carbonizzo & compagno G. E FERDINANDO SCOPRÌ IL VISO E MISE “IL CULO ALLA FINESTRA” [*]

Al consiglio comunale di Montale il Sindaco Betti fa volare i ciuchi e «nega di sapere» nel perfetto stile dei Sinagra e dei Cuffaro delle “Avventure del Commissario Montalbano». Una novella del Boccaccio con Fra’ Cipolla che mostra «la penna dell’arcangelo Gabriello»…
Al banco di prova la sincerità e la credibilità di Ferdinando Betti e del suo partito non hanno proprio retto: sembravano «cocomeri alla scésa»

In Paradisum Deducant te Angeli;
in tuo adventu suscipiant te Martyres,
et PerDucant te in civitatem sanctam Jerusalem.
Chorus Angelorum te suscipiat,
et cum Lazaro quondam paupere,
aeternam habeas requiem.

In ParaDiso ti accompagnino gli Angeli
al tuo arrivo t’accolgano i Martiri,
e ti scortino alla città santa di Gerusalemme.
Il coro angelico ti accolga
e insieme a Lazzaro, Povero un tempo,
tu possa goDere della pace eterna.

Lux aeterna


Betti parla e non dice, dice e nega, nega e afferma l’innocenza del suo Pd

 

MONTALE. Nel ParaDiso i miracoli sono all’ordine del giorno. Per il ParaDiso di Montale dobbiamo correggere il testo e dire che i miracoli sono all’ordine della sera. E specialmente se si parla di Carbonizzo di Fognano e di sindaco Betti che risponde – senza rispondere – alle interpellanze dell’opposizione.

Il luogo – ieri sera – era appropriato: il complesso di San Salvatore in Agna. La scena (una commedia degna della dissacrante prosa del Boccaccio) altrettanto cònsona: la sala del con[s]iglio comunale che, dal punto di vista architettonico, sembra una chiesa ortodossa. È infatti divisa fra pubblico e privato (senza offesa per la divinità in cui è bene credere il giusto…).

I parrucconi dell’assemblea stanno quasi nascosti e ben poco visibili dietro tre o quattro arcate che, meglio, potrebbero essere chiuse da una iconostàsi, su cui inchiodare tre o quattrocento icone di Matteo Renzi travestito da San Nicola (= Babbo Natale con il sacco dei regali) e Santa Maria Elena d’Etruria trasfigurata in bianca Signora dal candido manto.

I con[s]iglieri di Montale si vedono e non si vedono; si sentono, ma poco e male; ma procedono sicuri e spediti (se della maggioranza, come il Betti) a raccontare cazzate al popolo silenzioso e in preghiera, perché creda, obbedisca e combatta, ma soprattutto perché «beva» le verità emesse dalla santa bocca di un Frate Cipolla boccacciano o – più appropriatamente – di un manigoldo Fra’ Cipolla da Frosolone, un bel personaggio (Alberto Sordi) in Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno di Mario Monicelli.

Nel Paese Dei Pippolini&Dardanelli, Ferdinando Betti, in veste di predicatore quaresimale, ha spiegato ad Alberto Fedi e all’opposizione, qual è la verità sul Carbonizzo di Fognano. Fra’ Ferdinando ha mostrato, con dovizia di particolari (45 minuti di fantozziane palle mostruose fatte di numeri, lettere e sigle, da fare invidia a matematici come il Fibonacci o a scienziati come Einstein) che:

Tutti attenti a sentire Fra Ferdinando Betti

a non esiste complotto, da parte del suo Povero orDine monastico, contro la Meridiana Immobiliare srl, che è auto-colpevole di non aver saputo approfittare degli strumenti giusti per fare gli affari suoi al momento opportuno

b che lui, frate predicatore, e i suoi confratelli del Povero orDine, niente sanno, niente videro, niente sentirono riguardo ai nomi dei proprietari delle «terre del sacramento», a cui l’Arcangelo Gabriele nuntiavit (= annunciò), come a Maria che avrebbe partorito il figlio di dio, che le particelle di terreni appartenenti alla misericordiosa Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia (+ quattro comproprietari), sarebbero rimaste «Pregne Della grazia del signore» ed avrebbero partorito, in séguito, lauti guadagni da Proventi eDilizi, resi – peraltro – possibili grazie al Perseguimento Dell’interesse pubblico che mira (secondo Fra’ Ferdinando) al bene comune (o del Comune?) e non all’utile privato e particolare.

Insomma 1: Fra’ Ferdinando ieri sera, in 45 minuti di «diarrea amministrativa», stilata ed evidenziata in verde dal suo fedelissimo armigero il geom. Riccardo Vivona, ha fatto capire all’opposizione che non era affatto sua intenzione rispondere e – insolentendo Alberto Fedi – che, in tutta la sua carriera di frate del suo Povero orDine, era la prima volta, che vedeva un’interpellanza non finalizzata al bene comune (di cui lui è, Per [dis]grazia di Dio, amministratore delegato unico), ma all’interesse Privato e Demoniaco della Meridiana Immobiliare srl.

Vedete? Gli elettori-pubblico sono separati dai consiglieri

Insomma 2: nei panni di Fra’ Ferdinando, Betti ha mostrato che le sante reliquie evidenziata in verde, esibite in pubblico e al pubblico, non erano i carboni su cui era stato arrostito San Lorenzo, ma la penna dell’Arcangelo Gabriello persa durante l’annunciazione perché, forse, si era grattato una pulce fastidiosa con troppa risolutezza e si era strappato una piuma; nei panni del «compagno G» del famoso «io non parlo», Betti ha fatto capire che non dirà mai niente che possa far piombare il suo Povero orDine nel caos di una specie di Mani Pulite 2 o 3.

Insomma 3: non per il pubblico dei con[s]igli comunali (che, di solito, si divide in due categorie: chi non capisce perché viene imbriacato, e chi non vuol capire perché sa ma deve tacere Per Dovere di partito), ma per chi, in cronaca dal 1967, di con[s]igli ne ha visti e seguiti a centinaia, era chiaro, solare, evidente, lampante, esplicito – dagli imbarazzi degli sguardi, al movimento delle mani e cioè al linguaggio del corpo e sonoro – che Fra’ Ferdinando era a disagio non come l’inflessibile «compagno G», ma come il puercolo (= bambinetto) che, per la prima volta a puttana, si affanna disperatamente a cercare il famoso e contestatissimo «punto G», per dimostrare di essere un perfetto «casin lover» capace di dare un orgasmo al suo Povero orDine monastico (in cui la formante radicale viene rigorosamente da “mona” e non da “monaco”).

Alberto Fedi dovrà studiare per avere risposte da Fra’ Ferdinando

Quando Alberto Fedi, dichiaratosi insoddisfatto per tutta la già citata «diarrea amministrativa», ha detto che si riservava di ribattere a Betti solo dopo aver letto il proclama dell’armigero geom. Riccardo Vivona, e ha chiesto un chiarimento che riguardava la metodologia di revisione delle aree fabbricabili in sede di presentazione di progetti, Fra’ Ferdinando-Cipolla (che si era persin rotto i corbelli d’aver parlato tanto, sicché gli si erano seccate le corde vocali e ha dovuto bere «acqua chiara, acqua pura») gli ha risposto a secco – in buona sostanza – «prima, Fedi, studia: e quando hai imparato se ne riparla» (se ne ri-parla sempre per modo di dire, perché i «compagni G» non parlano mai: loro sono nati per tacere).

Questo mio intervento non è nient’altro che un pezzo di critica alla Crozza: cioè una presa di culo (= satira) per le prese di culo (= oscenità) del Betti. Qui non si tratta di essere rispettosi e corretti o di essere accusati di non dare il dovuto rispetto alle istituzioni e alle persone che, in prima persona, non rispettano il cittadino e sbeffeggiano la gente ritenendola cretina, demente e incapace di intendere e di volere. Vorrei che questo fosse estremamente chiaro nel caso in cui a qualcuno venisse la malaugurata idea di far querela per scopi – tipici del Pd – intimidatori e repressivi utilizzando strumentalmente e sviatamente la legge.

Nel sottolineare e ribadire che tutta questa storia è un insulto (più o meno coperto e protetto dalla stampa organica e di regime, favorevole, nel suo più o meno esteso silenzio, a Betti e al Pd e non agli elettori-lettori, datori di lavoro della stampa stessa) personalmente vorrei suggerire una via di fuga e, soprattutto, di luce all’opposizione di Montale.

Fra’ Ferdinando-Cipolla ha fatto di tutto per chiarire che non è compito del Comune sapere di chi sono i terreni beneficati dal suo Povero orDine. E di tutto anche ha detto per sottolineare che non era suo compito (il buon frate è anche assessore all’urbanistica!) informarsi se, sul terreno miracolato, ci fossero stati passaggi di proprietà e compravendite antecedenti al compimento del miracolo della moltiplicazione dei quattrini e degli €uro.

Personalmente suggerirei all’opposizione montalese, e a Alberto Fedi – che peraltro ha presentato una davvero bella e benfatta interpellanza –, di assoldare un geometra e di farlo lavorare un po’:

Una sala del consiglio che sembra una chiesa ortodossa. Il popolo stia al suo posto!

fargli fare una copia dell’area del ParaDiso

fargli fare copia delle mappe catastali dei terreni interessati

fargli sovrapporre le mappe catastali alla mappatura dello strumento urbanistico

fargli prendere informazione certa circa la proprietà delle particelle

fargli fare un’indagine (presso la conservatoria dei registri immobiliari) dei movimenti delle compravendite, diciamo, negli ultimi cinque o sei anni

Solo così, di solito, si viene a caPo Dei misteri della fede. Non avete mai visto quanto ci mette la Santa Chiesa prima di proclamare una santificazione?

E sono convinto che anche la procura, con il dottor Leonardo De Gaudio, dovrebbe seguire questo accurato metodo d’indagine.

Faccio una previsione da profeta impazzito? Se procura e opposizione seguiranno questa via, credetemi, alla fine io non vorrei proprio essere quel sant’uomo del Betti, né come sindaco né come Fra’ Ferdinando-Cipolla.

Essere «embarazada» in spagnolo significa essere – come si dice nelle campagne contadine – « pregna»: ma per l’amministrazione del Povero orDine, essere «embararazada» potrebbe, in ultimo, avere ben altro significato, quello di soffrire di una «gravidanza isterica».

O forse anche peggio: avere un bel tumore.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Il diritto di critica è libero
o è soggetto a censura?


NOTARELLA

Una sala del consiglio che sembra una chiesa ortodossa. Il popolo stia al suo posto!

Nel riconoscere che la questione Carbonizzo ha avuto un grande rilievo sulla stampa, dato che a parlarne è stata – per prima e quasi unica – la nostra Linea Libera, finalmente Fra’ Ferdinando-Cipolla ci ha ufficialmente riconosciuti come giornalisti. Ci voleva, appunto, il suo sigillo di ceralacca perché lo fossimo davvero.

Minchia! È un grande successo per chi, come noi, fino ad ora, siamo stati emarginati e discriminati da questo grande rappresentante della Jihād democratica.

Questo pezzo di critica esce, come si dice, come «opera in fieri» o – all’inglese, che oggi parla perfino Di Maio «work in progress».

Per ora è così, ma nel corso della giornata sarà aggiornato e approfondito. Perciò tornateci sopra più volte. Grazie.

Più tardi inseriremo le registrazioni del Betti. 

♣ Ascolta file n. 1

♣ Ascolta file n. 2


[*] Vedi Il Vocabolario del Fiorentino Contemporaneo, non vergognarsi di mostrare apertamente il proprio disonore [così parlò la famosa Accademia della Crusca, quella del renziano «petaloso»]


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