bullshits anthology. UN SACCO DI MINCHIATE A “PRISE DE CUL” E NESSUNA ISTITUZIONE CHE DÌA A CIASCUNO IL SUO SECONDO MERITO, GIUSTIZIA ED EQUITÀ. BELLA DEMOCRAZIA, RAGAZZI!

Disse Draghi: «Basta corruzione!». Rispose la sora Lella: «Ah, annàmo bbène!». Fra interviste a Repubblica e lodi sui giornali, sembrerebbe che Quarrata fosse davvero “un posto in cui si vive bene”, come affermò dinanzi alle telecamere di una tv del Berlusca il sindaco più inutile di Quarrata, la dottoressa Sabrina Sergio Gori

Puoi mandare, ai giornalisti di mezzo mondo, tutta la documentazione che vuoi sul fatto che l’ufficio tecnico di un Comune funziona “a modo suo”: nessuno ti ascolta. Ma se un sindaco sposta una panchina perché non si creino assembramenti coviddósi, ecco che si sposta perfino un giornalone come Repubblica e il mondo esulta: è salvo. È che le panchine non dànno noia a nessuno, mentre se tocchi un Comune – specie del Pd – nasce sùbito un problema: loro fanno tutto bene per definizione. Anche secondo la procura della repubblica. E quando un sindaco premia i vecchietti delle nozze d’oro alla Màgia senza indossare la mascherina? C’è sempre un comandante Bai pronto a dire che lui non c’era, lui non ha visto e – peggio ancora – lui non è tenuto a fare qualcosa. Devono fare solo i cittadini, perché il potere è il nemico della legalità: e la gente che paga le tasse e gli stipendi pubblici, deve solo “credere, obbedire e combattere”. Un grande film: La grande bellezza…

 

BADA BRAVO IL SOR MAZZANTI:

PIGLIA IN GIRO TUTTI QUANTI!

 


 

Ma lui “pòle”, ce lo garantisce il Bai, che è illuminato per definizione. Lui lo lasciano in pace sia in prefettura che in procura. Il potere dei democratici è un grosso problema, cari post-comunisti dei salotti buoni di Capalbio…

 

UNA VOLTA si diceva parlare francese come una vacca spagnola, espressione in cui la vacca era la traduzione sbagliata del termine basco, cioè abitante dei paesi baschi della Spagna.

Oggi bisogna dire – e in molti lo fanno già – parlar inglese come l’ebetino di Rignano, dove ebetino era l’appellativo simpatico che Grillo rivolgeva all’avversario mortale con cui oggi governa dragando il fondo del barile d’Italia.

Questo è un bongiorno da “Savonarola scassaminchia” per tutti: giornalisti (dai quali mi sono affrancato); prefettura (che è più cieca di una talpa); procura della repubblica (che a Pistoia – ma forse anche altrove – vede solo ciò che vuole vedere); istituzioni (tipo quella del sindaco Mazzanti, ma non è che un esempio) che della legalità e del rispetto degli elettori fanno carta igienica di bassa qualità, più o meno come quella che, quando va bene, si trova nei cessi delle stazioni; talmente crespata da sembrare vera e propria carta vetrata. Inutilizzabile.

Mi dispiace per certi giornalisti-intellettuali che, dai loro pulpiti di carta di certi uffici-stampa, con un sacco d’arie (ma tanta puzza di cacca alle spalle) mi apostrofano indicandomi come un “novello Savonarola”: che per me è una medaglia al valore ben più grande e importante dell’Ordine di Lenin di sovietica-togliàttica memoria.

Lo ammetto: do veramente noia alla noia. Ma se il mondo fosse perfetto come le colorate mise della regina Elisabetta, ci sarebbe mai bisogno di richiamare la gente al rispetto delle norme e delle regole? Troppo imperfetta la realtà, perché uno che non vuole essere schiavo debba stare zitto comunque, capoccioni!

Le panchine se ne andavano, il Bai dava ordini agli operai, il Mazzanti in disparte si faceva intervistare. Il migliore dei mondi, come nel Candido di Voltaire. Mancava solo un Pangloss a lodare il ritiro delle truppe tedesche in rotta, con il coro dell’Anpi in ciabatte

Se a Quarrata la dottoressa Sabrina Sergio Gori si offende quando la definisco – per come in effetti è stata – la sindaca più inutile; e mi querela; e vengo rinviato a giudizio per avere espresso un’opinione politica (allora viva il Duce, perché almeno, con lui, si sapeva che non era consentito aprire bocca, ma con tanta magistratura democratica, via…; più che effetto fa onco vedere certa roba): se succede questo, cosa dirà stamattina il mio ex allievo, che non ha capito nulla, Marco Okkióne Mazzanti, amato, vezzeggiato, carezzato, nutrito e allevato nel consenso generale, ma più sghembo e fuori regola di una carriola a ruota quadrata?

Se i fatti parlano da sé, vi basterà guardare queste foto e capirete senza bisogno di altre spiegazioni. Altrimenti avete dei problemi di comprendonio, amici cari…

Il Mazzanti è uno che, come tutti i comunisti del prima e del post (e a volte -eriore), le regole le fa ingozzare volentieri agli altri. Ha solo una fortuna: che essendo del partito minoritario, ma destinato ad andare sempre per la maggiore e a governare comunque, grazie alla volontà di qualche babbione ex-Pci o ex-Dc convertito all’intercultura politica radical, trova non di rado comprensione anche da parte di chi, invece, dovrebbe, secondo l’articolo 112 della Costituzione, procedere in virtù del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale.

Questo, però, tocca a Salvini: quasi mai ai Pd. E tocca ad ex giornalisti che hanno fatto abiura come il Bianchini, non alla gente di sinistra che si definisce giornalista politicamente corretto e ligio all’ossequio del podere toscano.

Marco Mazzanti. Ancora tu? Ma la mascherina non ce la avevi più? Allora gli assembramenti potevano andar bene?

Parlare fuori dei denti offende? Dispiace: ma le foto – quelle che non piacciono punto al comandante Bay-Bay – sono qui e, a meno che non si dimostri (cosa impossibile) che sono fotomontaggi e taroccature, il nostro amato sindaco quarratino toglie le panchine per evitare gli assembramenti, ma premia le coppie nella festa delle «cozze d’oro» alla Màgia in assembramento e senza mascherine.

E tutto questo nessun lo vede, né procura della repubblica di Pistoia né prefetto – prima la Zarrilli con l’allucione fuori del sandalo, e oggi Gerlando, che richiamerebbe un santo ben più famoso, patrono di Agrigento, festeggiato ieri e protettore dalla calamità naturali: San Giullannu senza ddannu, si dice…). Tanto meno se ne occupano tentando di raddrizzare i chiodi storti.

Savonarola/Bianchini, controfigura delle Cucine Scavolini, il più odiato dai pistoiesi perché non tace la verità e rompe i corbelli ai manovratori, zitto non ci sta. Succeda quello che succeda: è chiaro?

Il Mazzanti meglio farebbe a seguire puntualmente tutte le norme e le regole che gli competono: e a farle seguire ai suoi dipendenti, tutti indistintamente. Perché non di rado ognuno va per suo conto. Questo giornale è pieno di esempi (e di prove documentali) del corretto amministrare di moda a Quarrata.

Siamo a posto con il Bai: niente vede e non c’è mai

Il prefetto meglio farebbe a stare alle calcagna dei sindaci della provincia, che sono – senza offesa per nessuno – uno più baccalà dell’altro (Dagospia definisce alcuni “carciofi lessi” e nessuno rifiata).

La procura di Pistoia, invece di mettere agli arresti domiciliari la gente che da mesi la chiama a indagare e a tutelare la legalità – com’è suo dovere – sui fatti e non sulle cazzate paturniche di chi, prevaricatore, vuol fare come crede a dispetto dei santi e dei fanti, meglio farebbe a dare una mossa al volano della correttezza e della verità in provincia, un àmbito in cui se ne vede di peggio che nella discarica del Cassero.

Non solo la gente non è nata per essere schiava, ma, tutta insieme, è quel popolo in nome del quale si dovrebbe amministrare una giustizia che spesso è tutto un Palamara.

Buona giornata a ciechi, sordi & muti, che a questo punto possono abbarcare le fascine in piazza della Signoria per arrostire il Savonarola che ha parlato.

Dagli arresti domiciliari, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

Le vedete o no? Devono restare aperte. E se son chiuse devono essere riaperte. Ma sarete duri, tutti quanti?

Vicinali/interpoderali:

liberàtele perbacco!

 

Se lo mettano in testa il Mazzanti e tutto lo staff tecnico e  democratico coordinato dal Gelli e dal Bai: le strade interpoderali/vicinali devono restare aperte.
Se loro non lo sanno, che stùdino. Che se lo facciano spiegare dai loro Segretari Generali super-dirigenti super-pagati da noi cittadini.
Non basta essere nipoti di Bergoglio o cugini del Duca della Corgna sul Trasimeno, per essere intelligenti e onniscienti; o saper cucinare alla perfezione le “fregnacce all’abruzzese” come avrebbero fatto il cardinale di Mazzarino e Ignazio Silone.
Tantomeno è sufficiente la tessera del Pd e la presenza al Parco Verde degli Olmi a riscuotere le pizze.

 


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email