boeotia tellus. L’EUROPA COME LA GRECIA DELLE GUERRE PERSIANE?

Il caso Carola Rackete e l’atteggiamento di Germania e Olanda nei confronti dell’Italia ricordano il collaborazionismo nato con i Beoti, ma risbocciato oggi nella grande e accogliente Europa dopo quello già prestato al Terzo Reich di Zio Adolfo…
La Bce a Francoforte

OGNI VOLTA che si parla di Mario Draghi, la prima cosa che mi viene in mente è una bellissima 500 Fiat che trent’anni fa era sempre parcheggiata lungo il viale Petrocchi a Pistoia.

Era di un osceno color verdolino-pisello. Era tenuta lucida come un gioiello. Era decorata, sui due sportelli da una scritta in rosso brillante “Rambo III” con sotto “Il drago di Pistoia”.

Molto meglio il Drago di Pistoia che il Draghi della Bce che, d’accordo con Monti, ha tradito l’Italia (anche se ci danno a intendere che con il Qe (Quantitative Easing) ci ha salvato.

Di salvatori, nella storia, ne abbiamo conosciuti uno solo e – sfortunatamente per lui – tra ebrei e romani lo hanno fatto finire in croce.

Boeotia Tellus è una espressione latina che indica una regione della Grecia antica abitata dai Beoti, popolo non particolarmente intelligente se, ancor oggi, a chi è più o meno cretino, si dà di beota.

Una cosa, però, i beoti la sapevano fare benissimo: per evitare che la loro capitale, Tebe, finisse devastata dai nemici che venivano dal Nord (e in tal senso si parlava dei persiani che volevano conquistare la Grecia) loro, che si trovavano a Nord di Atene, si accordavano sùbito coi nazis dell’epoca, Dario e collegàti; aprivano le porte per il passaggio degli eserciti invasori; evitavano di venire devastati dai barbari e lasciavano che, a grattarsi in testa, fossero gli ateniesi di Atene, che venivano sùbito dopo di loro.

Le nuove Crociate dell’Europa

Così gli ateniesi erano tra incudine e martello: l’incudine rappresentata dagli spartani del Peloponneso, e il martello dai nazis persiani con i loro fedeli collaborazionisti beoti (in senso proprio e in senso figurato).

Ogni millennio ha, per la legge della ciclicità della storia, le medesime condizioni di uguaglianza e/o affinità. Con i nuovi nazis della Germania merkelata, in una Europa fatta a toppe come un patchwork (comunisti ed ex, nazisti ed ex, sovranisti ed ex, stronzi ed ex di ogni tipo); sostenuta dal suo nemico naturale (la Francia, che ha sempre visto i tedeschi come il fumo negli occhi, basta pensare a Clemenceaux alla fine della prima guerra mondiale a Versailles); ben appoggiata da questo nemico atavico che pensa che, se non puoi abbattere il tuo avversario crucco devi fartelo amico (soprattutto per rompere i coglioni all’Italia, popolo troppo intelligente e industrioso), non sono mancati neppure i nobili rappresentanti della Boeotia Tellus europea, i collaborazionisti del Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo) che, come aprirono i cancelli allo Zio Hitler con l’invasione tedesca di mezza Europa, oggi continuano a schierarsi da quella parte, con la speranza di vedere che la Germania, attraverso l’economia di quella buffonata di Bce (banca privata, pensateci bene!), riesce a invadere – come un tempo i persiani contro i greci – l’Italia, dopo avere già massacrato la Grecia di Tsipras: e tutto per portare via davvero i risparmi di un popolo ricco e risparmiatore che non è mai fallito e che ha oltre 2500 tonnellate di oro (un materiale molto apprezzato, ma, in realtà, semplice merda come lo stagno o il piombo), chiudendo la partita una volta per tutte e mettendo tutti gli altri paesi dell’Unione (?) sotto la suola delle scarpe di un Quarto Reich.

Preghiamo che la Germania fallisca prima di raggiungere questo suo intento, perché altrimenti vedrete anche quanti liberal-Berlusconiani e democratici-postcomunisti dovranno piangere per aver retto bordone a questi neonazis della finanza coadiuvati da venditori di tulipani ancora in zoccoli di legno insieme a belgo-lussemburghesi sostenitori del paradiso fiscale e dediti all’alcool fin dalla prima mattina come il signor Juncker, afflitto da un’ernia al disco tremenda che lo fa tentennare come l’ultimo incisivo di un novantenne in premorte!

Ora lo avete capito perché gli inglesi – che sono stronzi, sì, ma non  cretini né beoti – non hanno mai voluto abbandonare la loro moneta e, ieri, hanno voltato il culo all’inno della cosiddetta Unione (quale?) europea?

Buona grappa a tutti i liberal-democratici e un saluto speciale a Rambo III, Il drago di Pistoia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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