carbonizzo. I FATTI, I GIORNALI, LA PROFESSIONE E IL GIOCO DEI PESI E CONTRAPPESI

La vicenda va messa sotto il microscopio, sul vetrino da cui potremo rilevare e distinguere batteri, vibrioni, spirochete, cocchi e stafilococchi, amebe e parassiti di varia entità, misura e natura
Una vicenda da studiare al microscopio

MONTALE. L’uscita “a tempo” su La Nazione della storia del carbonizzo di Fognano e della diatriba che scandisce i tempi con il metronomo fra l’amministrazione Betti e la Meridiana Immobiliare srl, ci costringe a scendere di nuovo in campo per chiarire, magari a puntate, diverse quisquilie che, con il gioco dei pesi e dei contrappesi, finiscono per produrre sui fatti un effetto-candeggina pronto a sbiadire contorni netti ed evidenze irrinunciabili.

L’amministrazione Betti – checché ne dica la signora Barbara Dardanelli – è, a nostro parere, tutto fuorché trasparente: e, se lo diciamo, evidentemente ne abbiamo le prove documentali. Questo deve essere un punto fermo e una certezza anche per futuri problemi di dissennate (sempre a nostro avviso) possibili azioni che potrebbero trasformarsi in una vera e propria débâcle per chi scaglia la prima pietra senza pensare.

Con il suo intervento, La Nazione ci presenta una specie di storia soggetta a quella che in pittura si chiamerebbe velatura; come se i fotogrammi della vicenda-carbonizzo si vedessero e no, ma comunque sempre dietro una sorta di carta velina.

Non se ne percepiscono il fondale e i vari piani, dai bassorilievi, agli altorilievi, alle figure a tutto tondo: un po’ come guardare Firenze da una delle curve della Pistoia-Riola, un panorama piatto e sfumettato di azzurrino diffuso. Impreciso, sfuggente, fuorviante.

A nostro parere – cioè: stiamo esprimendo una opinione – la vicenda-Carbonizzo va, al contrario, messa sotto il microscopio, sul vetrino da cui potremo rilevare, e distinguere, batteri, vibrioni, spirochete, cocchi e stafilococchi, amebe e parassiti di varia entità, misura e natura.

E ora i fatti:

  1. La vicenda-Carbonizzo inizia (se non abbiamo capito male) nel 2015, quando la Meridiana Immobiliare srl, proprietaria dell’area ex-Tempesti, presenta un progetto per il recupero dell’area e la costruzione di edifici ad uso residenziale e non solo.
    Il Comune di Montale – come di solito le pubbliche amministrazioni italiane – inizia a fare osservazioni al progetto: richiede, invita, suggerisce, impone, esige.
    E la Meridiana interviene puntualmente seguendo le indicazioni dell’ente. Stende anche un piano di recupero ambientale per l’area stessa che deve essere risanata perché satura di materiali inquinanti.
    Il tempo passa e, dal 2015, si giunge alla fine del 2018, data in cui la Meridiana si trova improvvisamente con le spalle al muro: Montale ha approvato il nuovo strumento urbanistico e… “ha fatto l’uovo”; una sforbiciata di 3-4mila metri edificabili al progetto Meridiana (troppa l’edilizia abitativa per Fognano: le metrature richieste dalla Meridiana sono eccessive, dice il Comune), ma in compenso 2-3mila metri edificabili vengono “deposti” come un uovo a meno di 500 metri di distanza dal progetto-Meridiana.
    Insomma, cosa esce dal cilindro del mago? Un giochetto di pesi e contrappesi: in Toscana «poggio e buca fa pari» e – secondo una famosa frase evangelica – «a chi ha sarà tolto e a chi non ha sarà dato».
  2. Veduta del Carbonizzo

    Alla Meridiana Immobiliare srl tutto questo non torna e non va giù. Si sente – come si dice – presa in giro: e il 23 maggio 2019 inoltra a Betti una lunga lettera con cui spiega le proprie ragioni e i propri dubbi circa la correttezza amministrativa dell’operazione portata avanti dal Comune.
    Il presidente del consiglio di amministrazione della Meridiana, Mario Paolacci, chiede una risposta a Ferdinando Betti che, in quel preciso istante, è sotto elezione, è stressato e vuole tornare in sella a Montale – della serie «Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire un ponte anche dove non c’è un fiume»
    [Nikita Chrušcëv].
    Leggete qui, parola per parola, la lettera inviata al Sindaco dalla Meridiana srl.

  3. Il 23 maggio 2019, dicevamo, Betti è sotto elezione, è stressato e “fibrilla”: ha paura di perdere la poltrona, sta tirando il carro al monte, sta schiantando dalla fatica dell’ultimo chilometro e… andrebbe lasciato in pace a farsi gli affarini suoi.
    Ma la nostra domanda è: per la cronaca e i cronisti tutto questo è motivo di ignorare che la Meridiana sta chiedendo a Betti di rendere ragione delle sue decisioni amministrative?
    C’è forse una regola deontologica che imponga ai giornali di tacere o di rimandare la notizia (di per sé di grande interesse) con il fine per cui un candidato sotto elezioni debba essere lasciato in pace?
    Noi siamo sempre stati convinti (e lo abbiamo dimostrato, seppure con gran dispiacere della signora Barbara Dardanelli) che la cronaca è quella forma di storia divulgativa che ha il compito non di interpretare i fatti, non di deciderne l’opportunità e/o il tornaconto diretto o indiretto, ma di narrarli, come dice il nome stesso, secondo il loro svolgimento cronologico.

    Un elefante non può nascondersi dietro un filo d’arba

    Peccato che il relativismo post-comunista abbia introdotto, nel sistema-Palamara/Italia, alcuni concetti falsi e falsanti del tipo: la scusa della privacy, l’opportunità politica, il sessismo, l’esercizio del potere discrezionale di fare/non-fare e dire/non-dire mutuato dalla indipendenza della magistratura equidistante da tutti, il politicamente corretto, la fobo-omofobia, il fobosessismo, la creazione di vocaboli orridi (quelli sì, sessisti!) come femminicidio o l’invenzione di minchiate come l’omicidio stradale e altre amenità quali l’ignominia degli uteri in affitto et similia.
    Di fatto, nonostante che la lettera della Meridiana srl fosse stata inviata il 23 maggio a tutte le redazioni di tutte le testate di Pistoia, tutti i quotidiani la ignorano, tranne – ovviamente – Linea Libera che, pur facendo (secondo la Signora Dardanelli) solo «giornalettismo di merda» (finesse oblige…), è, da sempre, non solo convinta, ma certa, che le notizie vadano date quando si verificano e non a seconda delle circostanze e delle persone che vi si trovano.
    A Linea Libera siamo convinti che non si può parlare di un avviso di garanzia a Berlusconi a Napoli e farne un fuoco di fila, e in un secondo momento ignorare un avviso di garanzia inviato, in ipotesi, a Zingaretti, perché verso di lui nutriamo delle affinità elettive.
    Quale sarebbe, infatti, la ratio della scelta se non una forma di discriminazione di tipo ideologico da cui giornalisti e giornali non solo dovrebbero, ma devono sempre e in assoluto stare alla larga come il diavolo dall’acqua santa?

  4. Ferdinando Betti

    Ferdinando Betti e la sua neo-Giunta, chiamati a rispondere, lo fanno. Ma anziché agire con solerzia in modo da fugare immediatamente qualsiasi dubbio sull’onestà e la moralità della moglie di Cesare, lo fanno lentissimamente, una quarantina di giorni più tardi, il 4 luglio, con una lunga e articolata lettera, firmata dal responsabile del servizio urbanistica, edilizia privata ed espropri, geometra Riccardo Vivona, e controfirmata dal neo-rieletto Sindaco di Montale che ha passato il turno fra squilli di tromba e rulli di tamburo. È una lettera-puntofermo, si direbbe; “molto ufficialissima” e in stile paludato-amministrativese. Magari, però, manca il bollo di ceralacca e due nastrini colorati tolti dall’uovo di Pasqua.
    Leggete, parola per parola, magari sotto un albero, al fresco, l’editto della Podesteria di Montale. Secondo noi è assai interessante.

  5. Il 13 luglio scorso, la Meridiana srl, infastidita perché convinta di essere stata presa in giro per la seconda volta da Betti & C., torna all’attacco con una nota evidentemente piena di fastidio.
    Betti, all’inizio, aveva detto alla Meridiana che il taglio di metri cubi di costruzione previsto per il suo progetto-Carbonizzo, dipendeva dalla previsione di scarso incremento demografico a Fognano; e invece nel nuovo strumento urbanistico si toglie alla Meridiana e si dà al “Signor X” a poco più di 500 metri di distanza dal Carbonizzo medesimo.
    Betti, nella risposta, ha asserito che il taglio delle cubature era stato suggerito (se non imposto) dalla cosiddetta Conferenza Paesaggistica, ma la Meridiana (che non ha certo l’anello al naso), ha preso armi e bagagli ed è andata a parlare direttamente con l’architetto Vanessa Mazzini, alle Belle Arti e Paesaggio, responsabile del settore: e ha scoperto che ciò che sosteneva il duo Vivona-Betti era – come si dice – una “emerita mozzarella di bufala”.
    Leggete attentamente, parola per parola, magari sotto un albero, al fresco, con una Fanta a portata di mano, la ribattuta della Meridiana srl alla Podesteria di Montale. Secondo noi è molto interessante.

Stop per oggi. Qui ci fermiamo con la promessa che, domani, 19 luglio, vi daremo una nuova puntata di questa brillante storia di elefanti che cercano di nascondersi – come nella barzelletta dell’assurdo – dietro un filo d’erba.

Ma tenete presente, gentili lettori (Signora Barbara Dardanelli compresa), che nella nostra democratica informazione «Houston, abbiamo un problema», se le notizie vengono date “a tempo”. I fatti devono essere resi pubblici quando si presentano e non, come diceva un tempo Giucas Casella, «quando lo dico io».

Specie certe notizie come questa di Betti & C.: dietro la quale è nostra opinione che possa nascondersi una qualche verità davvero particolare.

Buona lettura e… a domani.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto/dovere di critica e di informazione
[anche di garanzia, se del caso…]


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

2 thoughts on “carbonizzo. I FATTI, I GIORNALI, LA PROFESSIONE E IL GIOCO DEI PESI E CONTRAPPESI

Comments are closed.