CANDEGLIA. UNO SCEMPIO CHE DETURPA LO SKYLINE DI PISTOIA

Skyline da Candeglia
Skyline di Pistoia da Candeglia

PISTOIA. Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Direttore,
da fedele lettore della sua testata, che riconosco come la più libera tra i mezzi d’informazione cittadini se non addirittura nazionali (da “Linee Future” sappiamo di sentenze che altri ignorano bellamente di portare a conoscenza della gente per proteggere i “soliti indifendibili noti”), vorrei porle all’attenzione un grave scempio che si sta attuando, in silenzio, come spesso accade nella nostra Pistoia. Protagonista la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; co-protagonisti il Comune di Pistoia e gli operatori della telefonia mobile (in primis Telecom Italia). Vengo alla storia, che lei stesso e i lettori del suo giornale on line potranno giudicare.

Qualche anno fa, intervistato dal telegiornale regionale toscano (il Tgr 3), l’eccellente Antonio Paolucci, conosciuto e stimato storico dell’arte a livello internazionale, già ministro dei Beni Culturali e soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, attualmente direttore dei Musei Vaticani, parlando della città di Pistoia elogiò, come sua espressione massima, lo “skyline”, il profilo del panorama, perché giungendo dall’autostrada A11, la Firenze-Mare, si possono distinguere la suggestiva Piazza del Duomo, con le sagome del Campanile e del Battistero, e le splendide colline e montagne.

La chiesa di San Pietro e Paolo
La chiesa di San Pietro e Paolo a Candeglia

“Certo – aggiunse a ragion veduta – tutto ciò fu ‘sporcato’ a suo tempo dalla realizzazione del quartiere delle Fornaci, che niente c’entrava, per l’altezza dei suoi edifici, col resto delle abitazioni e dei palazzi cittadini”.

Un’annotazione perfetta, crediamo sottoscritta dagli “sciagurati” che vi si sono trovati ad alloggiare e almeno dal 99,9% dei pistoiesi e di tutti coloro che si trovano a transitare o visitare la città di Giano. Poi, visto che non c’è mai fine al peggio, ecco la costruzione dell’Ospedale San Jacopo nell’ex Campo di Volo, ovvero passando dall’autostrada un altro pugno in un occhio, l’ennesimo dato a una città tra le più incantevoli della Toscana.

Tra le zone paesaggistiche più belle di Pistoia, da sempre si cita quella di Sant’Alessio-Candeglia. Particolare perché dista soltanto 5 chilometri da piazza del Duomo, ma è già campagna, coltivata a vigneti e oliveti, che pian piano sfuma nei primi dolci declivi. Basti pensare che un tempo gli uffici tecnici dell’amministrazione comunale stavano ben attenti a far costruire ville e villini lungo le strade e stradine che la percorrono, proprio per non comprometterne il paesaggio.

A chi negli anni ha chiesto di poter realizzare delle modifiche rispetto al progetto originario delle case, è stato avanzato un fermo e rigoroso diniego: guai ad aumentare di qualche metro in altezza il volume delle dimore, perché avrebbero sciupato la bellezza del paesaggio. La decisione finale spettava sempre alla Soprintendenza, che aveva un no per tutti.

Candeglia. Bellezze che nascono come funghi
Candeglia. Bellezze che nascono come funghi

Alla luce di questa forse eccessiva fermezza (ci sono altezze e altezze), come giudicare quel che si sta impiantando adesso? Realizzato in fretta e furia, ecco in prossimità della chiesa di San Pietro e Paolo, meglio conosciuta come quella di Candeglia, che fa parte della Diocesi di Pistoia e di cui si hanno notizie sin dal lontano 973 dopo Cristo, quindi bene storico e culturale di notevole rilievo di cui non si può sfiorare neppure una pietra senza il placet della già citata Soprintendenza, un enorme orribile invasivo traliccio della telefonia mobile che si appresta a ospitare un’infinità di antenne per la gioia e la salute dei residenti.

Ma al di là della felicità degli stessi, che sono parte in causa logicamente interessati, la “strage estetica” che si sta mettendo in opera è ai danni dell’intera Pistoia visto che quell’altissimo pilone va a “escludere d’ogni dove il guardo”, mi si consenta il passaggio poetico, dal profilo di colline e montagne, deturpando il paesaggio.

Sorge spontanea la domanda: chi è a capo della Soprintendenza, sa? E se conosce la pratica, alla luce delle decisioni passate, come ha potuto dare il proprio parere favorevole? Non era nelle sue giornate di vena? Ecco, ci ripensi: non commetta uno sbaglio sesquipedale, quel che è un autentico delitto.

Agli abitanti della zona in questione, un suggerimento: raccolgano firme non contro il Comune, da sempre favorevole all’installazione di simili antenne; le raccolgano per far dimettere dal proprio incarico chi ha commesso un simile errore. Perché in questo caso, trattasi di brutte, bruttissime arti.

Firmato: un suo affezionato lettore
(che intende restare deliberatamente anonimo
perché nella piccola e tranquilla e silenziosa Pistoia
le vendette impunite sono all’ordine del giorno)

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2 thoughts on “CANDEGLIA. UNO SCEMPIO CHE DETURPA LO SKYLINE DI PISTOIA

  1. Caro concittadino: anche io ho visto lo scempio. Fa davvero schifo. Però due cose:
    – il ripetitore è stato messo su un terreno privato, quindi concesso da un nostro concittadino, che ha venduto la bellezza del paesaggio che lui abita e frequenta per i soliti soldi, che non puzzano mai
    – mi spiace dirlo, ma fino a che le cose non vengono scritte con nome e cognome niente cambierà mai. Si resta poi prigionieri delle mezze denuncie, che, da un punto di vista legale non sortiscono effetti. Si alimenta l’omertà e si resta prigionieri della paura. Ne più ne meno che come ad Orune o a Gela

    E se facessimo invece un bell’esposto in procura con tanto di firme? Se voi abitanti di Sant’Alessio lo fate sono sicuro che ci saranno le firme anche di molti altri cittadini: io per primo.
    Massimo Scalas

  2. Concordo con quanto ha detto Massimo Scalas e se ci sarà la raccolta firmerò anch’io, pur non residente in zona. Fermo restando, e ne ho già esperienza, (il mega ripetitore che sta al margine della Stazione di Servizio Agip alla fine di Via Macallé, appena dietro Via Nazario Sauro), che spesso raccogliere anche tante firme non serve a niente.
    Piero Giovannelli

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