveva decretato la vittoria del Nesti? Ha allegato, e inviato al Tar della Toscana, un fogliaccio, una brutta copia, un appuntaccio, un brogliaccio (o im-brogliaccio?) che in buona sostanza dichiara di avere usato per prendere appunti durante le operazioni di esame, ma che (lo scrive il Nesti, non io) «non era stato incluso nel verbale delle operazioni del concorso».

Milva Maria Cappellini: «E ora lezione

È successo – in pratica – un fatto del tutto identico a una ipotesi in cui la signora professoressa Milva Maria Cappellini desse da far firmare a casa un compito di un suo allievo che ha preso 3, e questo suo allievo, il giorno seguente, tornasse a scuola, riconsegnasse il compito e dicesse: «Prof., ha sbagliato a darmi 3: lei mi ha corretto la brutta copia al posto della bella: guardi!» e le mostrasse il compito pulito pulito.

Il Tar è stato fin troppo educato, perché, a mio avviso, avrebbe dovuto denunciare per falso sia la commissione di concorso che la giunta (Ciampolini o chi altro?): il documento che dovrebbe far prova fino a denuncia di falso, non è stato fino ad ora allegato, non risulta agli atti della commissione e si fa saltare fuori a distanza di anni sotto il naso del Tar? Ma chi ci crede! Ringrazino tutti il cielo di non essere finiti in galera, cara professoressa e caro ex-comandante che ha perfino fatto funzioni di giudice (P.M. in aula) nel tribunale di Pistoia! Con giudici onorari così, stiamo freschi! Ma seguite ancora la narrazione di Nesti, migliore di una novella del Decamerone:

Di tale “brogliaccio” (continua il fu-comandante – n.d.r.), evidentemente problematico da un punto di vista giuridico, si ignorava l’esistenza fino alla sentenza del 2010 che cade poco dopo l’insediamento della Giunta guidata da Eleanna Ciampolini.

– del foglio sventolato sotto il naso dei giudici amministrativi, evidentemente ritenuti dei fessacchiotti, carta che Nesti con molta generosità definisce «evidentemente problematico da un punto di vista giuridico» (per non dire, forse, «palesemente falso»?), di questo im-brogliaccio «si ignorava l’esistenza fino alla sentenza del 2010». Onestamente non so come ai giudici del Tar non siano cadute le braccia dinanzi a una “porcata” di questo genere.

Fortunatamente il gallo annunciò una buona giornata…

Chi è stato il San Michele Arcangelo che ha salvato dalla punizione divina la commissione esaminatrice e la giunta Ciampolini? Quale gallo orgoglioso ha cantato all’alba per annunciar la nascita di un nuovo giorno «augurio di un più sereno dì» (Manzoni) per i pii coloni del PoDere dell’Aglio? Ma che schifo, signora professoressa Cappellini, in tutta questa vicenda sulla quale si potrebbe scrivere un intero libro riguardo ai metodi di lavoro della pubblica amministrazione! Ma andiamo avanti; continuiamo a mangiare fango come quello che Virgilio getta a Cerbero nell’Inferno di Dante:

Sia il Comune di Agliana sia lo scrivente propongono appello al Consiglio di Stato che, tuttavia, nel febbraio 2015 conferma la sentenza del Tar. Si precisa che nessun giudizio di ottemperanza è stato promosso per l’esecuzione della sentenza del 2010.

– c’è una bella poesia di Giorgio Seferis che è intitolata Strophì, Svolta. Èccoci alla svolta del Nesti: amministrazione e vittima (ma sarà vittima o carnefice, si chiederebbe il Manzoni?) fanno lega comune; Agliana non va a sardine, va a inquinante benzina al piombo. E insieme – e sottolineo – insieme – cercano di impallinare Tar e Goduto, il concorrente “fregato”.

Anche se la Blimunda nega e «mangia a occhi aperti» (lei sa cosa significa questa espressione),  loro sono d’amore e d’accordo: Nesti e Ciampolini “pisciano dallo stesso buco”. Con un lavorìo di questo genere è impossibile immaginare che i democratici di Agliana volessero “un” comandante della polizia municipale: è evidente, al contrario, che volevano “quel” comandante e nessun altro.

Anche alla Coop di Agliana

Perché, cara lettera a una professoressa, in Italia solo i proff. vengono comprati a mazzi come le cipolle alla Coop e poi fanno 20 anni di precariato: per tutta l’altra pubblica amministrazione (ma potrebbe essere anche pubblica meretrice) c’è MasterCard che, in soldoni, si identifica nella cosiddetta «cooptazione».

Tutti quelli che vincono un concorso, almeno per il 95%, sono cooptati, cioè “unti del Signore”: università (Conte compreso), sanità (vedi Umbria, ma guarda meglio anche la Toscana), dirigenza, manager, vescovi-arcivescovi-cardinali e papi, con questi ultimi che, se non rispettano le istanze delle mafie cattoliche, vengono addirittura prepensionati come il povero Ratzinger. Non sono forse cooptati anche i sindacalisti, i politici, i giornalisti e tutti i padroni della sinistra? E lo sconcio continua:

Il Dott. Goduto chiede, a più riprese, il diritto di essere inserito al primo posto della graduatoria e ad essere risarcito del danno. Promuove anche un giudizio di ottemperanza che si conclude con una condanna alle spese di 2.000,00 per i conteggi che ha voluto rinnovare. In sostanza l’unico effetto sortito dalla vicenda per il Dott. Goduto è l’annullamento delle due delibere di approvazione della graduatoria concorsuale e il pagamento di 2000,00 Euro.

– non entro nel merito: Nesti ha già detto tutto qui e da solo. Ma se l’unico effetto sortito è «l’annullamento delle due delibere di approvazione della graduatoria concorsuale», l’esimio dottor Nesti/Baltasar, che ormai ha perso la mano, se ne vuole rendere conto o no che il suo diritto non sussiste perché la sua graduatoria è datata (come si legge più su) «demolita»?

Se la casa di Nesti crolla o viene demolita, com’è possibile che lui possa pretendere di rientrare dentro alle stanze di una casa che non c’è più? Come fa a non volerlo capire un funzionario che oltretutto ha pronunciato anche sentenze? non sarebbe il caso di rivederle a posteriori, queste sentenze, per capire se, quando lo ha fatto, Nesti ha giudicato «a corpo» o «a misura»? E se non ci arriva lui, non dovrebbe arrivarci meglio una professoressa manzoniana, cioè scrittrice onnisciente?

Il 19 febbraio 2015, qualche giorno dopo la pubblicazione della sentenza (del Consiglio di stato – n.d.r.), sono stato rimosso dall’incarico che ricoprivo D6 e ricollocato nella posizione di Assistente Scelto di Polizia Municipale C2 (in pratica vigile urbano).

– e siamo a un’altra svolta. Dopo il Consiglio di Stato chi può intervenire? Gesù, Barabba o Santiago di Compostela? Nesti doveva forse essere mantenuto al suo posto? O non dicono sempre, loro (cioè la sinistra e, per contiguità, anche Nesti) di avere fiducia nella magistratura e che le sentenze si devono rispettare? Ma non è ancora finita. Nesti/Baltasar continua:

L’intransigente Giunta Mangoni [da Il Tirreno]. C’era anche Rino, mèntore del Nesti

Nel luglio del 2015, essendo stato infruttuoso ogni tentativo di soluzione con la nuova ed intransigente Giunta Mangoni, ho promosso una causa civile presso il Giudice del lavoro per la condanna del Comune di Agliana al risarcimento del danno, per la corresponsione di emolumenti per aver diretto anche l’Ufficio Commercio;

– per la coppia Blimunda-Baltasar la colpa è sempre degli altri. È la «intransigente Giunta Mangoni» a costringere Nesti a chiamare in aiuto il 7° Cavalleggeri nella persona del Giudice del lavoro. Nesti parla di «ogni tentativo di soluzione», ma quale «tentativo di soluzione» poteva esserci? Ce lo vuole spiegare l’intraprendente professoressa sua moglie, donna di prima linea e di podere culturale?

Demolita la graduatoria dal consiglio di Stato, l’unica via sarebbe stata quella di bandire di nuovo un concorso per comandante: una via che, se fosse stata seguìta sin da sùbito, cioè dalla prima decisione del Tar, avrebbe risolto qualsiasi problema e – come si dice – levato il vin da’ fiaschi. Il fatto è che il Pd, abituato a muoversi in Toscana come nel salotto di casa sua, e certo che in Toscana aveva e avrebbe sempre fatto come voleva, doveva fare la figura del Capitan Fracassa e mostrare i suoi muscoli a un povero nessuno di nome Goduto; e si era, perciò, affidato a uno dei prìncipi del foro di Pistoia per sentirsi consigliare l’im-brogliaccio fasullo che ha trasformato l’arroganza della sinistra radical in vero e proprio merdaio.

Solo che il principe del foro (e sarebbe interessante vedere quanto costò la sua preziosa consulenza) consigliò una soluzione che non avrebbe dato neppure il centralinista cieco del Comune di Boscabbaccano: presentare un foglio volante mai acquisito agli atti prima di allora – rectius: un pezzo di carta igienica usata. Dunque chiedo alla professoressa colta e di superiore perspicacia: quale sarebbe potuta essere la risposta del Tar se non un aggraziato e gentile «andate a fanculo, bischeri»? E c’è ancora dell’altro. Nesti /Baltasar aggiunge, orgogliosamente:

chiedo altresì l’accertamento al diritto di essere inquadrato in Categoria D, essendo evidente che l’annullamento della delibera di approvazione del concorso è dovuto alla negligenza ed imperizia della Commissione di Concorso e della Giunta che ne ha approvato l’operato, anche, paradossalmente, nelle errate modalità di correzione del primo errore.

– ora il Nesti, fedelissimo watchdog (= cane da guardia) della sua amministrazione (e dico sua, perché fino a Mangoni gli ha fatto fare quello che voleva), quel funzionario che Rino Fragai, sovietkomissar del Pd, definiva “l’ottimo comandante”, drizza le orecchie disgustato.

Il Mangoni non vuole saperne di rimetterlo al suo posto (e come avrebbe potuto farlo?) e allora: dài! Nesti fa partire la bambola della causa del lavoro; accusa tutti (e forse a buon diritto) di essere dei cretini matricolati irrecuperabili («l’annullamento della delibera di approvazione del concorso è dovuto alla negligenza ed imperizia della Commissione di Concorso e della Giunta che ne ha approvato l’operato») e chiama il giudice del lavoro a reinquadrarlo in categoria D (ma la graduatoria era stata demolita, o genio dell’ampolla e compagna che di solito «fa colazione a occhi chiusi»!).

Ma quanto fu pagata la consulenza dannata?

Allora Nesti/Baltasar dov’era quando il “principe del foro di Pistoia” (di cui qui non si parla, ma che c’è stato) ha consigliato, in soldoni, di preparare un “im-brogliaccio” per prendere per il culo i giudici del Tar? E dov’era il Nesti/Baltasar, quando, prima di aver perso mano e comando, si affiancava alla Ciampolini in causa e faceva, pure lui, ricorso al Consiglio di Stato? Non si era, per caso, accorto di ciò che stava facendo? Faceva come quei mariti che s’appìsolano sul nido e poi, svegliandosi di soprassalto, si chiedono: «O questo figliolo da dove spunta? Non è mica mio!».

Tutti negligenti e imperiti? D’accordo. Glielo avevamo detto che avrebbe dovuto fare causa civile: ma alla commissione e alle giunte e non al Comune. Perché, o gentile «streghetta» Blimunda, dovrebbero pagare i cittadini di Agliana anziché i negligenti e imperiti che hanno fatto questo macello di cacca trascinato per 15 anni come la coperta di Linus van Pelt, l’amico di Charlie Brown?

E le «errate modalità di correzione del primo errore», non andrebbero, più giustamente, fatte pagare al «principe del foro pistoiese» che le suggerì e a quegli avvedutissimi segretari comunali, che, nel seguirsi degli anni, non hanno mai spiccicato parola e non hanno fatto altro che riscuotere lo stipendio lauto e ricco senza fare una beata minchia?

Di tutta questa merda istituzionale, dovrebbero risponderne, oggi, i cittadini di Agliana solo perché la merda è più facile spalmarla sulla faccia di tutti come fa Shpalman, piuttosto che sul viso di sette o otto idioti decerebrati che hanno cercato (con Nesti d’accordo con loro: ci si ricordi che ha fatto anche il pubblico ministero in aula, perdìo!) di abbindolare o, peggio, prendere per il culo il Tar della Toscana?

Poi, per come più di una volta si svolgono le cose in questo paese, c’è anche da aspettarsi che il giudice del lavoro conceda a Nesti/Baltasar & gentile Blimunda mezzo milione di euro di risarcimento: ma qui vorrei che entrambi (sia Colui che Ella) spiegassero bene, al popolo e al contado, qual è stato il danno subìto, perché in realtà non si vede, dal momento che:

1. Nesti ha da sùbito e sempre riscosso il suo stipendio di comandante svolgendo le funzioni di comando
2. a Nesti non è stato chiesto indietro nulla di indebitamente percepito
3. a Nesti non spettava il posto di comando (l’ha definito il Consiglio di Stato, non io)
4. a Nesti è stato ridato il suo vecchio posto di vigile nonostante che, nel passaggio al comando, avesse – di fatto e di diritto – chiuso, per fatti concludenti, il precedente suo contratto di lavoro da vigile semplice.

Questo, almeno, risulta a casa delle persone normali e poco perspicaci, anche se non piace a certe sedicenti professoresse da Petting Literary Club Montale.

Il Consiglio di Stato non ebbe dubbi riguardo al concorso

Conclusivamente (scrive infine il Nesti in questa breve storia della Genesin.d.r.), mi pare opportuno riportare un passo della sentenza Consiglio di Stato n. 4503 del 2015, certamente nota al giornalista Alessandro Romiti, nel quale si riassume:

“La sentenza n. 2031 del 2010 è, infatti, autoesecutiva, perché a contenuto demolitorio, quanto alle deliberazioni della Giunta Municipale di Agliana n. 1 del 19 gennaio 2000 e n. 152 del 22 maggio 2000.

Per il resto, salvo la domanda risarcitoria, non contiene nessun comando cui dare esecuzione, avendo dichiarato inammissibile la domanda del dottor Goduto di accertamento del diritto ad essere inserito al primo posto in graduatoria e nominato in ruolo.”

Così il fu-comandante dottor Andrea Alessandro Nesti scriveva di suo (non tutto) pugno in un esposto indirizzato al consiglio di disciplina dell’ordine dei giornalisti, lamentando di essere stato rovinato dagli articoli di Alessandro Romiti e di Edoardo Bianchini e chiedendone una severa punizione. Richiesta a cui l’ordine rispose con una sottilmente sviolinante pernacchietta, più o meno simile alle risposte del Tar e del Consiglio di Stato.

Ma restate con noi, non gettate il telecomando. Nei prossimi giorni pubblicheremo e commenteremo gli ulteriori delirii di Baltasar & Blimunda.

Non cambiate canale!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Tanto il Nesti andò in giudizio, che ci perse il suo comando

Clicca. Dal curriculum vitae del dottor Andrea Alessandro Nesti:
Periodo 2002-2005 Attività di Pubblico Ministero in udienza presso il Tribunale di Pistoia, su delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia, inizialmente presso la giurisdizione del Giudice di pace e successivamente presso il Tribunale in composizione monocratica di Pistoia e di Pescia e Monsummano.

Scarica il Pdf originale dell’esposto presentato all’Ordine dei Giornalisti da Andrea Alessandro Nesti
Vedi blimunda’s story 2. come baltasar/alessandro andrea si rivolse, con l’aiuto della blimunda…


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