business e coop. QUANDO LA DISCRIMINAZIONE È PAGATA

 

Scuola media di Montemurlo

PIANA. Se avete visitato il museo degli Uffizi, avrete notato che alcune opere d’arte su tela hanno la riproduzione in rilievo per i “non vedenti” una sorta di percorso al buio , mentre se visitate le colline a noi prossime, potrete trovare le “ippovie” (oltre 300 km!) che – lo dice la parola – sono le strade per i cavalli, pensate entrambe da lungimiranti e scrupolosi politici per pochi ricchi.

Due nobilissimi progetti che sicuramente attestano la maturità e coscienza civile della nostra società, ma che sono costati molte centinaia di migliaia di euro impegnati per pochi: si proviamo a considerare quante barriere architettoniche in città – a vantaggio di molti – si sarebbero eliminate con gli impieghi economici di tali prestigiosi progetti. Forse l’analisi costi/benefici, avrebbe indotto a rivedere i progetti con maggiore oculatezza e autentica lungimiranza in vantaggio dei più numerosi.

Iniziative che, sia chiaro, piacciono solo a una certa parte politica e, non importa che si precisi qual è. Chi scrive ritiene che tali progetti, enunciati solo in due esempi per casi volti alla tutela dei disabili e sviluppo del turismo siano delle iniziative di nicchia, per una parte “privilegiata” dei disabili e degli ancora minori facoltosi villeggianti (cavalcanti).

Torneremo ai ceci secchi?

Ma ecco che vari Comuni della piana hanno avuto la brillante idea di un nuovo progetto che con soli (!) 30.000, permetterà di “promuovere azioni volte a contrastare ostacoli sociali culturali garantendo pari opportunità di accesso e promuovendo il riconoscimento reciproco dell’identità culturale quale fondamento di una cittadinanza plurale”.

Il nome ha il sapore dell’acqua fresca “Spryng” e noi siamo davvero curiosi di vedere l’effetto che fa, come diceva la celebre canzone di Enzo Jannacci, vista la vaghezza e aleatorietà della prescrizione di bando.

Vogliamo capire bene: il progetto giova ai ragazzi delle scuole destinatarie o ai molto efficienti affidatari del bando, tra i quali, siamo sicuri, troveremo i soliti noti di qualche cooperativa de nojantri e cioè di colore complementare al verde?

Dice il bando che “le attività formative… devono essere svolte (anche) da insegnanti delle scuole secondarie (medie e superiori) che abbiano conseguito una formazione documentata sui temi dell’integrazione, della promozione dei diritti di cittadinanza, sulla lotta agli stereotipi e pregiudizi”. Tanta roba – aggiungiamo – e soprattutto molto generalizzata e soggettiva nella sua parte cifrata.

Il sindaco di Montemurlo Lorenzini, a destra con gli omoghi di Montale e Agliana  protagonisti del progetto

Sarà altresì interessante capire quali saranno i criteri scriminanti utili a contrastare i perniciosi “stereotipi e pregiudizi” che – lo diciamo a scanso di equivoci – anche noi aborriamo fortemente.

Se, per esempio, un giovane allievo si rifiutasse di voler vedere lo spettacolo pro genderfa’afafine” o si dichiarasse perplesso del fatto che Vendola ha tolto un bel bambino alla sua madre naturale a colpi di biglietti da 500 euro, che succede: il ragazzo viene psicanalizzato e/o indagato? La famiglia viene inquisita dalla Direzione scolastica? Il Comune aprirà un fascicolo per istruire la pratica per l’osservazione dei pericolosi “discriminatoori”, affidandola agli assistenti sociali?

Se l’allievo invece, si dichiarasse indignato per aver visto dei neri (immigrati economici) a spacciare fuori dal cortile scolastico, verrà diffidato da non fare discriminazione razziale e tollerare civilmente, tirando innanzi? O forse, verrà mandato a fare un percorso di “riadattamento” psico-sociologico lavorando nel periodo estivo alla pizzeria del “Rifugiato” di Don Biancalani?

Non vogliamo immaginare a che sorta di percorso rieducativo sarà destinato (sa di polpot, ma questo è il climax!) se riferirà di essere andato ad ascoltare la testimone pro life Gianna Jessen e, per questo, di essersi riconosciuto drammaticamente turbato per il genocidio di bambini che viene giornalmente svolto in ogni parte del mondo.

E se l’oggetto delle inquietudini del nostro sciagurato allievo, fosse una naturale inquietudine per la presenza di coetanei rom a fare elemosina agli angoli delle strade, allora è ragionevole sospettare che la misura rieducativa potrebbe essere ancora più severa arrivando forse a qualche punizione corporale, certamente approvata dal pensiero politically correct che – perché no – potrebbe rimettere in auge la punizione deamicisiana di stare in ginocchio sui ceci secchi un paio d’ore.

Il bus delle libertà contestato dalla lobby Lgbt ovunque vada

Mai e poi mai, succeda che un allievo riferisca di essere stato portato dai genitori a una manifestazione del “Bus delle Libertà” di citizengo: non possiamo immaginarsi gli esiti delle misure di rieducazione e correzione che sarebbbero impartite, viste le notizie provenienti da Reggio Calabria.

Insomma, qualcuno del Comune di Montemurlo potrà meglio indicare quali saranno i criteri di valutazione per la formazione convenzionale dei docenti che saranno assegnatari di queste sensibili funzioni di controllo e correzione? La Dott.ssa Alina Giusti responsabile del bando e che abbiamo intervistato per i necessari chiarimenti ci ha confermato le nostre preoccupazioni: non esiste nessun disciplinare atto a definire con quali criteri approcciare a una corretta vautazione delle discriminazioni e quindi, potrebbero verificarsi anche paradossali situazioni di fraintendimenti alla gestione più rispettosa del pensiero main stream (de nojantri). Vedremo: il bando scade tra due giorni.

[Alessandro Romiti]

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