bravo cambronne! SEMBRA CHE IL GENERALE FRANCESE NON SI SIA FATTO SCRUPOLO DI DEFINIRE CERTA MATERIA ORGANICA CON IL SUO VERO, INSOSTITUIBILE, EVOCATIVO NOME FRANCESE: “MERDE”

Quando il Mazzanti parla della merda di piccione, nel linguaggio immaginifico di chi l’italiano lo sa bene e lo domina a dovere, davanti agli occhi passa lo spargimento di merda e concio sulla testa dei quarratini. A cui il Mazzanti sta bene, evidentemente…


Queste sì che sono battaglie di civiltà, sindaco! Ma guarda se tu tuteli davvero il territorio dato che quello che che hai detto sulle strade vicinali chiuse era e resta una pura frottola da ignorantoni!

 

QUARRATA AMMINISTRATA A PERFEZIONE:

LOTTA A ZANZARE E A MERDE DI PICCIONE!

 


La terza guerra mondiale iniziò con la lotta alle zanzare del partito di Salvini. 1

 

IL POVERO PPP, tanto caro al Pd degli anni dell’arrembaggio al potere, che fine farà con i nuovi padroni del mondo, i radical chic politicamente corretti che odiano sentire – e si offendono a sentirle – parole come merda, buco di culo, piscio e simili?

Non scordiamoci che di PPP (Pier Paolo Pasolini) esiste anche un meraviglioso Girone della Merda nel suo Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975); e che Roberto Benigni, l’antesignano di Berlinguer ti voglio bene, cantava, su tutte le piazze d’Italia e con somma soddisfazione dei compagni – il serioso Napolitano compreso – l’Inno del corpo sciolto che – come dice il testo stesso – Lo può cantare solo chi caca di molto.

Fra l’altro l’Inno risale al 1995, quando Mani Lavate (male) stava preparando la via del potere del “signor post-Comunismo ripulito a festa” grazie a Di Pietro a Davigo & C. Se ve ne siete scordati, riprendetevi il tempo perduto: studiate, vi fa bene.

La merda è stata (e tale resterà) al centro del mondo o altrimenti non si direbbe “mondo di merda”, come quello, per esempio, che i post-compagni ci stanno merdosamente imponendo anche per il Covid.

La merda e il verbo cacare sono – fortunatamente – presenti in tutte le lingue della Terra. Fra i grandi greci – che nessun più conosce, dato che l’istruzione media dei diplomati all’esame di stato non raggiunge livelli più alti delle conoscenze da terza media (fonte: Corriere della Sera, filogovernativo e postcomunista) –, pigliàmo uno spirito libero in libera città-stato, Aristofane che ci ricorda che cacare (e non, con la solita ipocrisia – andare di corpo: andar dove? Affanculo con Grillo e Conte?) si dice chèzo.

La terza guerra mondiale iniziò con la lotta alle zanzare del partito di Salvini. 2

È anche il caso di ricordare che, ai tempi del granduca, merdaiolo non era un’offesa, ma indicava semplicemente l’operatore dello sporgo dei bottini o pozzi neri. I merdaioli passavano, a fine 800, anche da Montorio e da Lecceto (regno del ragionier Perrozzi) per ripulire i coppi dove la gente cacava; coppi situati – come dicevano i contadini per pudore – nel lògo (il “luogo”: senza dire quale) o loghìno (se piccolo da entrarci a pena).

A quell’epoca, per i poveri, il gabinetto in casa non c’era: e c’erano anche meno cretinate in strada, perché l’impegno primario di tutti era quello di non morire di fame.

Detto questo, se qualcuno mi querela per offese al pubblico decoro, mi rinviano certo a giudizio per direttissima, perché anche fra i magistrati una fetta non indifferente di loro dimostra, da come agisce e opera, di non conoscere né la lingua italiana né la cultura occidentale, che oggi sono state sostituite di sana pianta dall’idiozia del politicamente corretto/corrotto e dal codice deontologico dell’Accoglienza a prescindere, alla don Biancalani/Rackete/Terra Aperta.

Tutto questo preambolo si è reso necessario per parlare di due fatti eclatanti che inanellano l’onor di Quarrata, Comune con giunta in ciabatte dell’Anpi e una visione del mondo di straordinaria apertura universalistica.

Quello di cui vi sto per parlare – e chiedo scusa ai ben-pensanti della procura che tutelano l’onore e il decoro della classe dirigente (al massacro di marca catto-rossoide) – è, in metafora, un bel girone della merda alla PPP. Diviso in due bolge:

  1. Prima bolgia: o della soppressione della merda-zanzara, che turba il sonno e la pace di Valenzatico, con una opposizione della Lega (mi dispiace per la Sonia Pira) che fa del trapezismo come se il problema di Quarrata non fossero i Pd, il Mazzanti, i porcai degli uffici tecnici, i falsi confezionati a presa di giro, che tutti i legalitari pistoiesi (a iniziare dalla procura) fanno finta di non vedere

  2. Seconda bolgia: o della soppressione della merda dei piccioni che impesta Quarrata. Qui si è mosso addirittura il sindaco (quello più inutile della sindaca precedente che lo ha lasciato a far… nulla)

Falso d’autore numero 2. Di questi problemi non ne parla nessuno? Dov’è la procura che ha il dovere dell’azione penale?

Con un ente che si connota come una discarica quanto a illeciti d’ogni genere; che ha una giunta di resistenti dell’Anpi (resistenti, ovviamente, alla legalità: mentre il prefetto distribuisce diplomini e bandierine); un giunta che ha un assessore all’edilizia notoriamente beccato con stanzoni di chiaro abuso (Simone Niccolai); un ente che aveva un capo dei vigili pronto a multare tutti, ma non il suo sindaco, perché “Sant’Okkióne non può essere messo in discussione”; un ente che ha fatto, del territorio da difendere, una vera e propria pelle di becco lasciando chiudere tutta la viabilità risalente al 1954; un ente con consiglieri e loro familiari che si sono fatti piscine abusive e probabilmente non solo; un ente che non fa niente: il vero e unico problema di Quarrata, per il Mazzanti, è la merda di piccione.

Non vi basta questo per capire da chi avete scelto di farvi governare? Nel linguaggio plebeo dei contadini, da cui discende pure il Mazzanti di case Mazzanti a Lucciano, il verbo governare è quello adatto per indicare la concimazione del terreno. Governare gli olivi, per esempio: oggi dare il concime chimico, ma un tempo spargere merda nella formella ai piedi del tronco.

Quindi quando il Mazzanti parla della merda di piccione, nel linguaggio immaginifico di chi l’italiano lo sa bene e lo domina a dovere, davanti agli occhi passa lo spargimento di merda e concio sulla testa dei quarratini. A cui il Mazzanti sta bene, evidentemente.

Via del Casone 31, Valenzatico. Non vi sembra di scorgere dei capannoni in giro? Oggi non più? Chi li ha smontati? E perché?

A me personalmente, bastian contrario ma che non si fa prendere e menare per il naso (o per il culo) da un branco di quadrupedi incolti (con il massimo rispetto nei confronti dei semplici e degli onesti che capiscono di più, ma sono istituzionalmente disarmati dal potere costituito sempre pronto a difendere le ingiustizie di regime) tutta questa merda pare che mantenga alla perfezione un mondo di merda, allo stesso modo con cui l’olio d’oliva serve a conservare l’arista.

Se non avete capito quel che ho detto, non ci sono problemi. Potete invitarmi e sono certo che potrò tenervi una lectio magistralis alla Civetta. Mi introduce e mi presenta il Mazzanti con l’assessore all’istruzione, e io parlo per 45 minuti sull’argomento «Un mondo di merda».

Lo faccio gratis per Quarrata… «un posto dove si vive bene» disse SSG.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Per la famosa battutaccia del generale francese vedi qui


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