CAPITALISMO BUONO O CAPITALISMO CATTIVO?

Kant & l'inceneritore di Montale
Kant & l’inceneritore di Montale

PISTOIA. Si conclude tra poche ore (vedi) presso il Conservatorio San Giovanni, il ciclo di incontri “Pensando ad Atene: riflessioni sulla democrazia contemporanea”. La lectio magistralis avrà per oggetto l’analisi filosofico-politica dei vari capitalismi nel loro rapporto col mercato e sarà tenuta dal prof. Andrea Eugenio Settimo (Settimo per esteso) Paci, l’augusta prole di Papa/Papà/ Io/ Noi/Gao Zu/Prof. Ivano Paci I, l’ illustrissimo presidente della(S)Fondazione pistoiese che da venti e più anni distribuisce, nella forma del capitalismo filantropico 2.0, milioni e milioni di euro per il benessere dei pistoiesi.

Il Prof. Andrea Paci
Il Prof. Andrea Paci

Il prof. Andrea Paci trarrà spunto dai contributi di Immanuel Kant, il precisissimo e abitudinario filosofo di Königsberg sulla cui routine quotidiana venivano regolati gli orologi dei suoi concittadini. Tuttavia, a ben vedere, pare che Andrea Paci abbia preferito, al cielo stellato e alla legge morale del padre dell’Illuminismo, la ragion pratica, così biasimata e criticata dallo stesso Kant.

Lo diciamo alla luce di una pubblicazione, finanziata, nel 2009, interamente dalla Regione Toscana, e curata anche dallo stesso Paci : “Il bisogno di decidere. Termovalorizzatori: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica”.

Si tratta di un libro a tesi promosso dall’allora assessore alla partecipazione Agostino Fragai (il padre del porcellum regionale, ripreso tale e quale da Berlusconi come legge elettorale), quello che aveva tanto rivendicato l’istituzione dei meccanismi partecipativi, ma che poi li aveva pubblicamente e clamorosamente sconfessati allorquando i medesimi meccanismi partecipativi avevano di fatto bloccato la realizzazione di un pirogassificatore (vedi approfondimento qui) nel distretto del cuoio (Comune di Castelfranco di Sotto) da parte dell’azienda in cui – pare – era stato assunto.

Alla fine tutto torna, no? Non proprio, perché se gridiamo allo scandalo per le cronache che narrano le spese pazze di alcuni gruppi consiliari regionali (cene, mutande verdi, vibratori, mucche…), non meno ci può indignare la destinazione di soldi pubblici alla propaganda inceneritorista. Risulta infatti che sul mercato il libro sia stato acquistato solo dal Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale: fatto palesemente dimostrativo di una concorrenza sleale, a danno di altri autori ed editori, assecondata dai vertici della Regione Rossi-Martini, non una marca di alcolici ma l’uno allora Presidente e l’altro Assessore. Spiegherà poi Paci stesso se il tutto rientra nel capitalismo buono o … cattivo.

Il bisogno di decidere. Termovalorizzatori: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica
Il bisogno di decidere. Termovalorizzatori: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica

Sta di fatto che l’attuale Assessore provinciale all’ambiente e a ai rifiuti sia proprio Rino Fragai, strenuo assertore del quintuplicamento della capacità inceneritoristica contenuta nell’ultimo piano interprovinciale dei rifiuti, il famoso imbroglio alla luce del sole, e fratello del finanziatore del libro propagandistico pro-inceneritori: e alla fine tutto torna davvero!

Non serve un paragone con altri libri, magari non protetti, ma che devono stare sul mercato in forza dei loro contenuti, come possono essere quelli di Edizioni Ambiente, scritti da professionisti competenti ed esperti della materia, sia perché il volume curato da Paci rimane una pura operazione di marketing, sia perché altrimenti dovremmo dare giudizi impietosi.

Il bisogno di decidere. Termovalorizzatori: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica
Il bisogno di decidere. Termovalorizzatori: dalla politica dei rifiuti al rifiuto della politica

Al di là di alcuni dati general-generici sui flussi merceologici, infatti, mancano completamente i fondamentali dell’economia, che cioè non si può continuare a vedere la gestione dei rifiuti come problema di collocamento o compensazione dei danni dell’incenerimento (che pure in un sistema ottimizzato efficiente esisterebbe, in proporzioni molto minori delle attuali e con tutt’altre premesse, essendo i rendimenti dei processi industriali non unitari) poiché il tema rifiuti rientra nella programmazione delle politiche industriali e dell’approvvigionamento delle materie prime seconde – quotate guarda caso in borsa –, programmazione che grazie al driver dell’innovazione tecnologica dei processi permetterà al capitalismo globalizzato (secondo questa Unione Europea) di sopravvivere alla volatilità dei prezzi del nostro business e alla dipendenza dagli stock tradizionali. Peccato, quindi, che chi insegna in una facoltà di economia sembri prestarsi a passare le veline degli amici di partito, rigorosamente Pd. Ma immaginiamo sicuramente che tutto ciò abbia una kantiana e inossidabile spiegazione.

Ce la forniranno, stasera, Culturidea e gli Amici di Groppoli alla scuola politica “Pensando Atene”? O dovremo aspettare un altro secolo per giungere a una qualche conclusione…?

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