caccia. SI ALLE NUOVE REGOLE PER LA GESTIONE E TUTELA DELLA FAUNA SELVATICA

Il consiglio regionale

FIRENZE. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge che detta le nuove regole in materia di gestione e tutela della fauna selvatica. Con l’approvazione di questa proposta di legge, è stata dichiarata decaduta, e quindi non sottoposta al voto dell’aula, la proposta di legge Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio presentata dai consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti del gruppo Sì-Toscana a Sinistra.

 “Mi aspettavo qualcosa di più da questa legge, e cioè che recepisse appieno la legge 157, ma al contrario si introducono nuove restrizioni e proposte, che mettono ancora di più in crisi i cacciatori, a partire dall’introduzione dei tesserini elettronici, quando i cacciatori hanno un’età media molto alta”. Così ha esordito Roberto Salvini (gruppo Misto) in fase di dibattito, annunciando il totalmente contrario alla proposta di legge.

Salvini ha criticato il taglio dato agli Atc, che ora non tutelano più la nostra fauna autoctona e non incentivano più suo incremento attraverso zone ripopolamento e cattura e voliere a cielo aperto, né tutelano i gestori di capanni contro le schiere animaliste che fanno irruzioni. Critiche ha espresso anche sulle norme riguardo al rilascio del porto d’armi, impedendo di avvicinare i giovani alla caccia e impedendo così un contrasto alla fauna nociva per il territorio e che crea incidenti stradali.

 Secondo Luciana Bartolini (Lega), il mondo della caccia negli ultimi cinque anni è stata oggetto di vari interventi, in particolari per quel che riguarda i danni prodotti all’agricoltura dagli ungulati e alla pastorizia dai lupi, e su questo siamo ancora in emergenza. Ma nonostante questo aspetto e nonostante alcuni punti irrisolti sugli Atc, Bartolini ha definito il lavoro in commissione costruttivo e l’accoglimento di alcuni nostri emendamenti ha aiutato a risolvere alcune problematiche.

Ha poi annunciato voto favorevole sull’emendamento riguardo ai richiami vivi e sull’intera legge, nonostante che alcuni temi potevano essere affrontati meglio, come la piena trasparenza degli Atc, la partita dei danni all’agricoltura e agli allevamenti e il rilascio dei tesserini.

Voto convintamente favorevole alla proposta di legge è stato annunciato da Andrea Pieroni (Pd), che ha definito la norma tutt’altro che una mera manutenzione o un aggiornamento della legge regionale 3, bensì si tratta di un passaggio qualificante, perché recepisce l’impegno assunto nella conferenza regionale caccia del 2019.

Cacciatore durante la sciolta dei cani

Secondo Pieroni, la legge introduce una rivisitazione del riassetto istituzionale, dopo che dal 2016 la gestione della materia caccia è passata dalle Province alla Regione. La norma, inoltre, tiene conto delle modifiche morfologiche legate al paesaggio agricolo, dove aumentano le aree boscate, della contrazione del numero dei cacciatori e della grande presenza degli ungulati e delle specie predatorie e nocive. Pieroni ha sottolineato che la legge è frutto di un lavoro svolto impegnativo e accurato, che si è arricchito grazie alla paziente attività di ascolto e concertazione che ha prodotto un testo di raro equilibrio.

Di risultato davvero buono e di punto di caduta di grande equilibrio ha parlato Leonardo Marras (Pd). Non dimentichiamoci da dove si partiva — ha sottolineato; — partivano da una legge obiettivo per contrastare gli ungulati. A inizio legislatura fu un passaggio molto coraggioso, che però ha creato anche problemi, critiche, insoddisfazioni, disimpegno. Ma il lavoro dell’assessorato, che ha portato al tavolo della conferenza regionale del 2019 tutti gli attori ci ha permesso di ristabilire il giusto equilibrio e il lavoro della commissione ha migliorato il testo su diversi aspetti.

Marras, infine, ha preannunciato un atto di indirizzo che sarà presentato nelle prossime settimane perché una proposta di emendamento di Coldiretti ha posto un problema che dobbiamo affrontare, e cioè come un imprenditore agricolo possa partecipare direttamente al contrasto dei predatori.

 Non c’è equilibrio nella regolamentazione. Stiamo mettendo la retromarcia su una serie di punti fondamentali. È quanto dichiara Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) che elenca le criticità del testo di legge della Giunta tra cui la scelta sbagliata di togliere fondi alle polizie provinciali per darli alle Atc.

Così si assesta un colpo grave alla capacità di controllo del territorio che deve essere fatto dalle istituzioni e non dai cacciatori. Il territorio è un bene comune che appartiene a tutti afferma Fattori.

Il capogruppo illustra anche la proposta di legge a sua firma (poi considerata decaduta) e gli emendamenti al testo di maggioranza. “

Fattori e Sarti

Chiediamo che l’8 per cento dei proventi delle tasse di concessione per l’esercizio attività sia destinato agli agricoltori per ristoro e prevenzione non cruenta. I fondi pubblici dovrebbero essere destinati per finalità pubbliche, spiega. Sul testo della Giunta, Fattori è chiaro: C’è una incoerenza di fondo. Si vuole abbellire risorse che vengono dati a fondo perduto ad associazioni venatorie. Al contrario noi proponiamo di destinarle agli agricoltori che ne hanno maggiormente bisogno”. “Si tratta di un regalo elettorale ai cacciatori. Non si può pensare che siano la soluzione al problema dell’esubero degli ungulati perché le loro pratiche aumentano il tasso riproduttivo. Bisogna adottare un approccio scientifico. La riduzione si registra adottando interventi di mitigazione e, dove necessario, anche di cattura ma non con la caccia prosegue dichiarandosi fortemente contrario al disegno di legge. Si tratta – conclude – di libero sparo in un territorio regionale non regolamentato, persino nelle aree protette.

Il tema è estremamente delicato, divide le coscienze e le posizioni. Capisco le considerazioni di Fattori ed è vero che c’è la diminuzione dal 10 al 5 per cento delle risorse alla polizia provinciale ma non significa che sia un libero tutti afferma l’assessore regionale Marco Remaschi, che spiega: Proprio per velocizzare gli interventi sotto il controllo istituzionale la Giunta, con provvedimenti specifici, ha inserito anche una norma di carattere finanziario che assegna 2milioni anche per le nuove assunzioni. La proposta – continua – è frutto di un lavoro lungo che ha tenuto conto di tutte le sensibilità in campo. Il testo della Giunta è stato poi arricchito dalla commissione con nuove indicazioni. Non potremo mai trovare il parere favorevole di tutti ma certo il testo è il resoconto di un grande lavoro e non è il punto di arrivo ma di inizio, conclude.

 Annuncia di non poter votare a favore, anche se a malincuore la consigliera Serena Spinelli (Gruppo misto). Non ho mai avuto un atteggiamento pregiudiziale sul tema, ma mi aspettavo un approccio diverso: o non fare nulla o operare a seguito di una analisi seria sugli Atc. Ci sono realtà che funzionano molto bene e altre in cui si poteva fare di più, spiega citando anche emendamenti proposti in commissione ma non passati.

A detta di Spinelli nel testo viene meno l’equilibrio e cita criticità: sono rimaste inascoltate le richieste del mondo ambientalista che francamente non mi sembravano eccessive o di buon senso, si tende ad una eccessiva deregolamentazione e i cacciatori potranno operare in via ordinaria anche sulle aree protette, si sostituisce una commissione di tipo consultivo con un comitato scientifico di nomina politica con il rischio di non avere più un organo terzo e imparziale.

Marco Niccolai

Appoggio convinto alla proposta arriva da Stefano Scaramelli (Italia Viva): è un testo condiviso con il territorio che tiene conto delle tante istanze raccolte in questi anni. La caccia è un valore aggiunto identitario e culturale della nostra regione, spiega.

La discussione di oggi è il punto di approdo del lavoro fatto. Le modifiche sono il tagliando che offre la possibilità di affrontare meglio le tematiche in campo e che riguardano la disciplina venatoria ma anche la gestione corretta della fauna nel nostro territorio dichiara Marco Niccolai (Pd). Il tema deve essere affrontato in modo pragmatico. Riguarda tutti i cittadini e servono tutte le componenti per evitare conflitti nei territori.

 La proposta di legge della Giunta presenta molte criticità, quella presentata da Sì-Toscana, invece, è più equilibrata, al contrario di quanto viene detto in aula. Lo afferma Irene Galletti (M5S), che sottolinea un problema di impostazione nella legge, che persevera con metodi e modalità e interventi di ristoro che sono identici agli anni passati. Gli agricoltori non vogliono essere ristorati, ma vogliono che i danni non ci siano. Secondo Galletti, è sbagliato utilizzare la caccia come unico strumento di contrasto agli ungulati. Riguardo agli Atc, ha affermato che alcune lavorano bene, ma altre hanno avuto gestioni discutibili.

Galletti ha anche lamentato il fatto che quando si parla di caccia non si affronta mai il problema della convivenza con le attività turistiche e l’attività di raccolta nei boschi.

[regione toscana]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email