BUONI CON GLI IMMIGRATI, MA NON IN BUONA FEDE

Italiani brava gente, ma sempre ambigui, incoerenti e inaffidabili
Ambulante in spiaggia con la sua merce
Ambulante in spiaggia con la sua merce

SAPENDO bene che ogni giorno ha la sua croce, che ognuno ha le proprie buone ragioni per fare e dire ciò che fa o dice e quindi che le risposte ai quesiti in calce potrebbero essere tutto e il contrario di tutto, è il caso di affrontare il tema spinoso dell’immigrazione selvaggia cui è sottoposta l’Italia.

Sono anni duri, non c’è quasi più alcuna certezza a fronte di periodi in cui molte cose erano certe: parlo di cose di natura economica come stipendi, diritti acquisiti, pensione, sanità gratuita, istruzione gratuita e obbligatoria e altre di tipo etico come il primato della religione cattolica o l’inviolabilità del concetto di matrimonio rigorosamente eterosessuale.

I nervi sono a fior di pelle, la mancanza di riferimenti certi destabilizza i piccini ma anche i grandi. Chi è destabilizzato è indebolito, ha minori difese, minore reattività.

Più o meno all’improvviso ci rendiamo conto di avere intorno una massa di umanità dolente, che chiede con voce sommessa un euro, cinquanta centesimi, una moneta, offrendo merce scadente di cui le nostre case sono già piene, di cui non sappiamo che fare e che infine ci infastidisce e basta.

Non sono più i quattro o cinque per città, i dieci in tutto da Forte dei Marmi a Fiumetto, sono una marea. Un fiume di pelle scura che ciabatta da un angolo all’altro degli spazi che abitiamo, alla ricerca di un modo per vivere.

Fra la gente
Fra la gente

Molti commettono reati non fosse altro vendendo merce contraffatta, molti sopravvivono alla meno peggio e riescono a inviare soldi in Africa alle famiglie (per esempio secondo i dati della Banca d’Italia nel 2011 dalla Provincia di Parma sono stati inviati nel mondo 47,889 milioni di euro, di cui fanno parte anche le entrate da lavoro regolare senza tra l’altro avvertire la crisi: la crescita è del 3,79% rispetto ai 46,142 milioni dell’anno precedente; fonte la Gazzetta di Parma).

Essendo chiaro che non può essere ascritto a colpa dei singoli migranti il voler sfuggire ad una vita di stenti e di dolore, occorrono due domande:

  • 1) Perché le cinesi che offrivano massaggi sulla spiaggia (cioè massaggi veri, eseguiti sulle brande sotto l’ombrellone) sono state allontanate e messe fuori legge le loro prestazioni, mentre i venditori di pelletteria (falsi Prada, Gucci, Chanel, Vuitton etc.) sono tollerati?
  • 2) Noi, le forze dell’ordine, le amministrazioni locali, le Regioni, il Governo, che facciamo?

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5 thoughts on “BUONI CON GLI IMMIGRATI, MA NON IN BUONA FEDE

  1. Questo articolo ci sconvolge, ci lascia allibiti.

    Ma come !?
    Sono anni, decenni ormai, che tutto – o quasi – il mondo dei media ci vuole inculcare nella mente che il sistema capitalistico è il miglior sistema sociale possibile, dove la civiltà raggiunge altissime vette, dove finalmente il “bene”, che ha trionfato sul “male”, ha portato e porterà pace, lavoro, giustizia sociale, gioia, serenità, ecc. ecc. in tutto il mondo e che tutta l’Umanità ne può e ne potrà godere, senza alcuna esclusione.

    Allora non è vero. Allora è tutto un inganno. Sono tutti – o quasi – dei ciarlatani prezzolati.
    E tutto il luccichio dal quale siamo tutti – o quasi – inebriati e abbacinati è soltanto il riflesso di tanti specchietti per allodole.
    Fuori metafora, la realtà è dunque diversa e cominciamo tutti a rendercene conto, magari con tempi diversi e a seconda del grado di sviluppo della nostra coscienza.

    Non sarà mica necessario rivedere un po’ come stanno le cose veramente !? E magari cominciare a prendersela non con gli immigrati o i derelitti. Ma con questo sommamente iniquo e dunque indecente sistema sociale fondato sulla “dittatura” del capitale, con i suoi chierici e i suoi servitori. Che avendo maturato una profonda crisi probabilmente irreversibile, non ha più niente da dare, ma solo da prendere alla stragrande maggioranza delle persone.

    Alla luce di quanto sopra scritto, le due domande finali con le quali si chiude l’articolo ci appaiono francamente misere e vuote di significato.

  2. Interloquiamo di buon grado con pistoia rossa che avrà anche un nome e un cognome e la prossima volta lo può mettere che a noi fa solo piacere, per dire che il capitalismo in Italia non c’è , i capitalisti se ne sono andati, screditati e segnati a dito da quelli che hanno la verità in tasca e sono campioni della morale. Qui c’è della miseria ed i nostri quesiti finali intendevano capire perché si lasci che altri dividano la nostra miseria con noi.

    1. Crediamo che sia più importante il concetto, il contenuto dell’articolo o del commento che non chi ne sia l’autore. Tantevvero che molte volte vengono usati pseudonimi o nomi di comodo.
      In questo caso specifico la firma PISTOIAROSSA vuol essere un riferimento ad un blog nato da poco e gestito in maniera collettiva.
      Dobbiamo dire che se l’articolo ci aveva lasciati “sconvolti” e “allibiti”, termini usati chiaramente in maniera iperbolica, la replica ci lascia veramente stupiti e sbigottiti.
      Si afferma che “Il capitalismo in Italia non c’è”. E le grandi banche, i grandi gruppi finanziari, le grandi assicurazioni, che detengono il grosso del debito pubblico italiano e dal quale ricavano decine e decine di miliardi di interessi annui, cosa rappresentano se non il capitalismo speculativo.
      E se i Marchionne se ne vanno dobbiamo rimpiangerli? La FIAT ha depredato per anni gli italiani privatizzando gli utili e socializzando le perdite. Una pratica peraltro molto diffusa, specialmente in Italia.
      E la miseria che viene evocata è piovuta dal cielo, come un destino cinico e baro, o è il risultato della perversione di questo sistema sociale e del suo inarrestabile declino?

      1. Pratica diffusissima, convengo, quella di intascarsi gli utili e socializzare le perdite ed in contrasto ideologico e pratico con qualsiasi capitalismo reale ed effettivo; caratteristica principale, invece, ed icona di un prodotto tipicamente locale: Il Capitalismo Protetto ed Assistito, inaugurato dall’Ing. DeBenedetti tessera n° 1 del PD.

  3. Siamo un paese di cattolici no? Una cosa sono le cinesi che mettono le loro mani sulle deboli carni di noi peccatori, ed un’altra i venditori di merce contraffatta, che di fatto derubano ricche multinazionali piene di denaro sterco del demonio.

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