BREDA, BINI (PD): «MA IL GOVERNO È D’ACCORDO CON FINMECCANICA?»

L'On. Caterina Bini
L’On. Caterina Bini

ROMA. È proseguita oggi in Commissione Attività Produttive alla Camera dei deputati, l’audizione dell’amministratore delegato di Finmeccanica,  Alessandro Pansa.

Dopo la seduta del 21 gennaio scorso, nella quale Pansa aveva relazionato rispetto all’attività e alle prospettive di Finmeccanica, l’audizione si era interrotta prima che i componenti della Commissione potessero interloquire con l’amministratore delegato, ponendo le proprie domande.

L’On. Caterina Bini, che si era già iscritta a parlare, ha potuto pertanto sollecitare quest’oggi Pansa rispetto alle questioni che riguardano in particolare il futuro di AnsaldoBreda.

“Avevamo già capito che AnsaldoBreda non era in qualche modo ritenuta strategica da Finmeccanica – ha dichiarato l’On. Caterina Bini – ma oggi l’amministratore, messo di fronte a domande precise, è stato chiaro rispetto al fatto che Finmeccanica vede come unica possibilità, per il futuro di AnsaldoBreda, l’inserimento in un soggetto più ampio a livello internazionale, affermando che AnsaldoBreda non è risanabile da sola e che la sua situazione rischia di mettere a repentaglio Finmeccanica stessa.”

“Restano molti dubbi su invece come si intenda procedere a questo accorpamento, per non svendere o svalutare ulteriormente l’azienda dopo le continue dichiarazioni degli ultimi tempi. Di fronte alle mie sollecitazioni in questo senso, Pansa ha risposto che per svendere dovremmo essere in grado di dare un valore all’azienda, ma non siamo in grado di farlo; questo la dice lunga su quanto Finmeccanica tenga in considerazione AnsaldoBreda. Quali sono i riflessi che questo tipo di operazione può avere sull’azienda, sui lavoratori e sull’intero indotto produttivo?” – ha proseguito la deputata pistoiese.

“Le posizioni di Finmeccanica, espresse per bocca del suo amministratore delegato, paiono fin troppo chiare. Qual è invece la posizione del Governo? Pansa ha detto che il governo condivide, ma che comunque Finmeccanica non può fare l’interesse pubblico, ma sostanzialmente deve fare quello degli azionisti internazionali. Quindi cosa ne è della politica industriale del paese? Il ferroviario ne fa parte? Finmeccanica sembra inoltre muoversi in modo del tutto indipendente rispetto al governo, continuando di fatto la dismissioni di tutti i rami del settore civile a vantaggio di quelli militari. Il Governo è in grado di far valere i propri indirizzi rispetto a Finmeccanica oppure dobbiamo prendere atto che la partecipazione azionaria italiana non ha alcun riflesso sulla gestione aziendale di Finmeccanica? Per fare chiarezza su questi punti, ho chiesto ufficialmente al Presidente della commissione Epifani di invitare il governo a riferire su questo” ha concluso Bini.

[com. on. bini]

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