CAPAREZZA, IL RAPPER DI MOLFETTA

Michele Salvemini, Caparezza
Michele Salvemini, Caparezza

PRATO. Con lui si va sul sicuro. Caparezza è ormai un’istituzione e nemmeno piazza del Duomo di Prato, giovedì prossimo, 3 settembre, potrà sottrarsi dalla logica del profeta di Molfetta.

Michele Salvemini del resto, questo il suo nome all’anagrafe pugliese da 42 anni, almeno il 9 ottobre, lo spazio, la fama, la simpatia e uno stuolo agguerrito di fans se l’è guadagnati sul campo, sul palco, ma anche in sala di registrazione, dove ha messo a punto delle fantastiche ballate, al limite della comprensione immediata.

Il suo secondo album, Verità supposte, è quello nel quale, dopo aver abbandonato il suo primo pseudonimo, Mikimix ed essersi ancora una volta battezzato con Caparezza (testa riccia, a Molfetta, ma anche a Lambrate, pensandoci bene), si pone all’attenzione generale, sfornando quattro singoli, contenuti nella raccolta, che fanno prestissimo il giro della penisola, soprattutto Fuori dal tunnel e Jodellavitanonhocapitouncazzo.

Il terzo Cd partorito una decina d’anni fa è quello che lo consacra definitivamente, Habemus Capa, dove oltre a sottolineare l’aria rap che ormai contraddistingue le sue sonorità, un po’ Zappa e un po’ Carosone, Eminem è sottinteso, decide di rinnegare pubblicamente se stesso, soprattutto il Michele Salvemini di Sanremo, quello esposto in modo esagerato alle logiche del mercato.

Con Museica – e arriviamo ai giorni vicinissimi a questi dai quali vi scriviamo – Caparezza entra nell’olimpo dei personaggi, un’aurea dalla quale, molto probabilmente, non ne uscirà più. Vivo.

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