buoni & cattivi in vanni fucci’s city. DALLE PALLOTTOLE DELLA SINISTRA ALLE LUMACHE SINDACALI: STORIA DI UNA CITTÀ CHE NON HA MAI DECISO DI ESSERE O NON ESSERE, MA DI RESTARE

 

TERZO MILLENNIO E TUTTO RESTA UGUALE

L’ODIO DILAGA E IL POPOLO STA MALE:

ABBRACCI E BACI E GRAN «TI VOGLIO BENE»

MA QUALCUNO S’IMPINGUA E AGLI ALTRI PENE!


La famosissima Diocesi di Bugliano (Pisa) sembra la pala d’altare giusta per quest’Italia del Terzo Millennio Farlocco. Gente che litiga sul nulla e si autoprende in giro. Visitate il sito e rispecchiatevi nella stupidità dilagante che stiamo attraversando. Per chi è duro di comprendonio, questa Diocesi non esiste…

 

UNA MATTINA, mi son svegliato, o bella ciao… E ho trovato l’invasor.

Infatti ieri mattina qualcuno faceva circolare questo indirizzo, da raggiungere per firmare la richiesta popolare delle Dimissioni del Consigliere Comunale Galligani (Pistoia). E mi sono messo a ridere – ovviamente per non piangere; atteggiamento assai più consono alla demenza del tempo che stiamo [non] vivendo e buttiamo via a forza di rifinirci dietro alle puttanate.

Io, per ora, firmerò solo un referendum con cui si chiede la cancellazione dello stato così com’è: uno stato di merda, sorretto da ferventi democratici del cazzo, di cui non uno sta al suo posto legalmente e legittimamente; non uno svolge uno solo compito di quelli per i quali è strapagato, ma tutti sono concordi a sovvertire la Costituzione e ad andare in culo al popolo.

Quando sarà riscritta la storia, anche della famosa resistenza, di cui ci ha parlato pure l’associazione Palomar (purtroppo, o graziaddìo, noi non ci saremo!) sarà un vero pandemonio dopo la pandemia.

Per far galleggiare la cacca della verità, sempre leggera come l’ala di una farfalla spaziale da 30 tonnellate, ne vedremo/vedrete delle belle. Proverete “come sa di sale” l’inganno altrui, di quei vincitori della storia, che hanno scritto la storia da vincitori: ma solo dopo una bella smitragliata al duce e la sparizione di tutto lo sparibile (dalla cartella di Mussolini, all’oro mai ritrovato). Ricordatevi che la ricostruzione degli eventi è stata narrata con troppe contraddizioni – e poi lasciata lì, a seccare nel sottoscala.

L’istesso, diceva Totò, càpita a Pistoia; una città che non è mai uscita dalla logica fascismo/non-fascismo, perché non ha deciso di essere o non essere, ma di restare quello che era, senza mutare: l’espressione, cioè, di una micro-mentalità totalitaria che, fino alla liberazione stava da una parte e dopo la liberazione s’è spostata dall’altra.

Per tutto questo ci sono ragioni oggettive: dall’alto medioevo dei «panai», al giansenismo di Scipione De’ Ricci, ottimo rappresentante della Pistoia che divide buoni e cattivi, sommersi e salvati e quant’altro.

PCI a gocciole. Renzo Bardelli, il sindaco dell’abiura

Fin che la barca andò, e cioè fino alla abiura di Renzo Bardelli – quando il “furbacchione” capì, dal puzzo, che il mondo stava cambiando – le parti erano definite.

Poi, dopo l’intervista a Repubblica, abbiamo camminato nell’ombra e nella tenebra, con un progressivo adattamento all’idea di repubbliche conciliari e compromessi storici.

Non di rado le famiglie “di razza padrona” si sono equamente divise, nella città di Vanni, nelle due aree che contavano, Pci-Dc, e hanno così fatto il loro corso e le loro fortune.

Un corso che porta, oggi, al Pd e ai progressisti del «ritorno alla massa». Quelli alla Sassoli, per intenderci, che ci guida da Bruxelles con le chiavi del paradiso in mano come un San Pietro.

È una forma certa di nuovo comunismo massificato, slavato come la seta che ha perso il rosso e s’è fatta fucsia o rosa (quote rosa, rosatellum, rosolia, rosolio, rosolaccio, arrosolamento etc. etc.), ma comunque sempre un comunismo dal volto umano che umanamente te lo tira in culo perché può, perché porta la luce, la via, la vita come un nuovo Gesù.

Pistoia è “restata”: quella che era, perché neppure Darwin riuscirebbe a convincerci che l’evoluzione possa lavorare e cambiare il cervello rettiliano degli uomini e delle donne pistoiesi in 75 anni.

Osservo e analizzo la situazione Galligani e la posizione dei sindacati a Pistoia. E mi bastano per mettermi in condizione di estrapolare osservazioni non certo geniali, come quelle del Machiavelli sul Principe e sul potere, ma non del tutto invalide e/o stupide.

La sinistra si è scatenata come una belva contro il capogruppo FdI, bastonato a dovere in primo luogo dai suoi: un po’ instupiditi, in verità, da una acquiescenza al falso politically correct della sinistra che avanza con la prudenza e la leggerezza di un tirannosauro.

Basta con il politicamente corretto. È solo un fake

La sinistra ha di nuovo mostrato ciò che è: l’immagine diretta e concreta di un bullismo squadrista che combatte come i crociati a Gerusalemme, tranciando e trinciando tutto ciò che è a portata di mano.

Solo apparenza, però, compagni. Non c’è nessuna differenza, nella sostanza, fra la vostra reazione e le bastonate che avete preso, un tempo (non voi, sia chiaro), da quei fascisti che tanto aborriste e, oggi, additate in Galligani, un ragazzotto inadeguato che, forse, aveva bevuto a stomaco vuoto. La sinistra si è scatenata e ha sparato le sue pallottole segate a croce per entrare e fare più danno nel corpo dell’avversario.

A confronto, ma sempre rovescio di una stessa medaglia, mi càpita sott’occhio il comportamento dei sindacati di Hitachi Rail. Il loro metodo di bullizzare è una caratteristica tipica del verticismo comunista. Si chiama «silenzio olimpico» che nessun rumore può sfiorare. Ed esso mira non al fine nell’avanzata e del progresso dei lavoratori, ma all’utile che essi rappresentano, con la loro massa, per gli interessi della singola sigla.

Così, se nella massa/assembramento qualcuno si muove di più, è anche giusto che chi turba la quiete sia bastonato, perché non capisce che le «vere strategie» devono essere quelle di sparare non pallottole, ma lumache. Quieta non movere et mota sedare: non intorbidare le acque e calmare le superfici in movimento.

La regola è «consenso e non lotta». Solo che, se nel ’17 la gente di San Pietroburgo la avesse pensata così, i russi sarebbero ancora in Piazza d’Armi, dietro l’Ermitage, a distribuire volantini per rivendicare khleb dlya lyudey, pane per la gente.

Si entra e si esce solo dalla portineria principale. E si cammina pure molto

Personalmente ritengo che tutto questo sia un emerito troiaio: il Pd “comunale” tambureggia sulle stagne di latta come una volta per strada in corteo; il Pd “hitachiano” (che la maggioranza consenziente e sostenitrice delle manfellottiche decisioni sia targata Cisl, non fa alcuna differenza: la mentalità miopistica è quella di credere che più sono e più contano; e gli altri vadano a farsi fottere), quel Pd di mentalità unicistica inserisce caricatori di lumache nelle sue mitragliatrici.

Anch’io, compagni e amici, come si diceva un tempo, firmerò per l’esilio di Galligani, anche a vita. Ma solo quando, a fianco della petizione per lui, ci saranno altre petizioni popolari, volute e messe su dalla stessa sinistra pistoiese e dai suoi omologhi sindacali (Cgil-Cisl-Uil). Petizioni con cui

si chiede conto, all’Hitachi, delle decisioni assunte contro Tiziano Fabbri e Antonio Vittoria e se ne fa una questione pubblica data l’importanza dell’azienda

si chiede conto, a Bertinelli, del perché non lasciò a piedi la Tina Nuti nel famoso caso dell’assunzione della di lei figlia allo sportello del San Jacopo (a proposito: è sempre lì o ha fatto carriera?)

Lo stemma del grande Vescovo di Bugliano. Notate l’ambiguità del motto: offrirai al tuo servo un cuore docile o (se fosse un vescovo del Pd) darai al tuo servo un cuore docile, cioè lo renderai buono come un cagnolino ubriaco di politically correct che obbedisce senza discutere. A voi la scelta!

si chiede conto, al gruppo Pd, del silenzio circa i rapporti fra sindacati e Hitachi

si chiede conto, alla sinistra, di spiegare perché la storia dell’amianto in Breda sia finita sotto le rotaie su cui stazionano i treni che escono dalla verniciatura

si chiede piena trasparenza sul rinnovo dell’incarico dell’addetto stampa della Società della Salute

si chiede conto, al Pd di Pistoia, come sia andata precisamente l’ispezione per l’accertamento del rispetto delle norme della sicurezza nella sede del partito a Bonelle; un’isperzione, peraltro, sembra,  preannunciata dall’Asl

Allora e solo allora, cari democratici e democratiche di Pistoia, io firmerò tutto quello che mi si chiede. E personalmente promoverò una petizione per chiedere le dimissioni della giunta Tomasi perché, a metà mandato, non ha ancora aperto un solo cassetto e tirato fuori nemmeno un solo scheletro del Pci-Pd.

Non voglio lo scheletro di un gigantesco Golia: mi contento di quello, molto corroso, di uno di quei bambini che le monache di un tempo seppellivano, molto piamente, nel giardino del Liceo Forteguerri, a cui Pistoia è così indegnamente affezionata.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Con Napolitano, Mattarella e Conte avete attaccato la Costituzione al chiodo del bagno

La mela (morsicata) di Newton

Ogni pentola a pressione, prima o poi, se lasciata troppo sul fuoco, rischia di schiantare.
Pistoia è un vaso di Pandora a forma di pentola a pressione: dunque non può fare eccezione alla regola generale.
[da: Isaac Newton, Preludio apocrifo alle scoperte di Eulero, il fisico che andava dritto sul suo sentiero, 1715]

Una cosa che la sinistra aborre è la satira. Non sa come fare a rispondere, non ce la fa…


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