bonafeizzati. AGLIANA E IL SUO PD AFFANNATO E CON LA LINGUA DI FUORI

Le strategie della Bonafè dovrebbero arginare l’immanente débâcle elettorale e ricucire le liti e scissioni in corso
Magnanensi, getta la rete e manda i gregari “casa per casa”

AGLIANA. Nel mare magno della sinistra aglianese i pesci stanno tutti fermi: nessuno si muove.

Eppure noi abbiamo chiesto delle spiegazioni e in più articoli: al Magnanensi, al Fragai, al Mangoni, alla Ciampolini e, ultima, ma non tale per come ha cambiato giubba, la più nera (non per la chioma) e massimalista Assessora Ammannati Palandri.

La nera e massimalista Giulia Ammannati Palandri ha cambiato giubba rapidamente

Silenzio tombale. Tutti sordomuti. La disputa che incombe nella testa di molti demokrats è chi votare: il dignitoso Mangoni o il Pd dei Magnanensi-Fragai a capo dei fuggiaschi?

A chi credere in queste ore concitate, nelle quali alcuni compagni (ce ne sono ancora con dignità) confermano, sbalorditi, che le falangi armate del duodem Magnanensi-Fragai stanno bussando alle porte dei cittadini, per ricomporre una consistenza elettorale utile al superamento del solo “auspicabile ballottaggio”.

il silenzio del Pd è dimostrativo della sua crisi.

Agliana è baricentrica rispetto alla Piana e vale tutta Poggibonsi, ma anche Lucca (a chi piace la città delle mura e pelleria) e, quindi, invece di spingere sul “porta a porta” della raccolta differenziata, spinge sulle “visite domiciliari” per la verifica e il sollecito del consenso dei simpatizzanti.

Il Pd reagisce vedendo aprirsi una voragine davanti ai piedi (alle primarie nazionali sono andati con un terzo degli elettori) dopo la più clamorosa fuga di codardi fragaizzati, con il tentativo del sabotaggio tecnico all’amministrazione: un chiaro atto di tradimento e punizione al Sindaco della Dignità, Giacomo Mangoni.

Sabotaggio: le scrivanie abbandonate dagli assessori codardi di Magnanensi/Fragai. Qui la postazione della Noligni

Agliana è una postazione del Pd che non deve essere persa (!) e questo patto – ci dicono i cinguettii degli uccelli –, siglato in ambito regionale, dimostra i forti interessi sul territorio di chiara valenza strategica (leggi inceneritore e partecipate – in altri termini: quattrini).

Quando il gioco si fa duro “i duri cominciano a giocare”, avrà detto Paolo (Magnanensi, per i più duri di cervice) e adesso dopo le gravi disavventure del disastro fragaiano, il Pd dovrà sfruttare il parco residuo degli elettori anziani, quello zoccolo duro, analogico, di nati nell’anteguerra che votano per categorie storiche e sono remissivi, reticenti e devoti al baffone più famoso al mondo.

Rino [nau]Fragai
Paolo Magnanesi è, con Rino Fragai, sul tandem della guida del gruppo delle marionette targate Pd.

Un partito stratificato e fossilizzato, questo dei post-ripost-comunisti con liste di appoggio di circostanza che puzzano di mucido alla prima: l’Eleanna Ciampolini ne è la prova.

Lei non si è presentata in lista, ma ha spedito Guido Del Fante al controllo del gregge, collocandosi così nella loro area naturale d’origine e rinnegando il Nobilhuomo Alberto Guercini (erano con lui nel 2014). Quale prerogativa avrebbe fatto inciuciare la rossa Eleanna in questo predellino demokrats, se non la manovra disperata di ordini di scuderia regionali?

L’onorevole Bonafè avrebbe predisposto l’accorpamento delle fazioni pd-friendly al secondo turno, cercando di pararsi l’immanente débâcle del partito visto che, al primo turno, il candidato dei pupari Magnanensi e Fragai, ha detto rien!

Tanta la confusione sotto il cielo, la situazione è favorevole, diceva Mao: che Dio ce la mandi buona.

[Alessandro Romiti]
alessandroromiti@linealibera.info


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