CAPECCHI IN REGIONE? E CHI GLIELO HA FATTO FARE?

Alessandro Capecchi
Alessandro Capecchi

PISTOIA. Alessandro Capecchi risponde alle domande di “Linee future”.

– Ma chi te lo ha fatto fare?

La domanda giusta è: come non farlo?
Il momento difficile che sta attraversando il Paese, e nel Paese la Toscana, merita una risposta forte.
Chi in questi anni ha avuto più consensi, e quindi più responsabilità, non può starsene a guardare quel che succede, ma deve invece metterci le faccia – e le idee – per provare a cambiare le cose.

– Che giudizio su Enrico Rossi…?

Fortemente negativo.
Il Governatore uscente usa la Toscana e promette interventi anche a fronte della loro evidente irrealizzabilità.
Clamoroso il caso delle casse di espansione dei Laghi Primavera: la procedura di valutazione ha messo in evidenza carenze progettuali enormi, il pericolo di allagare le cantine di mezza città e un deficit di risorse importante.
E nonostante questo continua a promettere ai comitati della piana, per puro scopo elettorale, che la cassa si farà comunque.
Così facendo mette a rischio i finanziamenti che ancora ci sono e che dovrebbero essere impiegati in altre opere di mitigazione del rischio idraulico, a iniziare da un adeguato sistema di briglie in montagna e in collina per trattenere le onde di piena.

– E la sanità?

La sanità, vero centro motore del Rossi-pensiero, rappresenta il fallimento più evidente delle politiche del Presidente uscente.
Nonostante tante promesse, ci vogliono mesi per fare gli esami diagnostici, anche i più semplici, e spesso nel privato si spende meno e si riducono i tempi di attesa.
È una privatizzazione di fatto, forzata, che smentisce il Pd. Senza contare che l’operazione dei quattro nuovi ospedali, con una procedura ancora in piedi, leverà parecchi denari dalle tasche dei toscani, e a Pistoia in particolare ha causato più problemi di quelli che ha risolto.
Anche perché, avendo creato un ospedale per acuti, si sono dimenticati la sanità diffusa sul territorio!

– E sulle infrastrutture?

Pistoia è ancora Cenerentola in Toscana.
Quel che è avvenuto per la Porrettana – bloccata per mesi – è inammissibile, ma quel che più stupisce è il silenzio del nostro territorio su metropolitana di superficie e aeroporti.
Voler mettere in competizione Firenze e Pisa è puro campanilismo autolesionista. E anche il raddoppio della ferrovia verso la Valdinievole e Lucca è lontano dall’essere realizzato…

– Il vivaismo non appare in salute…

Nessuno del Pd, dopo aver promosso e sbandierato la famosa legge sul vivaismo, ha mosso un dito per proteggere il sistema dall’agenzia delle entrate, che non considerando le caratteristiche produttive del comparto ne vuole assoggettare la tassazione a valori commerciali puri.
Come anche il tema della normativa paesaggistica, che a Pistoia ha effetti vincolistici insostenibili per un settore che deve necessariamente stare al passo dei tempi.

Alessandro Capecchi con Giorgia Meloni all Breda
Capecchi con Giorgia Meloni alla Breda

– Ma poi c’è la Breda, no?

La svendita operata a favore dei giapponesi di Hitachi nasconde tante incognite e ha creato forte imbarazzo a sinistra.
Io ero davanti ai cancelli solo pochi anni fa, quando la possibile cessione fu utilizzata strumentalmente per attaccare il Governo Berlusconi, e ci sono tornato con la Meloni. Ma molti di quelli che manifestarono allora di fronte a Renzi si sono tirati indietro…
Speriamo solo che il piano industriale non uccida la capacità produttiva e progettuale del nostro stabilimento, e soprattutto che sia salvaguardato il rapporto con l’indotto del territorio.

– Sulle terme la situazione è assai complessa…

La vicenda delle Terme è indice di scarsa attenzione da parte della Regione.
Ancora non è chiaro quanto costi completare il progetto Leopoldine, mentre la gestione segna un passivo di oltre due milioni all’anno.
Senza l’apporto di capitali e idee da parte dei privati – qualificati, che prestino adeguate garanzie, meglio se locali – la situazione è destinata a scoppiare con un danno enorme per l’intero territorio.

– E del disastro-montagna, che dire?

Ritengo la montagna una risorsa irrinunciabile per il nostro territorio, ma la Toscana fino ad oggi ne è stata matrigna.
La differenza che si percepisce attraversando il Ponte alla Venturina è talmente netta che viene da chiedersi se si passi da una Regione all’altra oppure da un paese all’altro.
E questa è una situazione non più tollerabile. È necessario promuovere il territorio montano attraverso iniziative distribuite nelle quattro stagioni, valorizzando tutte le potenzialità del turismo verde e bianco.
Occorre fare attenzione al passaggio delle deleghe – e delle risorse – dalla Provincia alla Regione, e lavorare per unificare le forze, anche dal punto di vista istituzionale.

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