carbonizzo. I FATTI, I GIORNALI, LA PROFESSIONE E IL GIOCO DEI PESI E CONTRAPPESI. 4

«Domanda: perché, se Fognano era satura, togliere alla Meridiana srl quanto in séguito è stato concesso all’Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia + 4? Qual è stata la ragione per una operazione in tutto simile al toscano “poggio e buca fa pari”?»
È vero o no…?

MONTALE. A nostro parere (e quindi: stiamo per esprimere un’opinione incensurabile secondo le garanzie costituzionali di cui all’art. 21), nascere e vivere a Pistoia è la peggiore condanna che possa esistere per un essere umano, perché la «piccola città dei fornai» (che potrebbero anche essere letti come faccendierucoli locali seguendo la metafora dei due forni tanto di moda al momento della nascita del governo giallo-verde), culla dei «ghibellinucci di parrocchia», è l’immagine speculare, ovviamente al negativo, del miglior mondo possibile di cui parlava il filosofo Pangloss nel Candide di Voltaire.

Dover condurre qui la propria esistenza ed essere soggetto, per esempio, al giudice naturale senza alcuna via di fuga, è una vera e propria condanna divina; un giudice naturale che, per la microrealtà provincialissima in cui opera, dà l’impressione, in qualche modo, di essere costretto ad adeguarsi al monoblocco della politica locale, quella “grande ameba catto-com”, cui avevamo fatto cenno ieri.

A Pistoia, forse più che in qualche altra città italiana, la politica è fatta a famiglie che, secondo il solido principio della solidarietà, sembrano esercitare il potere a loro uso e consumo: padri & figli, mariti & mogli, fratelli & sorelle, cugini di campagna come i cantanti del Bottegone e così via.

Se ci aggiungi che le arti e le professioni sono anch’esse un bene di famiglia trasmissibile in linea di sangue (puro o misto non fa differenza), il risultato è presto detto: tutto «discende per li rami» tanto per parodiare un verso dantesco. E sono rami di famiglie anche diverse ma fondamentalmente non imparentate, tipo rosi e meli – che alla fine sono la stessa cosa –, ma più verosimilmente apparentate similmente agli snodi dei tubi dell’acqua quando non riesci più a staccarli perché si sono quasi fusi nella ruggine.

Ma, chiederete, la connessione con il giudice naturale? Che ci azzecca? diceva il Di Pietro della salvezza. Mi limito a chiederlo direttamente a voi lettori con una domanda: perché in procura ci sono dei fascicoli intonsi di due o più anni fa, mentre altri (di appena tre mesi addietro) sono già stati visti, cotti, confezionati e decisi con richiesta di rinvio a giudizio?

Cercate di darvi una spiegazione logica, se può esserci. E non è – questo – un caso isolato. Come caso isolato non era quando i fascicoli (all’epoca del Procuratore Renzo Dell’Anno – desaparecido) per tre quarti venivano chiusi con il timbro «non si ravvisano reati», evidentemente senza motivazione alcuna come la legge richiederebbe. Tant’è che tutti sanno come andò a finire.

Allora: dovrò essere rinviato a giudizio solo perché ho gli occhi che ancora vedono, un cervello che ancora ragiona e un senso di pieno rispetto della giustizia e della legge che non collima, ma collide con quella che un giudice passato da Pistoia e fuggito altrove definiva «la congrega» di piazza del Duomo? Una domanda come questa, è reato o libertà di parola piena e rispettosa?

Ora, dopo il preambolo/premessa, a nostro parere necessario, torniamo sullo strumento edilizio del Comune di Montale, la podesteria di don Ferdinando Betti, capitano democratico del popolo che non sembra amare né poco né punto la trasparenza dinanzi alla quale dovrebbe inginocchiarsi come un cavaliere durante la veglia d’armi.

Una famosa frase di Giovenale

La storia della Meridiana Immobiliare e dell’area del Carbonizzo di Fognano a nostro parere è un manuale di patologia medico-amministrativa. Riprendiamo, come abbiamo detto ieri, dai 5 proprietari 5 (in prima linea Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia), dall’area di circa 2mila metri quadrati finita casualmente fra i terreni edificabili di Fognano (area non particolarmente bisognosa di nuove costruzioni e, per questo, castrata di 2500 metri del Carbonizzo/Meridiana srl), ad appena mezzo chilometro dalla zona-progetto che è stata decapitata.

Domanda: perché, se Fognano era satura, togliere alla Meridiana srl quanto in séguito è stato concesso all’Arciconfraternita della Misericordia di Pistoia + 4? Qual è stata la ragione per una operazione in tutto simile al toscano “poggio e buca fa pari”?

È quello che la Meridiana ha chiesto a Betti il quale non ha risposto; è quello che continua a chiedere ancora e con giustificata insistenza.

È quello su cui, forse, non farebbe male a fare luce (per amor del vero e della trasparenza amministrativa) la Procura di Pistoia se davvero, come dice il facente funzione dottor Giuseppe Grieco, ha una assoluta volontà di dare a Pistoia la giusta difesa o, se non altro, la doverosa prevenzione contro ipotesi di reato, insidie sempre e comunque presenti e latenti.

Se non ci pensano i custodes a custodire l’ordine e la legalità, quis custodiet custodes? Chi sarà a fare la guardia a loro?

Scusate. Oggi è festa e siamo di corsa. Un’altra briciola della vicenda a domattina. Vi chiariremo per bene anche il significato della citazione latina, usata sempre in senso improprio, ma azzeccatissimo.

Restare un po’ col fiato sospeso, fa bene alla salute!

PS. Se farsi e fare delle domande è mancanza di rispetto o oltraggio (bel termine francese che indica offesa), when the truth came out, there was public outrage, quando la verità è venuta fuori, allora c’è stata un’offesa per il popolo intero…

Edoardo Bianchini
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