calcio & storie. SIMONE CIMINELLI: PER ASPERA AD ASTRA

Simone Ciminelli intervistato da Gianluca Barni

PISTOIA. Simone Ciminelli o Simone Orangeblue, da profilo Facebook, o ancora Santamaria, lo pseudonimo affibbiatogli nel film “pistoiese” di Leonardo Pieraccioni, “Ti amo in tutte le lingue del mondo”, ha alle spalle una storia complessa o semplice, a seconda dei punti di vista.

Una storia di vita o di vite vissute, più di una, in poco tempo. Quello che interessa a noi è l’aspetto sportivo, più precisamente calcistico, di quest’uomo – sempiterno ragazzo – che il prossimo 18 agosto spegnerà 27 candeline.

Da sempre appassionato di pallone, con nel cuore Pistoiese e Milan, l’arancione e il rossonero, portiere e ultrà oggi calciatore e preparatore dei portieri amatoriale, non poteva che essere nato in una data speciale: il 18 agosto (1943), per gli amanti del football, è il giorno di nascita di Gianni Rivera e Roberto Rosato, due miti indiscussi per classe, stile, eleganza.

Simone, simpatico anche per la sua esuberanza, vive per il pallone e sta tentando di farne l’ennesima esistenza: oltre a calcare i campetti, a 11 e a 5, ad allenare, a vedere partite su partite, collabora con una tivù privata toscana. Insomma, prova anche a parlarne, di sfera (o sfere).

Simone, terzo da sinistra accosciato, con la Pistoiese femminile

La scorsa primavera – estate fu contattato dal neonato Calcio Femminile Pistoiese 2016 per ricoprire il ruolo del preparatore dei portieri. Incarico che ha svolto al meglio delle proprie possibilità, dando l’anima per passione, 99,9%, e qualche spicciolo, sempre prezioso, per comprarsi un gelato (si sarebbe detto un tempo).

Poi all’improvviso, un sms con cui gli è stata comunicata la fine del rapporto. I rapporti interpersonali al tempo della tecnologia.

Certo, non l’ha presa bene. Ha sofferto, forse anche pianto (non lo confesserebbe mai), ha chiesto spiegazioni, ha tentato di reagire, da atleta, da sportivo vero. Non si capacitava del perché della scelta, ma tant’è: ha saputo, in fretta, metabolizzare il dolore e crescere, perché dalle esperienze negative si cresce, in qualche modo.

Ne ha capito, certamente, di più sul suo mondo, su quello che ha sempre ritenuto e ritiene il suo mondo: lo sport, il calcio. Ha compreso meglio. Infine, ha vinto tutti di cortesia. Il suo successo più bello, più grande.

“Ci sono rimasto male, non lo nego, soprattutto per le modalità. Detto questo, ringrazio la Pistoiese femminile per l’opportunità che mi ha dato: spero che l’esperienza maturata possa essere utile a qualche altra società. Ho voglia, tanta voglia di tornare sul campo ad aiutare gli altri.

Simone, portiere innamorato del pallone

A condividere gioie, delusioni, emozioni. Un grazie, immenso, allo staff tecnico, dall’allenatore Nicola Martinelli al suo assistente Giovanni Filippi, per finire alla preparatrice atletica, Elena Citti: persone serie e competenti. Un grazie ai portieri arancioni, di avermi ‘sopportato’ e supportato. A Matilda Pucitta, giunta a giocare le prime gare con la rappresentativa grazie al lavoro svolto con me e al Versilia; a Francesca Taschini, arrivata tra ottobre e novembre, capace di giocare titolare con disinvoltura, sempre presente agli allenamenti, con tanta volontà d’imparare.

Complimenti a Elisa Menchetti per i numerosi gol e l’affermazione al Torneo delle Regioni con la selezione toscana. Menchetti e Carradori, calciatrici da categoria superiore. Ma un grazie a tutte le altre giocatrici: doveroso”.

Un’uscita di scena, pubblica, che fa bene al calcio, al suo sport. Nella vita bisogna saper perdere per arrivare a vincere. Tra chi non lo imparerà mai e Simone – Orangeblue – Santamaria scegliamo questi ultimi, quest’ultimo. Una storia, tante storie. Dignitose.

[Gianluca Barni]

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