carbonizzati e miracolati. ORA PER BETTI & C. SPUNTA ANCHE UN PONDEROSO RICORSO AL TAR

L’Agna o Lagna? Due aspetti dell’«Incredibile e triste storia del Carbonizzo di Fognano e della sua amministrazione snaturata» (parodia di G.G. Márquez). Uno stralcio degli strani eventi, delle concordanze e dei disaccordi dei «Sei personaggi in cerca d’autore» (Betti + 5) sulle scale della Procura. E un misterioso notaio che conserva una “lettera scarlatta” simile all’egizio “Libro dei Morti”
Ne dovranno parlare i giudici amministrativi

ITALIA MIA, BENCHÉ ’L PARLAR SIA INDARNO…

[F. Petrarca, Canzone]


Carbonizzo trasparente Fa scappar tutta la gente… La parola non piace al Comune di Ferdinando Betti

 

PISTOIA-MONTALE. Forse noi di Linea Libera non sappiamo scrivere – come dicono certi Pd di Agliana e Montale, tutto insieme Mont-Ana) perché non abbiamo studiato nelle suole della miniestrA (proprio minestrA) Fedeli, la favolosa sindacalista pratese laureata alla facoltà di sociologia dell’Università di Pontelungo e Calci, ma nelle scuole post-fasciste del filosofo Gentile.

Forse non sappiamo sillabare: ma leggere, quello sì, lo sappiamo fare; e molto meglio di chi bazzica solo la materia oscura dei «troyal network», quel meraviglioso pozzonero in cui tutto e il contrario di tutto ribollono a favore degli amici/compagni o contro i propri avversari nazi-fascisti; e dove gli accoglienti oltranzisti piddìni radical-liberal-bibbiani/Capalbi danno giudizi (per esempio «giornalettismo di merda» [rutilante citazione di B. Dardanelli]) senza argomentare – del resto come potrebbero farlo se non hanno un’opportuna e calibrata rete neurale completamente sviluppata e cablata?

Riprendo dopo la digressione: non sapremo scrivere, ma sappiamo leggere. E, a tal proposito, ci vengono in mente, verso la fine dei Promessi Sposi del Manzoni – che per alcuni cervelli acculturati alla Fedeli potrebbe essere anche il proprietario del teatro di Pistoia –, le parole di Renzo:

“Ho imparato,” diceva, “a non mettermi ne’ tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c’è lì d’intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d’aver pensato quel che possa nascere.” E cent’altre cose.

Di tutto questo né Betti né i suoi fans hanno mai sentito parlare, ma – crediamo – dovranno sentirne discutere ad abundantiam (= anche in sovrappiù, per la Fedeli e i suoi accòliti) con l’ultimo regalino che gli uomini della Meridiana Immobiliare s.r.l. gli hanno fatto dopo essersi sentiti presi per il naso (se non peggio) da una certa [s]politica tirata avanti per decenni.

E il regalino consiste – si dice – in un corposo ricorso al Tar della Toscana, di cui, lettori/elettori montalesi, vogliamo offrirvi un estratto che nessun altro giornale vi offrirà mai, come noi, su un piatto d’argento.

E siccome, pur se non sappiamo scrivere, sappiamo leggere, nel caso in cui voleste sapere come possiamo permetterci certi assaggi per così dire personalizzati, vi basti un passo illuminante di Erodiano dall’Ab excessu divi Marci, 1, 13, 3:

«Ciò che da parte di nessuno dei barbari ci aspettavamo di patire, ce lo fanno quelli di casa, e quelli che beneficiasti di più, tu li hai come nemici». Come dire: Quando la barca affonda, si salvi chi può…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
The show must go on

Mettiamola sotto forma di commedia, con note di palco-oscenico…


 

Titolo (sempre citando Manzoni)

Una nuova novella montalese di Gherardo Nerucci?

DIO PERDONA TANTE COSE, PER UN’OPERA DI MISERICORDIA!

L’azione si svolge nel Comune di Montale
Personaggi e interpreti rigorosamente in ordine di apparizione:
   Ferdinando Betti, Sindaco confermato per la seconda volta a maggio 2019
   Società Meridiana Immobiliare s.r.l., vittima sacrificale del pubblico interesse
   Fiorello Nesi, padre di famiglia, venditore (con la moglie) di un terreno di 396 mq a 30mila €, padre di Massimiliano Nesi
   Stefania Nesi, madre di famiglia, venditrice (col marito) di un terreno di 396 mq a 30mila €, madre di Massimiliano Nesi
   Massimiliano Nesi, figlio dei Nesi, consigliere comunale di maggioranza della prima Giunta Betti

La lettera scarlatta è custodita qui?

Mario Muscariello, dottore e Notaio in Montemurlo
   Perla Zampini, madre di famiglia, acquirente del terreno dei Nesi a 30mila €, in regime di comunione con il marito Settimo Giancarlo Martini
   Tatiana Martini, figlia di Perla e di Settimo Giancarlo Martini, acquirente del terreno dei Nesti a 30mila €
   Alessandro Paolacci, socio di Meridiana Immobiliare s.r.l.
   Fabio Meoni, geometra, ex dipendente del Comune di Montale, negli ultimi tempi responsabile del Servizio Funzionale “Lavori pubblici – Tutela ambientale” fino al pensionamento, avvenuto nel 2014
   Mirko Meoni, geometra, figlio del suddetto Fabio Meoni, libero professionista con studio a Montale
   Lettera Scarlatta, personaggio apparentemente astratto, una “clausola” contenente «accordi privati (quali? cosa? – n.d.r.) tra lo stesso Meoni e i proprietari di cui si tratta», depositata presso un non meglio specificato Notaio (sarà ancora il Muscariello?)
   Coro composto dai membri del Consiglio Comunale di Montale

Veduta aerea del Carbonizzo [da Google Earth]

EDIFICI CHE DECOLLANO

Ma vi è di più: l’articolata ed altrimenti incomprensibile congerie di disposizioni approvata dal Comune di Montale appare orientata ad assicurare non dovuto benefìcio a favore dei proprietari della limitrofa area di atterraggi (e delle aree ACR.4 e ACR.5) a tutto danno della società Meridiana, degradata ad area di decollo e comunque privata degli indici edificatori indispensabili per la fattibilità economica dell’intervento attuativo.

L’esercizio indebito della discrezionalità amministrativa trova conferma in specifiche circostanze di cui la società Meridiana solo di recente è venuta a conoscenza e che sono state oggetto di un Esposto all’Autorità Giudiziaria finalizzato all’accertamento ed alla punizione di eventuali reati.

Fino al 06.11.2017 una porzione del terreno attualmente ricadente nella area di atterraggio “AA.1 – Fognano. Via Don. G. Verità (UTOE 1)” era di proprietà dei signori Fiorello Nesi e Stefania Nesi, genitori di Massimiliano Nesi, che all’epoca rivestiva la carica di consigliere comunale di maggioranza a sostegno del Sindaco Ferdinando Betti.

Risulta, infatti, che con atto ai rogiti del Notaio Dottor Mario Muscariello in data 06.11.2017 (rep. n. 23.195; racc. n. 12.350), registrato a Prato il 10.11.2017 al n. 12641, Serie IT, e trascritto a Pistoia il 10.11.2017 (n. 9272 Reg. Gen. e n. 6100 Reg. Part.), i signori Fiorello Nesi e Stefania Nesi hanno venduto alla signora Perla Zampini (coniugata in regime di comunione legale con il signor Settimo Giancarlo Martini) e alla figlia Tatiana Martini la piena proprietà di un “piccolo appezzamento di terreno ad uso agricolo” della superficie catastale di 396 mq. posto in Comune di Montale, località Fognano con accesso da Via Risorgimento e rappresentato catastalmente nel foglio di mappa 26, particella 1097, qualità uliveto di classe 1, reddito dominicale euro 1,774, reddito agrario euro 1,53.

Ingresso al Carbonizzo [da Google Earth]

LA PROVVIDENZA
E “LE [PREZIOSISSIME] TERRE DEL SACRAMENTO”

Il trasferimento è avvenuto per il prezzo dichiarato ed interamente saldato di € 30.000,00 pari ad € 75,75 per metro quadro, decisamente elevato, trattandosi, all’epoca, di un terreno con destinazione agricola e privo di qualsivoglia capacità edificatoria.

Si deve anche evidenziare che gli acquirenti, signori Settimo Giancarlo Martini e Perla Zampini e la loro figlia Tatiana Martini, sono proprietari del terreno adiacente (foglio di mappa 26, particella 1096), che all’epoca aveva destinazione residenziale e che oggi ricade anch’esso nell’area di atterraggio “AA.1” prevista dal Piano Operativo recentemente approvato dal Consiglio Comunale.

È di tutta evidenza, come si vedrà anche nel prosieguo, che l’operazione è stata posta in essere nella precisa consapevolezza che il terreno di lì a breve avrebbe avuto un (nuova) destinazione edificatoria.

Nel corso di una conversazione avuta in data 1° giugno 2019 con il sig. Alessandro Paolacci (socio di Meridiana Immobiliare) e di cui la ricorrente si riserva di fornire idonea dimostrazione, il sig. Massimiliano Nesi, che come si è detto ha rivestito la carica di consigliere comunale di maggioranza nel precedente mandato amministrativo (conclusosi con le recenti elezioni del 26 maggio 2019 e la conferma del Sindaco Ferdinando Betti), informato delle difficoltà incontrate dalla Meridiana Immobiliare nel suo rapporto con l’amministrazione comunale, ha riferito una serie di fatti che lasciano chiaramente intendere come i proprietari dei terreni ricadenti attualmente nell’area di atterraggio “AA.1” fossero a conoscenza della volontà dell’amministrazione comunale di mutarne la
destinazione (da agricola a residenziale/commerciale) ben prima che il progetto
del nuovo Piano Operativo (adottato con deliberazione consiliare n. 49 del
28.06.2018) fosse portato a conoscenza della cittadinanza nelle forme previste
dalla legge.

Angelus Domini nuntiavit Mariae…?

ANGELUS DOMINI NUNTIAVIT MARIAE…?

In particolare, il sig. Nesi ha riferito che l’intera operazione sarebbe stata orchestrata dal geom. Fabio Meoni, il quale è stato dipendente del Comune di Montale (da ultimo responsabile del servizio Funzionale “Lavori pubblici – Tutela ambientale) fino al pensionamento avvenuto nel 2014, e dal figlio, Mirko Meoni, che svolge attività di libero professionista con studio a Montale.

Il sig. Nesi ha, inoltre, lasciato intendere che esisterebbero ulteriori accordi privati tra lo stesso Meoni e i proprietari di cui si tratta ed in particolare che, per quanto lo riguarda, vi sarebbe una “clausola”, che si troverebbe depositata presso un non meglio specificato Notaio.

Il ruolo guida del geom. Mirko Meoni e del padre già dipendente del Comune di Montale è stato confermato dal sig. Franco Nesi, mediatore immobiliare, nel corso di una conversazione avuta in data 11.06.2019 con il sig. Alessandro Paolacci.

Da quanto si è esposto risulta evidente che l’Amministrazione non ha esercitato i suoi poteri in modo imparziale e nell’esclusivo interesse della collettività, dettando una disciplina che penalizza pesantemente la società Meridiana Immobiliare al punto da rendere insostenibile il recupero dell’Ex Carbonizzo a tutto vantaggio dei proprietari di un terreno agricolo, fino ad oggi dichiarato di elevato valore ambientale e paesaggistico, al quale viene, invece, attribuita una rilevante capacità edificatoria grazie anche al perverso meccanismo dei “decolli” e degli “atterraggi”.

Il coinvolgimento nella vicenda della famiglia di un ex consigliere comunale di maggioranza in carica al momento dei fatti e che evidentemente era a conoscenza del futuro mutamento di destinazione del terreno in oggetto contribuisce a gettare più di un’ombra sulle scelte operate dall’amministrazione e sulle finalità effettivamente perseguite.

Ed eccoci al Mistero della Fede

MISTERO DELLA FEDE

Resta altrimenti inspiegabile la ragione, per la quale l’Amministrazione – dopo avere sostenuto in diverse riunioni con amministratori e funzionari di Meridiana Immobiliare, che l’abitato di Fognano non sarebbe stato in grado per ragioni demografiche di assorbire le volumetrie originariamente attribuite all’area dell’Ex Carbonizzo – abbia sottratto alla sua naturale destinazione agricola un terreno da essa stessa dichiarato di elevato valore ambientale e paesaggistico, rendendo al contempo inattuabile il recupero di un’area industriale dismessa e degradata ed oltre tutto bisognosa di onerosi interventi di bonifica per inquinamenti imputabili in larga misura alla negligenza del Comune! Al punto che il danno arrecato a Meridiana Immobiliare potrebbe risultare poca cosa rispetto al pregiudizio procurato alla collettività e alla stessa amministrazione comunale!

Insomma: pare evidente nel caso di specie il vizio dell’eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento dell’azione amministrativa dai suoi fini istituzionali.


 

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