«CARA SENATRICE, NON BASTA SCRIVERE… SI DEVE ANCHE RISPONDERE, QUALCHE VOLTA!»

Dura lettera aperta di Piero Giovannelli a Valeria Fedeli del Partito Democratico
La Sen. Pd Valeria Fedeli
La Sen. Pd Valeria Fedeli

Egregia Senatrice Fedeli,
continuo a ricevere e leggere le periodiche e-mail in cui Lei, di volta in volta, segnala e spiega ai cittadini-elettori i principali problemi del momento e le Sue iniziative all’interno del Senato.

Nell’ultima, ad es., ci parla di crescita e lavoro, con particolare riferimento alla condizione femminile, e compie una analisi precisa e dettagliata del problema.

Poi ci illustra i Suoi interventi in aula, elenca i documenti che ha firmato, quelli che ha appoggiato, le iniziative a cui ha partecipato, le Sue posizioni su vari avvenimenti, sui temi civili, ecc. E così in tutte le altre precedenti occasioni in cui scrive, dalle tre alle quattro volte al mese.

Tutto bello ed apprezzabile, verrebbe da dire, cara senatrice, ma non basta!

Impostato così, il lavoro, rischia solo di essere un esercizio autoreferenziale di limitata portata, un compitino da sufficienza striminzita.

Lei infatti si limita ad una mera comunicazione, ma evita accuratamente di affrontare argomenti che al P.D. in realtà possono creare imbarazzo e soprattutto evita di rispondere quando qualcuno dei Suoi lettori Le rivolge domande scomode o mette il dito in piaghe dolorose.

La fabbrica mortale dei cinesi a Prato
La fabbrica mortale dei cinesi a Prato

Il sottoscritto, ad es., in data 6/1 u.s. (oltre tre mesi fa, quindi) poco più di un mese dopo il tragico rogo che vide morire a Prato sette operai cinesi, Le rivolse precise domande ed osservazioni alle quali Lei non ha mai risposto, e tale risposta a mio avviso non era dovuta tanto a me, singolo cittadino coscientissimo del suo impalpabile peso politico, ma all’intera collettività.

Ed allora, sperando che adesso trovi il tempo per riflettere e rispondere, Le ricordo per sommi capi quanto scrissi in quella occasione, con gli eventuali aggiornamenti intervenuti.

1) che per quanto riguardava il caso degli operai cinesi morti bruciati a Prato, passato il primo momento di commozione e di dichiarazioni forti e roboanti, tutto sarebbe tornato esattamente come prima, ed è proprio ciò che è avvenuto, in attesa di una nuova eventuale tragedia. Allora, in soldoni: “Cosa intende fare davvero il P.D., ammesso che possa e voglia, contro questa situazione di sfruttamento, di sommerso, di lavoratori ridotti in schiavitù, di vera e propria “emergenza umanitaria”, e contro un sistema finora impermeabile alle leggi dello Stato, come ebbe a dire il Governatore Enrico Rossi?”

Claudio Martini, ex Presidente della Toscana
Claudio Martini, ex Presidente della Toscana

2) Perché, di fronte a questa ignobile porcheria, con forti ed indubitabili presenze mafiose, che continua tranquillamente ad avvenire sul territorio pratese, colui che per sette anni di Prato è stato sindaco, e poi per dieci anni governatore della Regione Toscana, ovvero il sig. Claudio Martini, è stato tranquillamente fatto planare nell’aula del Senato della Repubblica? E la stessa domanda, anche se le sue responsabilità sono diverse, potrei farla ora a proposito di Riccardo Nencini, che con il suo misero-miserabile 0,7-1% dei voti raccattati tra i vecchi tromboni del vecchio-nuovo P.S.I., infarcito di massoneria si è poi rifugiato all’ombra del P.D.; ciò per guadagnarsi un discutibilissimo posto in Parlamento e divenire, grazie a Matteo Renzi, addirittura viceministro.

3) Cercai poi di richiamare la Sua attenzione su alcune cose accadute tranquillamente in questo Paese di nome Italia senza che un cane abbia avuto il coraggio, la sensibilità, la decenza di elevare una benché minima protesta (ed ancora, a distanza di altri mesi, silenzio perfetto!).

a) Un mafioso assassino di nome Salvatore Riina, si è permesso, dall’interno di un carcere così detto di massima sicurezza, di telefonare indisturbatamente a chi gli pareva per preparare l’eliminazione fisica del magistrato Di Matteo. La reazione è consistita in un silenzio assordante di tutti quelli che avrebbero invece dovuto insorgere come un sol uomo di fronte a questo allucinante episodio. Stando così le cose, viene da chiedersi: chi comanda, allora? Lo Stato o la mafia? O meglio: questa è la conferma di quanto lo Stato sia infiltrato dalla mafia.

Stato e mafia trattarono...
Così fu…?

b) Un delinquente pregiudicato con sentenza ormai da tempo divenuta definitiva, e per questo faticosamente fatto decadere da senatore continua ancora, per quanto gli è possibile, a tenere in ostaggio la vita politica del Paese, ed a godere, a spese di tutti noi, della scorta che gli era un tempo dovuta in quanto Presidente del Consiglio (sic!), senza che si scateni una vera rivolta per spazzarlo via, e con un Pd totalmente inerte davanti a tutto questo, a parte un po’ di innocue chiacchiere di facciata. Anzi, nel frattempo il sig. Matteo Renzi ha tranquillamente intrapreso trattative con tale pregiudicato, dandogli una insperata vernice di Padre della Patria, ricevendolo nella sede P.D. come si potrebbe fare con qualunque persona onesta e specchiata, ed anche il Presidente della Repubblica ha voluto fare la sua parte ricevendo al Quirinale questo individuo. E taccio della vomitevole sentenza con cui il suddetto è stato “condannato” ai “Servizi Sociali” dopo avere lanciato “avvertimenti” a chi doveva intendere, minacciando una guerra in caso di condanna appena un po’ più severa. (Ma qui ammetto che, su alcuni aspetti della vicenda occorre un minimo di cautela, a livello ufficiale, per non creare conflitti e polemiche a livello di poteri dello Stato; le piazzate alla cieca, se vogliamo, possiamo lasciarle a Beppe Grillo).

Mi fermo qui, egregia Senatrice, per non ripetere fino in fondo, citando altri punti, ciò che scrissi oltre tre mesi fa.

Ma ce ne è comunque abbastanza per intavolare una discussione seria, se lo vorrà. Se invece non lo volesse e pensa che basti continuare ad inondarci di comunicati a senso unico, veda Lei.

Ancora una volta, cordiali saluti,
Piero Giovannelli

P.S.: non so ancora per quanto, tessera P.D. 9722 circolo Pistoia Ovest.

[*] – Ospite

Vedi anche: http://quarratanews.blogspot.it/2014/01/prato-i-cinesi-lo-sfruttamento-del.html

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