BUON NATALE, CARI LETTORI!

Il viso familiare di Babbo Natale
Il viso familiare di Babbo Natale

PISTOIA. Sarà un buon Natale perché il relativismo culturale, come ogni altra forma di violenza travestita da tolleranza, ha i giorni contati.

È come se una persona tentasse di annegarsi con le proprie mani: finirebbe sempre per tornare a galla riempiendosi i polmoni d’aria, ovvero l’elemento indispensabile di cui ognuno di noi non può fare a meno.

Vi auguriamo un buon Natale, cari lettori, amici più o meno conosciuti a cui confidiamo i nostri più profondi pensieri, e vi auguriamo di trascorrerlo serenamente, in famiglia, col babbo e la mamma, con i fratelli e le sorelle, con i figli e i nipoti e gli zii e i nonni. Vi auguriamo un Natale terso proprio come il cielo che potete ammirare fuori dalle vostre finestre.

Qualche nuvola, ma principalmente sole che scalda la nostra, la vostra anima. E il nostro e il vostro sole, in questo periodo, si chiama, lo ripetiamo, Natale in famiglia. Sono due concetti assai difficili da spiegare in questi tempi ammorbati dal multiculturalismo (che, a differenza della multiculturalità, è un’ideologia), dal relativismo culturale e religioso, che ci porta ad annientare noi stessi nella speranza d’essere accettati da chi si presenta con arroganza alla nostra porta.

Assurdo, vero? Ma tant’è. E tutti sappiamo che è così, che questa realtà malata andrà prima o poi curata, ristabilendo l’originale che la storia ci ha assegnato durante il corso degli anni nei millenni. La difficoltà in tutto questo sta nel ritrovare la retta via nonostante la nostra coscienza collettiva sia anestetizzata dal buonismo e dal politicamente corretto.

Se parliamo di Natale, di presepe, di recita natalizia, di Adeste, fideles, insomma di ciò che siamo e quindi della nostra cultura, spuntano gli autoproclamati tutori delle culture diverse che straparlano di rispetto per un generico “altro”, dimenticandosi volutamente e aprioristicamente del rispetto che, innanzitutto, noi dobbiamo a noi stessi.

I mercatini di Natale, gli ultimi che resistono, ma che per fortuna rimangono molti, vengono devastati da un figlio di Allah che vede in tutto ciò il male da combattere, la ragione della propria vita, la missione affidatagli dal dio misericordioso e iracondo. Il nostro Dio, invece, è quello che umilmente si fece uomo e si lasciò crocifiggere dalle stesse persone cui stava salvando l’anima, fino poi a risorgere.

Molte mani, ma tutte diverse, toccano la solita Terra.
Molte mani, ma tutte diverse, toccano la solita Terra.

Ed è questo il punto: le differenze che naturalmente esistono e colorano la Terra non possono essere eliminate, ed è ammissibile, ma anche giusto, che alcune di esse non possano convivere. Ognuno, insomma, deve salvaguardare le proprie caratteristiche intrinseche.

Guardatevi attorno durante la vostra cena e pranzo natalizi: vedrete un uomo e una donna accanto a voi che, alcuni anni fa, decisero di creare una nuova vita.

Se non avete ancora questa fortuna, voi stessi sarete queste persone, e allora potrete ammirare quanto fatto con vostra moglie o vostro marito. Guarderete e vi ricongiungerete, almeno in quest’occasione, con la vostra famiglia, altro termine diventato bestemmia nel tempo del Lgbt.

Tutto questo, e molto altro ancora, rappresenta la nostra civiltà, la nostra vita, il nostro passato e il nostro futuro. Non possiamo scappare dalle nostre origini, tantomeno ripudiare la nostra cultura cristiana. Altrimenti dovremmo distruggere ogni chiesa, ogni statua, ogni affresco, ogni quadro e ogni opera d’arte che racchiude in sé un pezzetto di storia italiana e che ci rende il Paese più bello del mondo.

Per cui, con sincerità e immenso orgoglio, vi auguriamo un buon Natale. Tradizionale, anche se non vi piace!

[Lorenzo Zuppini]

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