bonum monasterium. SANITÀ PISTOIESE: «IO VOGLIO DEL VER LA MEA DONNA LAUDARE»

«Penitenziagite! Vide quando draco venturus est a rodegarla l’anima tua! La mortz est super nos! Prega che vene lo papa santo a liberar nos a malo de todas le peccata! Ah ah, ve piase ista negromanzia de Domini Nostri Iesu Christi! Et anco jois m’es dols e plazer m’es dolors… Cave el diabolo! Semper m’aguaita in qualche canto per adentarme le carcagna. Ma Salvatore non est insipiens! Bonum monasterium, et aqui se magna et se priega dominum nostrum. Et el resto valet un figo seco. Et amen. No?» [Salvatore in Il nome della rosa]


È accaduto anche che, per carriera, qualche medico fascista,
strada facendo,
si sia convertito al Potere Dittatoriale.
Altro che Ippocrate! Datevi all’ippica, gente!


TIRA PIÙ UN PRIMARIATO IN MEDICINA

DEL BUE CHE IL CARRO SUO TIRA E TRASCINA!


 

Daniela Ponticelli, responsabile ufficio stampa Asl Toscana Centro, il nucleo di formazione e diffusione delle fake promozionali della in-sanità toscana affidata alle tessere di partito e agli «immortali» che proteggono il re di Persia in battaglia

 

 

Anche l’Asl è un bonum monasterium dove se magna et se priega dominum nostrum etc.

Per alcuni iscritti e/o simpatizzanti del Pd, addirittura optimum. Vi trovano ricovero, assistenza, protezione, sicurezza e un costante disonore nel dover coprire, con vergognose menzogne, le inefficienze e le spreco-ruberie con cui quel partito (non esso solo, però: i ladri sono dappertutto, anche a centrodestra) ha ridotto la sanità.

Stamani illustro al popolo dei piddìni i successi dei compagni nella sanità toscana, ai tempi di Rossi e, ora, in quelli di Giani.

E li illustro – mi spiace e duole il còr per procura e tribunale nostrali e per il meraviglioso ordine dei giornalisti di Firenze – con l’esempio-Pistoia, linea-Ponticelli

FATTO. PARTE PRIMA

Ieri mattina un anziano signore che abita in città ha avuto una grave crisi respiratoria.

È un signore che è legato al respiratore e ai problemi conseguenti. Ha due figlie e una moglie, anche lei anziana, che si muove con il deambulatore. È chiaro il quadro di riferimento?

La figlia maggiore, allora, prende il padre e si presenta al pronto soccorso dell’ospedale-gommone/canotto San Jacopo: e iniziano sùbito i problemi degli ebrei nel deserto del Sinai.

Il personale del pronto soccorso la tratta gentilmente a carta vetrata. Fa attendere l’anziano per interminabili ore. Litiga, infine, con l’accompagnatrice perché non la vuole per lì, tra i piedi.

Strilla, infine, che all’ospedale gommone/canotto San Jacopo non ci sono abbastanza letti per accogliere anche un anziano in crisi respiratoria.

COMMENTO A CALDO

La direzione aziendale dell’Asl 3 Pistoia: Luca Cei, l’avvocato non iscritto all’ordine; Roberto Abati, che si tenne la Ponticelli come portavoce; Lucia Turco, sorella del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco. Dopo l’èra Marroni finirono loro il potenziamento dell’ospedale di San Marcello, mentre l’ufficio-stampa «tromboviolinava» la distruzione del Lorenzo Pacini

Ricordo a tutti i servi del Pd, che a Pistoia sono innumerabili; ai simpatizzanti, che sono infiniti; ai fiancheggiatori, che sono sin troppi e alle «autorità costituite» che proteggono senza pudore la massa informe galleggiante sul pelo della palude (intendo procura, tribunale, polizia giudiziaria accomodante e tutto il resto in fila, ivi compresi i fervorosi religiosi di sinistra), che l’ospedale (?) di Pistoia costa – se non erro – 20 milioni di euro all’anno di affitto.

Ricordo, altresì, ai giudici pistoiesi – perché anche loro sono corresponsabili di questo disfacimento economico-social-sanitario ai danni del popolo: specie quando condannano me perché, dicono, offendo l’onore e il decoro della signora Daniela Ponticelli, fake-comunicatrice/spia quale capa-giornalista (?) dell’Asl Toscana Centro –; ricordo altresì a lor signori, che madame Daniela, che si fa appellare dottoressa senz’esserlo, è un luculento esempio di come, per piddinam tesseram, si parta come personale delle pulizie al Villone Puccini ricovero-vecchi (mansioni: spalatura-cacca e straccio in terra) e, di pensier in pensier, di monte in monte, alla Petrarca, si finisce per giungere agli àpici dei vivai di false notizie: il seminario delle fake istituzionali, gradite a chi, il popolo, se lo percùla da mane a sera.

Chi lo ricorda pubblicamente (e io lo ricordo sempre) è nei guai.

Come ci sono finito io perché la signora Ponticelli, che si lascia appellare dottoressa senza esserlo (mi ricorda il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi di Quarrata), ma è, e resta, una spia prezzolata dall’Asl-comunista, era responsabile della comunicazione dell’Asl di Pistoia – e al contempo portavoce del direttore Asl, Roberto Abati: doppio incarico incompatibile in un sol colpo – quando Pistoia era regno, appunto, della triade aslatica Roberto Abati, Lucia Turco (personaggio noto anche al dottor Tommaso Coletta per Concorsopoli; sorella del pubblico ministero aggiunto di Firenze, Luca Turco; cugina dell’avvocata Cecilia Turco) e Luca Cei. Anche lui si faceva appellare “avvocato” senz’esserlo.

Costei (la Ponticelli – n.d.r.), con un viso sorridente da Mater Dei, ci informava con pallose e false sbrodolate informative “che l’ospedale del Ceppo faceva schifo, dato che il San Jacopo – che galleggiava sui liquami del campo di volo – era più ampio, più moderno, più ganzo, più lettoso (i letti erano aumentati: sosteneva; ma forse solo perché sbagliava la conta…), più efficiente e più utile alla salute di tutti”. Amen.

Chi poteva essere più felice di noi pistoiesi?

FATTO. PARTE SECONDA

Ieri mattina l’anziano signore di Pistoia con crisi respiratoria acuta, respinto dal grande ospedale-gommone/canotto San Jacopo della Ponticelli, vergine e martire dei nostri attacchi (questo secondo Curreli, Grieco e Gaspari), è stato posto dinanzi a un bivio.

Riorganizzazione e potenziamento del Pacini di San Marcello secondo il Grillo Parlante (†). Un’immagine della smobilitazione dell’ospedale della montagna

Gli è stato detto: o vai a Pescia (30-35 km da casa tua) o vai a San Marcello Pistoiese (38-40 km da casa tua). Un’equa soluzione pare, no?

È finito – come un pacco di Amazon – al magnifico sub-ospedale/sottoscala di San Marcello Pistoiese. Quello che non ha neppure un pronto soccorso per una distorsione a una caviglia: l’ospedale Lorenzo Pacini e non Filippo Pacini come scriveva a volte la Ponticelli, confondendosi con la scuola superiore pistoiese di Corso Gramsci.

Un ospedale (che parolona!) che, a detta della comunicatrice di fake news, dopo avere perso:

  1. la sala operatoria;

  2. la pediatria;

  3. il numero complessivo dei letti disponibili in precedenza;

  4. il pronto soccorso, sostituito dalla chirurgia per calli e unghie incarnite;

  5. la cucina e molti altri servizi di vario genere e natura

aveva subito – scriveva quel genio iper-protetto da chi conta – un grandioso potenziamento (ma in termini di demolizione, però).

COMMENTO A DESSERT

Stamattina, 18 ottobre, l’anziano pistoiese con grave crisi respiratoria acuta può rifiatare l’aria fina di San Marcello, accudito dalla figlia maggiore.

I brillanti risultati della nuova Sanità Montana di Rossi & C. E l’ufficio stampa del’Usl? Tromboviolinava

Al contempo la moglie dell’ospedalizzato in montagna dovrà recarsi a una visita specialistica legata a problemi di età, grazie al nipote che la accompagnerà dal medico.

Di fatto la famiglia è smembrata: mezza in montagna, mezza in pianura. Tanto, di tutto questo che interessa a chi conta e alla procura?

L’essenziale è che nessuno rompa i coglioni alla Lucia Turco, sorella del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco; e che la Ponticelli possa continuare indisturbata a spargere fake news all’indirizzo dei beoti e con il placet delle «autorità costituite».

La procura può tranquillamente continuare a dormire, con l’aperturista Curreli che “apre la terra” e chiude gli occhi su Vicofaro.

Non ce ne voglia il super-protetto don Biancalani, ma questa è la verità storica.

A Santa Maria Maggiore non solo non c’è – mi dicono – acqua (bolletta da 18 mila euro insoluta?), ma da qualche giorno – almeno 5 – nemmeno luce al primo piano. Gli ospiti si muovono, dicono da Vicofaro, alla luce dei cellulari. Perché?

L’ESSENZIALE

È che a primavera prossima il frutteto intorno al San Jacopo spedale-canotto/gommone, garantisca una ricca messe di frutti. Se non di mele, almeno di pere. Per tutti, sindaco Tomasi incluso.

Pere di cui Pistoia in generale e l’Asl-Ponticelli in particolare sono, senza ombra di dubbio, produttori benemeriti a livello mondiale.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


 

«LE PERE SI FANNO CON LE MELE»

 

L’essenziale è suonare sempre e solo tromboviolinate al Pd

 

Modo di dire pistoiese. Chissà cosa significa, di preciso…

Lo imparai da ragazzo da Giovanni Nardi di Piteccio, sacrestano del proposto don Aldo Ciottoli, degnissimo prete.

Purtroppo era zio del Ciottoli Maurizio, il falso testimone in aula dinanzi al giudice Gaspari; e il calunniatore (in associazione) con il sindaco Benesperi, ammalato di diàtesi diarròica sin dalla più tenera età.


MANNAGGIA, MA QUANTO ROMPE LA SATIRA!


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