buvette. LISCIA, GASATA O ANCORA APERTA AGLI ELETTI?

Sembra che dopo la rielezione di Betti si pensi di riaprire la stanza 13 per riprendere le simpatiche attività apprese dai nostri deputati di Roma…
I coniugi Monfardini/Mazzetti a fianco dell’assessora Neri: trinità montalese alla cena elettorale di Betti

MONTALE. Ci dicono che la Stanza 13 è chiusa da tempo. Sarebbe logico che lo fosse, ma altri smentiscono e dicono che è sempre aperta: insomma nessuno in Comune a Montale osa domandare e verificare cosa c’è dentro.

Basterebbe ispezionare il locale, aprendo la porta, sempre chiusa a chiave. Basterebbe, ma l’argomento è “off”.

Dopo la nostra segnalazione, anche chi proseguiva sfrontatamente a usare la più abusiva delle buvette, avrebbe rallentato e, comunque, avrebbe iniziato a “strisciare” il badge per escludere contestazioni nelle prolungate pause dal lavoro. Ma sembra che non sia così.

Anche  la segretaria D’Amico fu costretta prendere carta e stampante e fare una circolare inutile per specificare l’ovvio: quando si fa la pausa di lavoro, si striscia il badge, ovvia! Così anche lei si è proposta per avere svolto il suo compito di controllore, per il quale è profumatamente pagata, con oltre 100mila euro annui!

Del resto le persone che tengono chiavi della buvette, chi potrà fermarle? Appartengono, pare, alla razza padrona, sono protette dal sindacato rosso e, quando siamo in campagna elettorale, sanno bene dove andare a cena e con chi sedersi, così parlando nel linguaggio dei simboli che tutti, anche i ciechi, capiscono.

L’assessore Sandra Neri è uno di questi accostamenti simbolicamente potente: sedendosi, nel bel mezzo della coppia reale, lei e i due potenti coniugi Monfardini/Mazzetti si riflettono reciprocamente nella moltiplicazione di poteri e dei consensi (usati dal Ferdy). Sono loro la gente che “piace alla gente che piace” e sono anche – per la validità dei regolamenti comunali – “più uguali degli altri dipendenti comunali” debuvettizzati.

Ma la corrente chi la pagava…?

Chissà se anche l’AssessorA Neri ha mai gustato l’assaggio di qualche pasta e caffè alla buvette del primo piano stanza 13 e se ha preso delle iniziative di impulso per l’avvio della procedura con la commissione disciplinare, dopo  una moratoria che sembra essere stata avviata, ma solo temporaneamente perché giustificata dai fatti eclatanti.

Il Sindaco Betti rispose in Consiglio Comunale con una spaparanzata divagatoria, fuorviante e ipnotizzante, fatta di complimenti e apprezzamenti ai dipendenti del Comune (che infatti, l’hanno sostenuto nella tornata amministrativa), precisando che loro, tutti e sempre, strisciavano il badge a “prescindere”.

Bene, ma ci chiediamo: dei 50 dipendenti del Comune di Montale, quei 45 che non hanno locali pubblici per usi privati, sono “più fessi” delle cinque cigielline della buvette? Sono forse meno “uguali” di quelli che nessuno controlla o osa controllare?

Alcuni dipendenti, contattati, ci dicono, con sguardo impregnato nella sincerità, che non “…ne sanno nulla…”. Altri ci dicono che “…non salgono mai al primo piano…”; ma si lamentano, perchè alcuni cittadini – quelli non mononeuronali – gli rivolgono delle insinuazioni non simpatiche, facendo supporre che tutti (e anche loro) siano dipendenti privilegiati o irrispettosi dei regolamenti.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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