capitale della cultura. MA DEI ROTABILI STORICI NE VOGLIAMO PARLARE?

Rotabili storici a Pietrarsa, pagina del Mibact
Rotabili storici a Pietrarsa, pagina del Mibact

PISTOIA. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Mibact, ha comunicato che nel periodo 1-3 ottobre, sono in corso a Pietrarsa gli “Stati Generali del Turismo Sostenibile”.

Proprio stamani avrà luogo un viaggio a bordo di un treno storico dalla stazione di Napoli al Museo Nazionale ferroviario di Pietrarsa.

Oltre al ministro competente e al coordinatore nazionale degli Assessori al turismo saranno presenti i vertici della Fondazione Ferrovie dello Stato, proprietaria del museo di archeologia ferroviaria e curatrice dei viaggi sulle antiche vaporiere.

Cogliamo così l’occasione per ricordare che Pistoia ha perso parecchi treni per raggiungere risultati concreti in merito a un museo di rotabili storici, di cui si vocifera – esagerando un po’ – da almeno vent’anni.

Tra via Ciliegiole e la stazione cittadina si trovano infatti piaggiatei, ed esposte alle intemperie, carrozze e locomotive che hanno fatto la storia del trasporto su ferro, da metà Ottecento agli ultimi decenni.

Possibile che ancora non si sia stati in grado di mettere a un tavolo tutti gli interlocutori, e partorire un progetto di valorizzazione dei rotabili pistoiesi, magari proprio in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato?

Ogni anno, specie in occasione della giornata di ottobre “Porte aperte ai rotabili storici”, organizzata dall’Associazione Toscana Treni Storici-Italvapore, è possibile ascoltare, da parte delle istituzioni, tante belle parole e i migliori propositi per rendere accessibile il patrimonio ferroviario locale, certamente minore rispetto a quello di Pietrarsa, ma non per questo meno attrattivo se strutturato in una rete nazionale.

E pensare che la candidatura a capitale della cultura avrebbe dovuto stimolare i vari portatori d’interesse pistoiesi, Comune e Fondazione Caript in primis, a un salto di qualità, lavorando su obiettivi condivisi e con mentalità di ampio respiro. Superando, per intendersi, l’euforia per la tre giorni di sagra dei discorsi sotto un tendone, meglio nota come Dialoghi sull’Uomo, ma cercando collaborazioni con soggetti di livello nazionale, senza la paura di “perdere protagonismo e centralità”.

Ma… è proprio vero che «chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti».

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