BRACCESI: «LA MONTAGNA NON CHIEDE ELEMOSINE»

Tommaso Braccesi
Tommaso Braccesi

CUTIGLIANO. “Ora basta: l’azienda sanitaria di Pistoia deve tornare a investire sulla nostra Montagna”. Così Tommaso Braccesi, 44 anni, candidato sindaco a Cutigliano, presentando la sua candidatura e intendendo subito dare “un segnale netto e deciso su uno fra i grandi temi che caratterizzeranno una campagna elettorale fatta con cittadini di cui avverto con chiarezza il forte disincanto nei confronti della politica e dei politici. Un disincanto – prosegue Braccesi – purtroppo motivato quando le istituzioni pubbliche danno l’impressione, e spesso non solo l’impressione, di abbandonare al suo destino un territorio così importante e dal quale, oltretutto, dipende il futuro anche della nostra pianura”.

Braccesi ha parlato nel tardo pomeriggio, in uno dei locali che hanno fatto la storia di Cutigliano e della Montagna Pistoiese (il ristorante “Da Fagiolino” – n.d.r.). Accompagnato da personalità del mondo politico non solo locale (“proprio per dare una evidente impressione – dice – che la battaglia per il futuro di questa piccola comunità è una battaglia da estendere a persone e ambienti extra montagna”), Tommaso Braccesi ha più volte sottolineato l’importanza di “invertire il cammino di marcia in modo da far tornare centrale, ad esempio nell’erogazione dei servizi pubblici partendo proprio da quelli socio-sanitari, una montagna oggi purtroppo abbandonata”.

Da qui il forte appello a una azienda sanitaria negli ultimi tempi finita sotto fortissime critiche dagli abitanti della montagna. Nel sostenere le necessità di “una Montagna che non chiede elemosine ma pretende rispetto per la dignità di chi, nonostante tutto, si ostina a vivere in territori così preziosi per tutti”, Braccesi ha sottolineato come “il ripensamento sulle politiche socio-sanitarie, comprese quelle ospedaliere, nelle zone cosiddette periferiche possa e debba trovare alimento anche dalla circostanza che in Regione Toscana ancora non è stato varato un Piano sanitario nuovo e che dunque tutto possa e debba essere messo in discussione”.

Tommaso Braccesi ha anche dato notizia di una lettera da lui consegnata, questa mattina, al Sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli. Una lettera in cui Braccesi rassegna le sue dimissioni (“ovviamente irrevocabili”) da consigliere nel Comune capoluogo. “Visti gli stretti intrecci nei problemi di chi abita in montagna e di chi abita la pianura – ha scritto Braccesi – questo non è certo un addio perché se gli elettori mi daranno questo onore, da Sindaco di Cutigliano avremo modo di proseguire con te stima e collaborazione a servizio delle nostre popolazioni”.

Braccesi ha tenuto a sottolineare l’importanza simbolica di questo suo gesto (“Mi sono dimesso da una carica sicura e lo faccio senza alcun tipo di paracadute se non la libertà che mi deriva dal fatto di avere un lavoro e, dunque, di non dipendere, per vivere, dalla politica”) e ha quindi motivato lo slogan (‘I care’ che significa ‘Mi interessa’) della sua campagna elettorale. “Ho sempre partecipato come elettore alla scelta del sindaco di Cutigliano – scrive Braccesi – e ora mi si apre la possibilità di parteciparvi anche come candidato: una avventura, certo carica di fatica e di oneri, che tocca le corde del mio cuore, la vicenda della mia famiglia, quel sentimento di amore per la gente di montagna che mi è stato trasmesso fin da piccolo. Non posso dire di no e sento l’obbligo di rispondere con il motto milaniano, appunto ‘I care’, che stava scritto in quella piccola ma gigantesca scuola di montagna”.

* [Fonte: Mauro Banchini]

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3 thoughts on “BRACCESI: «LA MONTAGNA NON CHIEDE ELEMOSINE»

  1. La Montagna non chiede elemosine solo perchè non ha più occhi e lacrime per piangere.

    La politica del carciofo attuata per anni, anni e anni ci sta negando anche questo naturale
    sfogo.

    Chi se ne accorge soltanto adesso, prima dove era e cosa faceva?

    Non vorrei, che come sempre, queste parole fossero solo discorsi e promesse legate solamente alle elezioni.

    Avuta la grazia tutto tornerà nel dimenticatoio.

  2. Guarda guarda, il redentore non sceso, ma salito da Pistoia, uscito dalla miracolosa unione tra DC e PCI, con al lato il bue e l’asinello e i re magi, arrivati subito, non dopo le vangeliche due settimane per proteggere e difendere l’unto e perché, timorosi di non essere guidati dalla stella. Il re magio Niccolai perché la sua stella, lo portava sempre verso Firenze e non sapeva che esistessero nuove terre oltre Pistoia verso Nord -Est, il re magio Fanucci, perché conosceva queste terre solo fino a Campo Tizzoro, dove si è recato più volte con il padre in adorazione presso il mausoleo del CII, dove gli è stata donata una miniera di pepite d’oro, la terza, una regina che soffre costantemente di gravi forme di disorientamento.
    Sono stati accolti, ma con tanti dubbi da parte dei pastori, convinti che l’unico obbiettivo, sia quello di non far saltare il grande masso dalla tomba puzzolente della ex Comunità Montana, dove i vecchi nemici, adesso uniti da grande amore, hanno fatto grandi affari insieme fin da quando, nel lontano passato, manifestavano di essere acerrimi nemici. Leggendo la Bibbia del profeta Eller, ci sono dei bellissimi e interessanti passaggi che consigliamo all’unto di leggere e meditare, per come venivano guidate le pecorelle.

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